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FERROVIE: Bianco, soluzioni per raddoppio Zurria-Acquicella

Oggi incontro con i residenti della zona di Castello Ursino. Sabato 9 conferenza stampa itinerante sull’alternativa a un progetto che mutilerebbe il centro storico

Catania, 5 marzo 2013 – Per Enzo Bianco il raddoppio della tratta ferroviaria Zurria-Acquicella, opera già finanziata dal Cipe e che ha avuto il placet del governo, può essere realizzato senza deturpare il centro storico grazie ad alcune innovative soluzioni a lui sottoposte oggi, durante un incontro sul tema, da una delegazione di residenti della zona del Castello Ursino.

“Mi farò promotore a Roma – ha detto Bianco – perché le interessanti soluzioni tecniche poste sul tappeto siano prese in considerazione: siamo felici dell’investimento, ma non si può certo pensare di distruggere un pezzo della Catania settecentesca. E le soluzioni sembrano esserci”.

La delegazione era formata da Giovanni Girbino, Carmelo Giuffré ed Enrico Reginato, accompagnati da Diego Favara, vice presidente del Consiglio di Municipalità di San Giorgio. I residenti sono allarmati per il piano che prevede, tra l’altro, la realizzazione di una barriera anti rumore alta sette metri sopra gli Archi della Marina – il numero dei treni in transito passerà da 70 a 270 – , la sostanziale distruzione del Passiatore, ma soprattutto l’abbattimento di decine di edifici settecenteschi nella zona del Castello Ursino, tra l’altro area archeologica, vista come un’autentica mutilazione.

“Sabato 9 marzo, alle 10 – ha annunciato Bianco – ci vedremo nuovamente davanti al Castello Ursino per un sopralluogo fino alla zona degli Archi della Marina aperto ai media. Sarà una sorta di conferenza stampa itinerante: le proposte verranno illustrate ai giornalisti, ai quali saranno consegnate immagini che rendono esplicite le soluzioni prospettate dai tecnici”.

All’incontro parteciperanno, oltre ai rappresentanti del Comitato di Castello Ursino, anche quelli di Italia Nostra, dell’Associazione nazionale dei Castelli, del Gar e di diverse associazioni di ambientalisti.

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