{"id":757,"date":"2012-10-02T12:49:44","date_gmt":"2012-10-02T10:49:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=757"},"modified":"2012-11-30T21:19:37","modified_gmt":"2012-11-30T20:19:37","slug":"e-stato-il-figlio-di-daniele-cipri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2012\/10\/02\/e-stato-il-figlio-di-daniele-cipri\/","title":{"rendered":"\u00c8 stato il figlio di Daniele Cipr\u00ec"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-2526162123\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/\u00e8-stato-il-figlio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-758 alignleft\" title=\"\u00e8 stato il figlio\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/\u00e8-stato-il-figlio-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong>\u00c8 stato il figlio<\/strong><\/em> \u00e8 l&#8217;opera prima di <strong>Daniele Cipr\u00ec<\/strong>, senza il suo storico compagno dai tempi di <em>cinico tv<\/em>, Franco Maresco.<br \/>\nDopo lo &#8220;<em>Zio di Brooklyn<\/em>&#8220;, il discussissimo e blasfemo &#8220;<em>Tot\u00f2 che visse due volte<\/em>&#8220;, il palermitano specialista di fotografia si lancia ora nel suo primo film da solista, calcando un po&#8217; meno la mano rispetto alle precedenti produzioni, ma non perdendo i tratti che lo hanno reso celebre.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Girato in Puglia, ma ambientato in Sicilia negli anni &#8217;80, <em>\u00c8 stato il figlio<\/em> racconta la terribile storia della <strong>famiglia Ciraulo<\/strong>, sotto forma di tragedia greca e avvolta in un clima grottesco in cui desolazione ambientale e umana sembrano essere una cosa sola.<br \/>\n<!--more Leggi Articolo--><br \/>\nNicola (<strong>Tony Servillo<\/strong>) \u00e8 il capo famiglia; lavora tutti i giorni ai cantieri navali per poter campare la moglie passiva, i suoi genitori e i due figli, Tancredi (<strong>Fabrizio Falco<\/strong>) e Serenella, in un piccolissimo e sovraffollato appartamento, presso i diroccati e apocalittici quartieri popolari di una non specificata area siciliana. La loro vita viene brutalmente interrotta quando un colpo di pistola vagante, proveniente da una resa dei conti mafiosa sotto il cortile di casa, colpisce accidentalmente la piccola Serenella, uccidendola.<br \/>\nLa morte della figlia sembra distruggere tutto, fino a quando Nicola viene a sapere da un amico che lo Stato potrebbe risarcirli della perdita, attraverso una semplice &#8220;domandina&#8221;. Dopo le ovvie lungaggini burocratiche arrivano ben 220 milioni di lire che ai Ciraulo appaiono come una fortunata vincita alla lotteria; iniziano cos\u00ec un percorso di ostentazione del nuovo benessere facendosi mettere in credito ogni tipo di spesa quotidiana e acquistando una costossissima Mercedes ultimo tipo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/E_stato-il-figlio-scene.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-759 alignleft\" title=\"E_stato-il-figlio scene\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/E_stato-il-figlio-scene-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Daniele Cipr\u00ec, come ha sempre fatto, punta l&#8217;obbiettivo su personaggi ai margini di una societ\u00e0 quasi completamente sprovvista di Stato e di una concreta civilt\u00e0, e se con i precedenti lavori aveva spogliato i suoi protagonisti di vestiti e moralit\u00e0, trasformandoli in rivoltanti freaks esperti in peti e attivit\u00e0 sessuali primordiali, qui calca un po&#8217; meno la mano, adoperando pur sempre la cifra stilistica del grottesco, ma concedendosi ad un pubblico pi\u00f9 vasto.<br \/>\nPer la prima volta dirige attori professionisti, scelti per un cast davvero indovinato; oltre a Servillo e a Fabrizio Falco (Tancredi), vincitore del Premio Mastroianni al Festival di Venezia, splendida l&#8217;interpretazione di <strong>Aurora Quattrocchi<\/strong> (la nonna Rosa) che negli ultimi minuti rende davvero agghiacciante un finale inaspettato e che difficilmente dimenticheremo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cipr\u00ec ci racconta la storia scritta da Roberto Alajmo, facendoci capire che di fatti del genere ce ne sono a bizzeffe, ma restano sconosciuti tanto dai media quanto dalle nostre orecchie.<br \/>\nNon \u00e8 un caso che la vicenda venga narrata da un signore apparentemente estraneo ai fatti; una sorta di Forrest Gump dei poveri seduto sulla &#8220;panchina&#8221; di un ufficio postale, dove i vicini di fila non hanno nessuna intenzione di ascoltarlo e preferiscono addirittura farsi distrarre dall&#8217;insignificante incidente di un motorino, piuttosto che dall&#8217;enorme dramma umano simboleggiato dai Ciraulo.<br \/>\nL&#8217;unico signore che sembra prestargli attenzione si riveler\u00e0 sordo muto a tre quarti del film.<br \/>\nNon vogliamo capire cosa sta attorno a noi, e se lo vogliamo non possiamo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>\u00c8<\/em><\/span><em> stato il figlio<\/em> non \u00e8 un film per tutti, graffia lo stomaco dove fa pi\u00f9 male; lo stile e la mancanza di affetto di Cipr\u00ec nei confronti dei personaggi rende la visione non sempre coinvolgente, ma ci regala alcuni momenti memorabili e fin troppo rari nel nostro cinema recente. Basti pensare al primo viaggio in Mercedes di Nicola, in cui con un sorriso spiazzante guida su uno sfondo psichedelico di cannoli e fichi d&#8217;india, oppure allo scambio di persona del Signor Pino (l&#8217;usuraio); ma \u00e8 soprattutto l&#8217;intenso finale che ci lascia di stucco e tira fuori in un attimo tutte le emozioni rimaste sopite durante l&#8217;opera.Vagamente ricordo una tale &#8220;botta emotiva&#8221; in un film italiano.<br \/>\nTirando le conclusioni non si esce dalla sala urlando al capolavoloro e in molti saranno i detrattori che ne sconsiglieranno la visione, ma chi adora il cinema e spera che il nostro si svegli &#8211; e che non sia solo cinepanettoni e commediucole interpretate dai grandi fratelli &#8211; tirer\u00e0 un sospiro di sollievo, sentendosi probabilmente come la sposa di <em>Kill Bill<\/em> nella Pussy Wagon. Qualcosa in questa paralisi cinematografica nostrana si \u00e8 mossa, proprio come il suo ditone.<\/p>\n<p>Bartolomeo Manzetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"voism-2603695548\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stato il figlio \u00e8 l&#8217;opera prima di Daniele Cipr\u00ec, senza il suo storico compagno dai tempi di cinico tv, Franco Maresco. 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