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Caso Cimò: rimane in carcere il marito Salvatore Di Grazia

Catania – Resterà in carcere Salvatore Di Grazia, il 75enne, arrestato il 26 novembre scorso dai carabinieri di Catania, con l’accusa di avere ucciso la moglie, Maria Francesca Cimo’, per gli amici Mariella, 72 anni, dopo una lite avvenuta per motivi economici e passionali. A deciderlo è stata la quinta sezione del Tribunale del riesame che ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare, per omicidio e soppressione di cadavere, emessa dal Gip Alessandro Ricciardolo su richiesta del sostituto procuratore Angelo Busacca.

A tradire il Di Grazia sarebbero state le contraddizioni le bugie da lui stesso raccontate.

Secondo l’accusa, l’omicidio sarebbe avvenuto nella villa di San Gregorio, luogo della scomparsa, a seguito di una lite scatenata dalla richiesta della Cimò al marito di chiudere l’auto lavaggio di Aci Sant’Antonio, che la moglie credeva essere il luogo dove Di Grazia si intratteneva con le sue presunte amanti, ma non si esclude come movente del delitto anche quello di natura patrimoniale in quanto tutti i beni della coppia erano intestati all’anziana.

 

Riguardo la sparizione del cadavere, ancora nessuna certezza, ma rimane forte il dubbio dei residui di acido travati dagli inquirenti nella vasca da bagno della villa.

Nel corso dell’udienza presso il Tribunale del Riesame  tenutasi  martedi 17 sono stati visionati anche i filmati della villetta vicina all’abitazione di Salvatore Di Grazia e le riprese del 25 agosto 2011 che, com’è ormai noto, non mostrano alcun allontanamento da parte di Mariella Cimò da casa.

Salvatore Di Grazia in tribunale ha continuato a ribadire la sua innocenza e la sua totale estraneità ai reati di cui è accusato

Eva Gervasi.

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