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Campagna referendaria: La Flc Cgil Catania organizza banchetti per l’abolizione di parti significative della cosiddetta “Buona scuola”

Campagna referendaria: La Flc Cgil Catania organizza banchetti per la raccolta firme per la presentazione dei quattro quesiti per l’abolizione di parti significative della cosiddetta “Buona scuola”

Via dalla 107 i finanziamenti privati, la chiamata discrezionale e il potere di premialità dei docenti, l’obbligo minimo di ore per l’alternanza scuola-lavoro”

Domenica 5 giugno Santa Maria Di Licodia, piazza Delle Consuetudini dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 18

flc cgilCatania , 3 giugno 2016 – Prosegue la campagna referendaria della FLC CGIL Catania per la modifica della legge sulla “buona scuola”, coinvolgendo i cittadini nella raccolta firme per la presentazione di quattro quesiti per l’abolizione di parti significative della legge 107/2015.

I banchetti delle FLC CGIL Catania saranno allestiti domenica prossima, 5 giugno, in piazza delle Consuetudini a Santa Maria di Licodia, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18.

Le parti di cui si chiede l’abrogazione si riferiscono ai finanziamenti privati alle singole scuole, incremento per le statali; alla chiamata discrezionale dei docenti; all’obbligo di minimo 200-400 ore di alternanza scuola-lavoro; al potere del preside di scegliere arbitrariamente i docenti da premiare.

Sul primo quesito: se vince il SI ogni donazione da parte dei cittadini confluisce solo all’interno del sistema d’istruzione nazionale statale, redistribuendo le risorse tra zone ricche e povere e scuole che ne hanno più o meno bisogno. Si eviterà così la creazione di scuole di élites e di scuole-ghetto e il prevedibile sbilanciamento a favore delle scuole private, in modo da garantire il diritto allo studio a tutti.

Sul secondo quesito: se vince il SI il dirigente scolastico non potrà più, a sua discrezione, scegliere e confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. L’assegnazione dei docenti alle scuole avverrà con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare delle assegnazioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento: il preside non potrà condizionare l’autonomia professionale dei docenti.

Sul terzo quesito: se vince il SI viene abrogato il limite minimo fissato per legge di 400-200 ore in azienda (istituti tecnici e professionali e licei) di alternanza scuola-lavoro. Potranno così decidere le singole scuole quando, dove e come pianificare esperienze professionali coerenti con gli obiettivi del proprio Piano di Offerta Formativa, evitando di perdere ore di lezione anche in assenza di esperienze di lavoro formative, solo per ottemperare a una formalità.

Sul quarto quesito: se vince il SI viene abrogato il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto “merito” (con tutti i rischi clientelari che non facciamo fatica a immaginare). Il comitato di valutazione torna composto dai docenti e dal dirigente, non deve più identificare nessun “criterio per la valorizzazione” e si limita a esprimere parere sul periodo di prova dei neo-assunti. Il fondo annuale da 200 milioni si conferma salario accessorio per valorizzare tutti i docenti, precari inclusi, ed è inserito nella contrattazione integrativa nazionale e di scuola.

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