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Aldo Baglio, un “Etnacomico” in vignetta

In un sabato pomeriggio caldo – anzi no, caldissimo- dentro quel complesso fieristico ancora occupato pacificamente dalle truppe della 501st Legion Italica e dai laboratori della Umbrella Italian Division, si è venuto a consumare un assedio assai più potente di quello degli Stormtroopers del Primo Ordine di Star Wars: parliamo dell’assalto dei fan di Aldo Baglio. La terza gamba del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo -all’anagrafe Cataldo- è riuscito infatti a spostare le masse come pochi ospiti durante l’ultimo Etna Comics, a dimostrazione del fatto che nessun team, per quanto affiatato e all’apparenza inscindibile come quello dei comici di “Mai dire Goal!”, resta impermeabile alla regola dell’ affetto “individuale” da parte del pubblico nei confronti di un singolo componente.

Aldo Baglio, palermitano verace originario di San Cataldo, è forse la personalità più folle e imprevedibile del trio (gli tocca spesso la parte del vessato di fronte alle paternali degli altri due pulentùn, ma le sue attese esplosioni, tra il querulo e l’isterico, fanno sempre tremare i vetri) e probabilmente è questo che l’ha reso, nel tempo, uno dei comici più amati fra i tre (e non solo per questioni regionalistiche).  Perchè se Tafazzi e Johnny Glamour restano icone imprescindibili, nessuno può sottovalutare l’importanza di Rolando nella cosiddetta controcultura comica interista nè restare impassibile di fronte alle follie della guardia Uber alle prese coi salvataggi improbabili del signor Rezzonico in quel di Bizzarrone (profondo sud della Svizzera). Chi se le dimentica quelle pistolettate lanciate dall’integerrimo poliziotto all’indirizzo di chi calpestava l’erbetta dei parchi durante le corse a perdifiato per salvare la lingua ghiacciata del maldestro Rezzonico dalle insidie di un freezer? O la famosa sfuriata al telefono di “Tre uomini e una gamba” (quella del “Vi-a-effe-effe-a…’nculo!“), seguita da un timido “Era occupato”, che ormai ha fatto storia?

Lui è quasi un Paperino iracondo dei nostri giorni, le cui sfuriate -più che altro a vuoto- di fronte all’imperturbabilità polemica e al piglio reprensivo dei suoi due putativi pater (non si contano le tirate d’orecchio a cui è stato soggetto negli anni), sembrano perfette per essere protagoniste delle pagine di un Topolino. E, restando in tema EtnaComics, proprio di un Topolino i tre sono stati ospiti eccellenti in passato (ai tempi de “Il cosmo sul comò”) e più precisamente della storia “Paperino e Paperoga in tre paperi dentro un cinema”, dove venivano affettuosamente, e disneyanamente, ribattezzati come Baldo, Gionni e Giacomino. Perché se non sei nato fumetto ma lo sei nella vita, prima o poi sarà il fumetto a trovarti.

L’incontro con Aldo stavolta è più la cronaca di un non-incontro o, meglio, di una corsa a perdifiato per arrivare a prendere posto nella saletta dell’Area Movie, là dove il comico era atteso per un altro saluto al pubblico e il firma-copie del libro biografico Tre uomini e una vita. Al primo bagno di folla (quello avvenuto in una sala Polifemo gremita fino alle scale dove il comico ha intrattenuto il pubblico per almeno un’ora) non partecipiamo per questioni di tempo ma soprattutto logistiche. Così ci perdiamo gli aneddoti e tante risate ma restiamo pronti e sintonizzati per questo secondo e più spedito saluto, che poi sarà anche la migliore occasione per consegnargli un omaggio illustrato in tema Etna Comics.  Nell’attesa il pubblico viene galvanizzato dai presentatori e un fan mostra orgoglioso la gamba di legno di “Tre uomini e una gamba” appena autografata in sala Polifemo, mentre in giro non si contano più le copie dei libri e le fotografie in mano ai fan (di ogni generazione) desiderosi di farsele autografare. Quando finalmente Aldo arriva, visibilmente provato dal caldo ma non ancora reso a questo pomeriggio “da stadio”, la prima battuta è di quelle che fa ridere sì ma con la cruda verità: “Ragazzi non applaudite. Quando lo avete fatto mentre entravo è aumentata la temperatura!”. Il resto sono domande, attestati di stima, frammenti sparsi di comicità, battute (inevitabili) sull’Inter e nel finale, poco prima delle firme e dei saluti, anche un doveroso “Non ci posso credere!” strappato al momento della consegna dell’omaggio di Vois, disegno in cui lui, debitamente fumettizzato, appare nella sua posa più nota urlando quel “Miii, Etna Comics!” in cui magari si riconoscerà. Non sarà certo il Baldo apparso su Topolino ma a noi Aldo piace disegnarlo così.

Testo e disegno di Andrea Lupo

 

 

 

 

 

 

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