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Il magro bilancio delle vacanze estive. Turismo in calo del 15%

Viaggi mordi e fuggi, visite dai parenti e tour organizzati di persona hanno caratterizzato quest’anno le magre vacanze degli italiani, ed inoltre solo il 66% è riuscito a lasciare la propria città facendo registrare un calo turistico del 15% rispetto al 2011.

 Questi i dati secondo Federconsumatori e Adusbef che puntano ovviamente il dito sull’attuale crisi economica che continua ad attanagliare la nostra penisola. Secondo i calcoli, in totale sono stati poco più di 33 milioni – un italiano su tre – i vacanzieri che hanno speso complessivamente circa 30 miliardi di euro, e anche le mete, in molti casi meri ripieghi, hanno confermato ancora una volta la tendenza a un forzato dover risparmiare.

 Più di due milioni di italiani nel 2012 hanno scelto l’agriturismo e preferito il più delle volte fare la spesa e cucinare, piuttosto che mangiare nei ristoranti; moltissimi sono partiti in auto, affollando le autostrade per evitare di pagare aerei e traghetti i cui prezzi last minute hanno raggiunto le stelle; pochi, meno del 15%, sono riusciti a recarsi all’estero; qualcuno ha scelto il treno per effettuare distanze non molto lunghe e spostarsi almeno per un fine settimana; in totale solo il 34% degli italiani è riuscito a partire per almeno sette o otto giorni.

 Questo il bilancio negativo del periodo che si è appena concluso e ovviamente per tutti non sono mancati i disagi che non hanno comunque scoraggiato il popolo vacanziero che non ha rinunciato alle ferie. Code nelle autostrade, treni senza aria condizionata e con molte carenze igieniche, e voli cancellati, in prima fila quelli Wind Jet, hanno fatto da contorno ad una situazione già precaria.

 Vittime del calo turistico sono stati gli stessi italiani nelle cui tasche è entrato ben poco; lidi, ristoranti, alberghi e tutti gli indotti hanno sofferto la mancanza di turisti e il conseguente calo di introiti. Il 37% della popolazione che non ha potuto lasciare la propria città si è accontentato delle spiaggie italiane e ha goduto delle belle giornate di sole, a volte anche troppo calde, ma dopo le ore di mare si è ritrovato a fare i conti con una città semideserta, con i pro e i contro che da ciò derivano. In conclusione, dopo un anno di rinuncie forzate dovute agli aumenti che hanno invaso ogni campo dell’economia, si ritorna a lavoro ancora sotto stress e pronti a dover fare i conti tra i piccoli introiti lavorativi e le enormi spese.

 

E. Gervasi

 

 


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