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Viaggio in Indonesia. Natura, cultura e relax dall’altra parte del mondo

Ciao mi chiamo Antonio e sono un viaggiatore solitario…

più che viaggiatore mi sento un “vagabondo” a cui piace percorrere le strade di questo meraviglioso pianeta in completa libertà, ma soprattutto vivere il viaggio in mezzo alla gente comune, a stretto contatto con loro e condividere tutto quello che la strada mi offre, così da sentirmi quasi a casa. È proprio questo il motivo che rende magico ogni mio vagabondare.

Ogni volta che parto rimango sempre meravigliato positivamente dal gran numero di persone che ogni giorno affollano gli aeroporti con zaino in spalla; si vedono persone di tutte le età: dai meno giovani che non pensano mai alla loro data di nascita, ai piu giovani che non temono niente, ragazze sole e famiglie con neonati. Tutto ciò mi riempie di gioia perchè mi sento di appartenere a questo modo di vivere il viaggio, ad un insieme di persone mai sazie di vedere posti nuovi. Partendo da questo vi vorrei presentare la mia ultima esperienza in Indonesia con alcuni scatti che hanno bloccato scene di vita comune e che rimarranno in modo indelebile dentro di me. Ho condiviso con tanti amici attraverso la rete le emozioni provate in tempo reale e aggiungo che sono stati veramente degli ottimi compagni di viaggio, standomi vicino dal primo all’ultimo giorno e per questo li ringrazio.

 

Il viaggio è stato molto lungo: Catania – Roma – Doha – Jakarta. Dopo circa 16 ore di volo arrivo a destinazione. Ormai è notte e decido di passarla in aeroporto. Non potendo prendere il volo la mattina seguente ne approfitto per fare un giro in città; una città immensa e che ha poco di orientale. Parto quindi per il Borneo indonesiano dove con un battello assieme a due ragazze spagnole visitiamo il parco nazionale di Tanjung Putin che ospita una riserva di orangutan.

E proprio durante la navigazione del fiume Cumai incontriamo diversi animali; dalle scimmie dal naso lungo a uc
utto il viaggio. Un’esperienza unica che mai potrò dimenticare, li potevi quasi toccare tanto erano vicini. Animali così imponenti, ma così tranquilli allo stesso tempo; il modo in cui le mamme accudiscono i piccoli è veramente toccante. La sera dopo cena, quando il sole cala, nella giungla è buio pesto e quindi tutti a nanna; alle prime luci dell’alba gli uccelli e i giochi rumorosi delle scimmie sono una dolce sveglia per tutti.celli di tutti i tipi, e anche qualche orangutan. L’incontro con gli orangutan è stato meraviglioso, ne vale t

 

Finito il tour orangutan parto per Surabaya, citta dell’isola di Java. Dopo una breve visita alla citta prendo un pullman per Yogiakarta detta Yogia, seconda citta di Java. Si arriva alle due di notte, con un taxi assieme a tre tedeschi ci facciamo portare in città per trovare un albergo. L’indomani si parte con un bus alla volta di Borobudur: uno dei templi più grandi del sud-est asiatico, ritenuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Al rientro dopo aver visitato Yogia prendo un volo interno per Dempasar, Bali, da dove con delle speedy-boat raggiungo le splendide isole Gili, situate proprio di fronte a Lombok. Le bianche spiaggie e la completa assenza di auto fa da cornice ad un posto incantevole. Noleggio una bici e nel giro di un’ora, soste comprese, la giro tutta.

Come taxi si usano dei carrettini trainati da cavalli. Posto ideale per rilassarsi e riposare un paio di giorni. Rientro su Bali e riparto da Dempasar, con un piccolo aeromobile, per un’altra avventura nell’isola di Flores. Qui mi organizzo tramite un’agenzia per un’escursione con un battello per l’isola di Komodo, dove vivono i Draghi di Komodo, ultimi esemplari rimasti sulla terra. Queste lucertolone (varani) lunghe tre metri vivono protette nell’isola. Durante il ritorno ci fermiamo in una striscia di finissima sabbia bianca per fare snorkeling inun tratto di barriera corallina e per nuotare assieme a pesci di ogni forma e colore, e accanto a coralli che sembrano dei meravigliosi tappeti.

Passo l’ultima settimana a Bali dove grazie ad una guida locale, il grande Wirta che parla un perfetto italiano, vedo tutto ciò che c’è da vedere. Mi viene a prendere nella mia homestay (delle case in cui hanno ricavato delle stanze con bagno in camera e clima o ventala a soffitto) e mi riaccompagna la sera a fine giro. Costo per una giornata 40 euro, benzina, autista piu guida. Tra i vari templi, le meravigliose e coloratissime risaie e le feste a cui ho avuto la fortuna di assistere, ricorderò sempre l’incontro fortuito in un paese nel quale si stava celebrando il rito funebre con cremazione dei corpo. Potrà sembrare un po’ macabro, ma vi posso assicurare che per gli abitanti è una grandissima festa che coinvolge l’intera comunità.

Ogni sera al rientro a Kuta, la cittadina dove alloggiavo, ci si ritrovava nelle spiaggie per assistere al grande spettacolo gratuito del tramonto. E proprio in quei momenti mi sentivo un vagabondo mischiato a vagabondi di ogni parte del mondo. Ragazzi che come me, zaino in spalla, mossi dalla fame di conoscere posti nuovi, partono inseguendo ognuno la sua strada. Per le onde altissime queste spiagge sono prese d’assalto dai surfisti, per lo più australiani, che si cimentano nel cavalcarle, ed è uno spettacolo vederli cadere e rialzarsi immediatamente. Questi ragazzi camminano scalzi per le stradine di Kuta con il Surf sotto braccio, e si spostano con moto in cui è stato saldato un supporto per trasportare la tavola.

Arriva sempre il giorno della partenza e a malincuore si riprende l’aereo per tornare a casa; unico desiderio rivedere le immagini scattate e raccontare agli amici tutto quello che si è visto. La mia speranza è sempre quella di far germogliare anche in una sola persona il seme del viaggiare in completa libertà. Trasmettere il desiderio, leggendo o vedendo le mie immagini, di provare una volta a gustarsi le strade del mondo…

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