{"id":9831,"date":"2013-02-10T10:19:41","date_gmt":"2013-02-10T09:19:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=9831"},"modified":"2013-02-14T13:23:24","modified_gmt":"2013-02-14T12:23:24","slug":"consumi-il-paese-invecchia-e-acquista-sempre-meno-beni-e-servizi-primari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2013\/02\/10\/consumi-il-paese-invecchia-e-acquista-sempre-meno-beni-e-servizi-primari\/","title":{"rendered":"Consumi: il Paese invecchia e si acquistano sempre meno beni e servizi primari"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-2153140455\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>Sono sempre pi\u00f9 allarmanti i dati relativi all\u2019andamento dei consumi delle famiglie. Secondo il Rapporto Consumi 2012, infatti, realizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confcommercio, &#8220;la crisi economica in corso che, in termini di Pil ha riportato il nostro paese indietro di oltre dieci anni (-2,1% nel 2012), culminata con la maggiore contrazione degli ultimi cinquanta anni per i consumi (-4,0% nel 2012), si sta trasferendo negativamente sulle aspettative di reddito delle famiglie e sulla loro capacit\u00e0 di spesa; per l&#8217;anno che si \u00e8 appena concluso, infatti, tutte le principali voci di consumo, in termini pro capite, hanno mostrato un segno meno, con un picco per il comparto mobilit\u00e0 e comunicazioni (-7,3%) e per viaggi e vacanze (-6,3%)&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Analoghe performance, seppur di minore intensit\u00e0, si registreranno nel 2013. Anche allargando l&#8217;analisi agli ultimi venti anni, l&#8217;andamento della spesa per abitante, in termini di quantit\u00e0, registra, nel complesso, un incremento estremamente contenuto pari ad un tasso medio annuo di appena lo 0,5%; guardando alle singole voci di consumo, tuttavia, i beni acquistati sotto forma di tecnologia, come Tv, elettronica di consumo, telefonia risultano quadruplicati dal 1992 ad oggi, il consumo di beni\/servizi per la salute si \u00e8 accresciuto del 67%, i pasti al ristorante del 27%; in calo l&#8217;alimentazione domestica (-5%), abbigliamento e calzature (-8%); insomma, in un quadro di generale e prolungata stagnazione della domanda interna, si assiste ad una ricomposizione delle abitudini di consumo di un Paese che invecchia e che consuma sempre meno beni e servizi primari ma che non vuole rinunciare al tempo libero e alla tecnologia&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;La spesa delle famiglie ha subito una contrazione del 4,0%, la pi\u00f9 consistente degli ultimi cinquanta anni. Il peggioramento registrato nel corso del 2012 sul versante dei consumi, rispetto alle stime iniziali, ha determinato una revisione al ribasso anche delle previsioni per il 2013. Nell&#8217;anno in corso la domanda delle famiglie dovrebbe mostrare una riduzione dell&#8217;1,0%. Particolarmente pesanti sono i i riflessi negativi sul fronte dell&#8217;occupazione, con una riduzione cumulata nel biennio 2012-13 di oltre 430mila unit\u00e0, che andranno a sommarsi al milione circa di posti di lavoro distrutti nel periodo 2008-11&#8221;.<br \/>\nSecondo le stime di Confcommercio, negli ultimi vent&#8217;anni la spesa reale totale per abitante ha conosciuto un ritmo modestissimo di crescita, poco pi\u00f9 del 9% in termini cumulati. Le voci che sono cresciute significativamente al di sopra della media riguardano il tempo libero, i servizi ricreativi e culturali, le vacanze e in particolare i beni e i servizi per le tlc, cresciuti nel periodo del 347%,  Le spese per la salute, cresciute cumulativamente del 67% circa confermano il declino demografico e l&#8217;invecchiamento della popolazione, cos\u00ec come l&#8217;aumento di oltre il 27% per spese nei pubblici esercizi evidenzia abitudini di consumo sempre pi\u00f9 extradomestiche. \u00c8&#8217; un&#8217;Italia, quindi, che non vuole rinunciare al tempo libero e alla tecnologia preferendoli ai bisogni primari.<\/p>\n<p>\u201cUn andamento allarmante, che peggiora di giorno in giorno senza che nessuno si decida ad adottare seri provvedimenti\u201d, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.<br \/>\n&#8220;Basti pensare che la \u201cstangata\u201d subita a causa dell\u2019aumento della tassazione, dei prezzi e delle tariffe nel biennio 2012-2013 ammonta a +3.823 Euro a famiglia (di cui 2.333 nel 2012 e 1.490 nel 2013).<br \/>\nDi fronte a tale crescita incontrollata ed ingiustificata, da anni, invochiamo misure urgenti: a partire da maggiori controlli sulla determinazioni dei prezzi e da un serio sostegno, sotto forma di detassazione, per le famiglie a reddito fisso (lavoratori e pensionati) che risentono in misura maggiore gli effetti negativi della crisi.<br \/>\n\u00c8 indispensabile, inoltre, concludono Trefiletti e Lannutti, che il primo punto all\u2019ordine del giorno del nuovo Governo sia abolire definitivamente l\u2019inaccettabile aumento dell\u2019IVA da luglio, che avr\u00e0 effetti ancor pi\u00f9 disastrosi per le famiglie e per l\u2019intera economia&#8221;.<\/p>\n<div id=\"voism-2723105261\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono sempre pi\u00f9 allarmanti i dati relativi all\u2019andamento dei consumi delle famiglie. 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