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SANNINO DEI MIRACOLI, IL CATANIA E’ GIA’ IN VACANZA MA L’ARBITRAGGIO?

I rosanero hanno ritrovato la qualità e il gioco e hanno avuto ragione di un Inter devastata dagli infortuni; il Catania di Maran è già in vacanza e la stagione da strepitosa e straordinaria retrocede a buona e ben giocata.

PALERMO ORA IL SOGNO SALVEZZA E’ PIU’ CONCRETO

Il Palermo di Sannino continua a macinare risultati e bel gioco, con una concretezza strabiliante che se si pensa a qualche settimana fa sa proprio di miracolo. Del resto il mister è questo, carattere, determinazione e organizzazione, lo scriviamo dopo ogni santa domenica e continueremo a farlo fino alla fine della stagione, a prescindere dall’epilogo. Gli emblemi? Su tutti i due lampanti: l’incredibile forma dimostrata da Ilicic, uno capace di risolvere le partite praticamente da solo e che le precedenti gestioni tecnico-tattiche avevano depresso e la collocazione tecnica di Garcia, finalmente esterno e non più costretto a fare ciò che probabilmente non riuscirà a fare mai in carriera, il difensore puro! Questo Palermo merita a questo punto di meglio che una squallida Serie B, ma sarà la giustizia divina a sistemare le cose tenendo conto dell’intera stagione sicuramente indecente in alcuni tratti. Juventus fuori casa, Udinese al Barbera, Fiorentina al Franchi e Parma in casa, il calendario dunque non è certamente agevole ma considerato che alla Juventus basterebbe un punto per la matematica conquista dello scudetto e che il Parma sarà salvo, 4 punti potrebbero così essere conquistati “d’ufficio” sempre che la Juve non voglia strafare per dare il giusto la alla festa scudetto casalinga, rimarrebbero comunque le due battaglie con Udinese e Fiorentina che fino alla fine dovrebbero giocarsi posti di classifica nobilissimi, non sarà per nulla semplice.

CATANIA PECCATO ESSERE GIA’ IN VACANZA, MASSA CHE DISASTRO

Quasi fisiologico il calo di fine stagione per una formazione come quella rossazzurra, che al fotofinish ha rimesso sui binari di una buona stagione giocata bene, quella che poteva essere la stagione della storia. Il record di punti è li ad un passo, ma si sarebbe potuto fare assolutamente di più e per una formazione ambiziosa come quella rossazzurra il mea culpa è d’obbligo se si vuole, come si dice da tempo, puntare sempre più in alto. Ieri s’è visto il solito Catania delle ultime uscite (a parte il derby in alcuni tratti), una squadra stanca che ha perso verve nei suoi uomini migliori (non pervenuti Gomez e Lodi) e che non riesce più a ritrovare la via della vittoria complice l’assenza di qualche punto cardine dell’ossatura tattica. Di contro un Milan arrabbiato ma poco cinico non domina anche se il risultato farebbe pensare altro, ma basti solo pensare che per due volte il Catania è andato in vantaggio per avere il polso della gara di S.Siro. Vantaggio di Legrottaglie marcato malissimo da Bonera dopo un’iniziale pressione milanista continuata dopo il goal rossazzurro. Una pressione che ha generato il pareggio di Flamini su una dormitona del reparto difensivo etneo poco reattivo sul francese. Frison dal canto suo tiene botta più e più. Secondo tempo con ancora il Catania in vantaggio su errore di Abate e Bergessio versione pupone a fare lo scavino per  l’1-2. Allegri decide per Pazzini e il Catania sparisce, complice una direzione arbitrale sempre a senso unico: pochissimi falli fischiati in favore dei rossazzurri. E’ pareggio su un palo goal del bomber ex Fiorentina e poco dopo è vantaggio. Un vantaggio quasi voluto da tutti in campo tranne ovviamente dai calciatori rossazzurri, l’episodio: Gomez si invola verso l’area e Boateng lo stende travolgendolo come un ostacolo sui binari dell’Oriente-Express, per Massa è tutto normale, normalissimo e così il Milan riparte e segna il punto del ko rafforzato qualche minuto più tardi da un’ingenuità di olio cuore Izco, uno dei pochi in campo a meritare più che la sufficienza fino a quel momento. Poco male perché il 4-2 non cambia il risultato sono sempre 3 punti per il diavolo che oggi veste Massa, domani chissà, l’importante è arrivare terzi.

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