{"id":41473,"date":"2017-07-21T14:46:18","date_gmt":"2017-07-21T12:46:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=41473"},"modified":"2017-07-21T15:46:31","modified_gmt":"2017-07-21T13:46:31","slug":"omaggio-a-indivisibili-e-alle-gemelle-fontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2017\/07\/21\/omaggio-a-indivisibili-e-alle-gemelle-fontana\/","title":{"rendered":"Omaggio a &#8220;Indivisibili&#8221; e alle gemelle Fontana"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-1005274741\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41475\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/INDIVISIBILI-DISEGNO-ridotto.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/INDIVISIBILI-DISEGNO-ridotto.jpg 700w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/INDIVISIBILI-DISEGNO-ridotto-239x300.jpg 239w\" sizes=\"auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/p>\n<p>A <strong>Venezia 73<\/strong> \u00e8 stato relegato nelle <em>semplici<\/em> e pi\u00f9 anonime Giornate degli Autori. Qualche miope selezionatore infatti gli ha preferito (per il concorso) il lieve <em>Piuma<\/em>, \u201ccondannandolo\u201d inesorabilmente a premi collaterali e qualche menzione speciale. Eppure <strong>\u201cIndivisibili\u201d<\/strong>, terrigno e visionario film del bravo <a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2017\/07\/10\/i-nastri-della-tenerezza\/\"><strong>Edoardo De Angelis<\/strong><\/a> (Mozzarella Stories, Perez e lo script di un successo come L&#8217;ora legale), sarebbe stato l\u2019opportunit\u00e0 migliore per l\u2019Italia per fare davvero la voce grossa all\u2019ultimo festival lagunare. Occasione persa, quindi, in sede di selezione e poi nuovamente <em>bruciata<\/em> in vista degli Oscar del 2017 a causa della scelta <em>suicida<\/em> di individuare in \u201cFuocoammare\u201d il candidato ideale per la cinquina del miglior film straniero, puntando di fatto solo alla persuasivit\u00e0 dell\u2019argomento e sottovalutando <em>nei fatti<\/em> la passione tutta americana per le rigide suddivisioni in categorie (lo stesso cinema di Michael Moore ha dovuto arrendersi alle catalogazioni dell\u2019Academy per rientrare nelle cinquine dei soli documentari). Eppure nell\u2019anno di \u201cSuburra\u201d e \u201cJeeg Robot\u201d poteva essere proprio il film di De Angelis a squarciare il velo dell\u2019incertezza (a dirla tutta <em>masochistica<\/em>) degli stessi selezionatori italiani, divisi tra rilancio del cinema di <em>genere<\/em> e proposta di un cinema pi\u00f9 denso e autoriale. Gli esiti finali di quel traballante verdetto (che ha portato a sacrificare una categoria e a caricare di responsabilit\u00e0 l\u2019altro candidato <em>in solitaria<\/em>) sono noti a tutti. E chiss\u00e0 se, in presenza di uno sguardo critico pi\u00f9 lungimirante, al film di De Angelis oggi non sarebbe toccato realmente un destino diverso da quei 370.000 euro incassati in sala (per chi scrive un oltraggio, avendolo votato anche come film dell\u2019anno del Sindacato Critici Cinematografici). Ma se la storia dei premi internazionali per \u201cIndivisibili\u201d pare essersi chiusa qui, non lo \u00e8 invece l\u2019altra storia, quella di un film che ha continuato la sua corsa conquistando festival (canadesi e londinesi), incassando David di Donatello (6), Nastri d&#8217;Argento (5), un Globo d\u2019oro e 7 Ciak d\u2019oro, e che soprattutto ancora continua a stregare quel pubblico attento che corre a recuperarlo in sala (o in arena) sfidando ogni forma di pigrizia intellettuale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41479\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-1024x634.jpg\" alt=\"\" width=\"197\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-1024x634.jpg 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-768x475.jpg 768w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili.jpg 1281w\" sizes=\"auto, (max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41480\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-11.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-11.jpg 960w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-11-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-11-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41481\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili2.jpg\" alt=\"\" width=\"162\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili2.jpg 593w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili2-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 162px) 100vw, 162px\" \/><\/p>\n<p>Il perch\u00e9 \u00e8 facile intuirlo. \u201cIndivisibili\u201d non somiglia a nulla di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto nel cinema italiano recente. E\u2019 una favola partenopea che odora di mare, sabbia e fumo. Il racconto fantastico (inteso quale declinazione cinematografica del <em>reale<\/em>) di due sorelle incatenate dagli orchi nel loro stesso castello <em>osseo<\/em>. Viola e Dasy, unite dal bacino, indivisibili per volont\u00e0 (d\u2019altri), separate gi\u00e0 nella mente ma saldamente siamesi nel cuore. Cantano un neomelodico che pare sprigionarsi pi\u00f9 dalla terra che dal ventre e che solo per caso diviene la ritmica che scandisce la loro silente e remissiva riduzione in schiavit\u00f9. L\u2019entroterra campano come terra di mostri familiari e di insidie adulte che le due sorelle, sculture mistiche con occhi da cerbiatte, attraversano in cerca di quella libert\u00e0 che possa davvero \u201criunirle\u201d. In \u201cIndivisibili\u201d i cattivi spurgano dall\u2019 ambiente come fumi intossicanti di rifiuti interrati. Non figurine di cartapesta di un qualsiasi presepio avariato ma autentiche proiezioni visive di una malattia sociale che pu\u00f2 chiamarsi alternativamente miseria, fede prezzolata e vilt\u00e0. Le due sorelle invece diventano fulgidi riflessi dell\u2019unica <em>santit\u00e0<\/em> possibile nella terra degli orchi: quella dell\u2019amore e dell\u2019indipendenza da ogni coercizione. Il film celebra (e per fortuna non se ne vergogna) questi valori, incantando per la delicatezza dell&#8217;approccio e convincendo per il modo in cui riesce a coniugare asciuttezza di stile e visionariet\u00e0 <em>etnica<\/em> (alcuni scorci paiono sospesi tra il realismo arido di Gomorra e la fiaba). <strong>Angela e Marianna Fontana<\/strong>, gemelle e per la prima volta attrici (straordinarie), prestano volti, corpi e voci a quelle due figure \u201csantificate\u201d a forza ma angelicate per caso. Dal vivo emanano lo stesso candore e l\u2019entusiasmo di vivere delle protagoniste di quella fiaba musicale. E anche se il disegno con il quale le omaggio durante la conferenza stampa dei Nastri d&#8217;Argento 2017 le ritrae meste e accorate come le madonnine impersonate nella sequenza pi\u00f9 fosca del film, la luce che emanano dagli occhi (soprattutto quando accolgono con un entusiasmo sincero e toccante il loro dono) narra invece la storia di due talenti che aspettano solo di aprirsi al mondo.\u00a0 Due autentiche gemme che gi\u00e0 trasudano cinema. <em>Indivisibilmente<\/em> uniche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41476\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/foto-gemelle-fontana-indivisibili-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/foto-gemelle-fontana-indivisibili-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/foto-gemelle-fontana-indivisibili-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/foto-gemelle-fontana-indivisibili-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/foto-gemelle-fontana-indivisibili.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><\/p>\n<p><em>(Nella foto Andrea Lupo, Angela e Marianna Fontana, il collega Lucio Di Mauro) <\/em><\/p>\n<p>Testo e disegno di <strong>Andrea Lupo<\/strong><\/p>\n<p>Foto di <strong>Donatello Scuto<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"voism-1891186483\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A Venezia 73 \u00e8 stato relegato nelle semplici e pi\u00f9 anonime Giornate degli Autori. 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