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Rori Palazzo vincitrice della V edizione di “CENTRO/PERIFERIA”

ROMA: La giovane fotografa palermitana Rori Palazzo è stata premiata a Roma come vincitrice della V edizione di “CENTRO/PERIFERIA”, concorso internazionale ideato e promosso da Federculture, per scoprlre e promuovere giovani artisti di età non superiore ai 35 anni.

Alla Palazzo è andato il premio della Giuria composta da Oliviero Toscani, Pio Baldi, Marco Bazzini, Siluia Evangelisti, Matteo, Lafranconi, Iuan Novetli, MicheLangelo Pistotetto, Ludovico Pratesí, Luigi Ratclif, Maurizio Vanni.

Il premio è stato consegnato all’artista dall’Assessore comunale per la Cultura Francesco Giambrone.

L’opera vincitrice, una foto in b/n dal titolo “La mia Casa” sarà esposta al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino a domenica.

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Rori Palazzo é nata a Palermo nel 1977.
Ha studiato all’Accademia di Belle Arti e Restauro Abadir di San Martino delle Scale, dove si é specializzata in restauro di materiale cartaceo. Sin dai primi anni della sua formazione si è concentrata sulla fotografia come linguaggio espressivo, sperimentando varie tecniche con l’analogico per creare delle immagini oniriche e vagamente surreali, pervase da un’ironia tanto sottile quanto sagace.
Oggi lavora come graphic designer e fotografa, e il portfolio dei suoi clienti include design hotel, case di moda e produttori agroalimentari; dall’analogico al digitale, il suo sguardo si é fatto via via più netto e tagliente, senza perdere la capacità di leggere sotto la superficie delle cose e delle persone, tessendo trame possibili e non necessariamente reali. Il suo blog, Palermo Daily Photo, testimonia questo sguardo unico, che sa essere lieve e cinico, disincantato e sognante al tempo stesso, e che trasforma persino il più banale degli incroci in un crocevia di storie.
– Finalista al Combat Prize 2012
– Finalista al premio Federculture, Centro/Periferia, 2012
– Selezionata dalla giuria del Como Contemporary Contest 2012 (in partnership con Federculture) per partecipare alla mostra dei finalisti del concorso

 

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“La mia casa” è un’opera che fa parte della serie Dream, una sorta di collezione di sogni tradotti in immagine. Partendo dall’ascolto del sogno immagino le fotografie, dando avvio ad un lentissimo ma ineludibile processo di empatia che ha come risultato la creazione di una visione onirica ibrida. L’immagine infatti nasce prima dalla associazione di elementi intimi che appartengono tanto al ricordo del sognatore come al mio immaginario onirico, e poi dalla traduzione della visione in forma. Sono immagini ossimoriche, specchio di un precario ed elegante equilibrio di elementi contrastanti: i contenuti stranianti e la ricerca minimalista della resa formale.
In La mia Casa tutto galleggia sullo specchio d’acqua: la scala, la casa di bambole, le montagne del paesaggio, mentre l’orizzonte scorre infinito annullando tempo e speranza.
L’immobilismo è reso proprio dalla purezza formale dell’immagine costruita geometricamente come un incrocio di linee perpendicolari. Le proporzioni sono stravolte, la casa è troppo piccola per essere abitata e la montagna, disegnata dalla mano incerta di un bambino, impossibile da scalare.
In tutte le immagini della serie Dreams non c’è fotomontaggio, ma l’operazione artistica sta proprio nell’immaginare il sogno, tradurlo in immagine e creare un vero e proprio “set” fotografico per ospitare il soggetto ritratto all’interno del proprio sogno. Ciò che mi interessa è anche la reazione dei soggetti nel momento in cui rivivono i loro sogni diventandone attori.

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