{"id":6187,"date":"2013-01-06T17:26:57","date_gmt":"2013-01-06T16:26:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=6187"},"modified":"2014-11-22T12:10:41","modified_gmt":"2014-11-22T11:10:41","slug":"il-paraninfo-di-capuana-grande-classico-del-teatro-comico-siciliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2013\/01\/06\/il-paraninfo-di-capuana-grande-classico-del-teatro-comico-siciliano\/","title":{"rendered":"&#8220;Il paraninfo&#8221; di Capuana, grande classico del teatro comico siciliano"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-2283758962\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6190\" alt=\"Il paraninfo di capuana\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image49.jpg\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image49.jpg 200w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/image49-180x180.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>CATANIA \u2013 Nel nuovo cartellone dello Stabile etneo &#8211; intitolato dal direttore Giuseppe Dipasquale \u201c<strong>L\u2019arte della commedia<\/strong>\u201d in dialettica correlazione al tempo della crisi &#8211; non poteva mancare un classico del teatro comico siciliano. La scelta \u00e8 caduta su un testo di culto: \u201c<strong>Il paraninfo<\/strong>\u201d di Luigi Capuana, pietra miliare della drammaturgia in vernacolo.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento \u00e8 al <strong>Teatro Musco dall\u201911 gennaio al 10 febbraio.<\/strong> La produzione dello Stabile riprende e rinnova quella realizzata nel febbraio 2003 puntando sulla qualit\u00e0 di allestitori e interpreti. Regia e adattamento sono di Francesco Randazzo, che posticipa l\u2019azione dalla Sicilia postunitaria a quella dell\u2019ultimo dopoguerra. Dora Argento firma scene e costumi, Silvana Lo Giudice i movimenti coreografici, Nino Lombardo le musiche, Franco Buzzanca le luci.<br \/>\nNel ruolo del titolo un beniamino del pubblico come Angelo Tosto, qui affiancato da un folto cast che annovera Vitalba Andrea, Alessandra Barbagallo, Filippo Brazzaventre, Cosimo Coltraro, Egle Doria, Camillo Mascolino, Margherita Mignemi, Rosario Minardi, Sergio Seminara, Olivia Spigarelli, Riccardo Maria Tarci, Aldo Toscano, Luana Toscano. Al pianoforte lo stesso Nino Lombardo.<br \/>\nSituazioni esilaranti innervano un capolavoro ricco di risvolti umani e sociali, com&#8217;era nelle corde del grande scrittore verista, nativo di Mineo. In un\u2019epoca in cui il matrimonio combinato era assai diffuso, l&#8217;autore rivendica la priorit\u00e0 del sentimento. Convinto altres\u00ec dell&#8217;importanza del teatro dialettale, redige il copione in siciliano ricavandolo da una sua novella in lingua. Non a caso la pi\u00e8ce si colloca agli albori di quel &#8220;secolo breve&#8221; che tanto fecondo si sarebbe rivelato per la narrativa e la drammaturgia isolane. &#8220;Dodici aprile 1915. Questa data non si canceller\u00e0 mai dalla mia mente, dovessi campare mille anni!&#8221;. Angelo Musco ricorda cos\u00ec nell&#8217;autobiografia la prima rappresentazione milanese, che lo avrebbe consacrato come il pi\u00f9 grande comico dei suoi giorni.<br \/>\nCapuana tratteggia da par suo uno spaccato di fine \u2018800, per raccontare la vicenda di un ex maresciallo della Guardia di Finanza, il cui scopo nella vita \u00e8 portare al fidanzamento giovani e meno giovani, borghesi e campagnole di buona famiglia. Per Don Pasquale Minnedda fare sposare il prossimo \u00e8 una &#8220;missione&#8221;, ma gli procura pi\u00f9 guai che gratitudine, visto che le sue coppie improbabili si sciolgono in men che non si dica. Parlantina da avvocato mancato, Pasquale \u00e8 appunto un paraninfo, ovvero un combinatore di matrimoni per professione, quale ormai non si trova pi\u00f9 neppure nei piccoli paesi della provincia. Ma il fascino del testo resta inalterato.<br \/>\nOsserva il regista Francesco Randazzo: \u201cQuesta mia versione scenica ritorna al Teatro Musco, in tempi di crisi, quale piccolo antidoto che, attraverso la comicit\u00e0, auspica quel senso di positivo umore collettivo che lo spettacolo suggerisce. In un contesto di libert\u00e0 creativa, anarchica e popolare, come i teatranti che mi hanno preceduto, ho esaltato il guizzo e lo spirito frizzante, in modo fruibile e divertente per il pubblico attuale, composto da generazioni differenti: le pi\u00f9 vecchie amano riconoscersi in ci\u00f2 che vedono, le pi\u00f9 giovani sorprendersi e scoprire ci\u00f2 che sta prima di loro, con ritmi e codici propri. Quindi modernizzare, rivitalizzare, rendere riconoscibile un genere ed allo stesso tempo dargli un respiro pi\u00f9 vicino a noi.\u00a0Da qui lo spostamento temporale dell\u2019azione, che ho collocato in un immaginifico secondo dopoguerra, momento di rinascita, apertura ad influssi culturali ed artistici, entusiasmi e novit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La scommessa \u00e8 fare convivere tradizione e innovazione. \u201cPartendo dal copione originario \u2013 prosegue Randazzo &#8211; ho ripreso alcuni giochi attoriali ancora vivi, scartandone molti. Ed ho chiesto agli attori di reinventarli insieme, tradurre con codici e ritmi diversi le ricchezze della tradizione. Un passaggio verso il genere di commedia in senso pi\u00f9 largo, nutrita di commedia dell\u2019arte ma anche di cinema muto, commedia e comicit\u00e0 surreale d\u2019oltreoceano e nostrane; ma soprattutto di musica e di canzoni, genere che quell\u2019epoca rinnovava attraverso guizzi musicali, dal jazz alle frizzanti canzonette della radio e della rivista.Ne risulta una comicit\u00e0 di situazioni pi\u00f9 leggera, ironica fino al surreale, in cui Don Pasquale \u00e8 il sognante animatore, ostinato e ingenuo, di un villaggio popolato di gente allegra e scombinata. Perch\u00e9 ci\u00f2 che conta, il motore della pur esile vicenda, \u00e8 l&#8217;ottimismo, la volont\u00e0 di affrontare il mondo e le sue difficolt\u00e0, reali o inventate. Cos\u00ec tutti, teatranti e pubblico, abbiamo la fugace possibilit\u00e0 di seppellire la tristezza con una risata. Che non risolve, ma ricarica i nostri spiriti stanchi in questi tempi duri\u201d.<\/p>\n<div id=\"voism-1213162414\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANIA \u2013 Nel nuovo cartellone dello Stabile etneo &#8211; intitolato dal direttore Giuseppe Dipasquale \u201cL\u2019arte della commedia\u201d in dialettica correlazione al tempo della crisi &#8211; non poteva mancare un classico del teatro comico siciliano. La scelta \u00e8 caduta su un testo di culto: \u201cIl paraninfo\u201d di Luigi Capuana, pietra miliare della drammaturgia in vernacolo. 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