{"id":41319,"date":"2017-07-10T11:59:43","date_gmt":"2017-07-10T09:59:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=41319"},"modified":"2017-07-15T18:58:17","modified_gmt":"2017-07-15T16:58:17","slug":"i-nastri-della-tenerezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2017\/07\/10\/i-nastri-della-tenerezza\/","title":{"rendered":"I Nastri della Tenerezza"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-1932390538\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41327\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/nastri-dargento-foto-apertura-2-1024x662.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"255\" \/><\/p>\n<p>Un <strong><em>nastro d\u2019argento<\/em><\/strong> significativo e metaforico avvolge i titoli premiati quest\u2019anno dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani. E\u2019 la cinghia che definisce un sentimento,\u00a0 quella commossa partecipazione nei confronti dell\u2019<em>altro<\/em> che non chiede altro che potersi esprimere semplicemente, senza tornaconti o inibizioni. Un sentimento in apparenza indefinibile ma che in molti, per facilit\u00e0, chiamano <em>tenerezza<\/em>. Se la stagione cinematografica italiana 2016-2017 passer\u00e0 alla storia come quella della \u201ctenerezza\u201d sar\u00e0 stato anche per i premi (non solo quelli principali) conferiti dal Sindacato dei giornalisti specializzati del settore. Ma andiamo con ordine. Alla 71\u00b0 edizione dei Nastri d\u2019Argento il trionfatore \u00e8 stato, come annunciato, il dolente e sensibile film di <a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2017\/07\/13\/un-ritratto-per-gianni-amelio-miglior-regista-ai-71nastri-dargento\/\"><strong>Gianni Amelio<\/strong><\/a> \u201cLa tenerezza\u201d, opera che \u00e8 riuscita a conquistare, con la sua dimensione di cinema popolare, rigorosa e al tempo stesso intimista, tanto gli spettatori (di una stagione priva di incassi esaltanti) quanto i votanti, quelli che <em>per le mani<\/em> avevano anche il cinema duro e senza sconti di Daniele Vicari (\u201cSole, cuore, amore\u201d) e l\u2019altro pi\u00f9 astratto e metaforico di Marco Bellocchio (l\u2019autore pi\u00f9 <em>dimenticato<\/em> nelle recenti stagioni dei premi e presente nelle candidature con \u201cFai bei sogni\u201d).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41338\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/amelio-riceve-il-premio.jpg\" alt=\"\" width=\"156\" height=\"112\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/amelio-riceve-il-premio.jpg 528w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/amelio-riceve-il-premio-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 156px) 100vw, 156px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41341\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/la-tenerezza-finale-1.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/la-tenerezza-finale-1.jpg 880w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/la-tenerezza-finale-1-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/la-tenerezza-finale-1-768x405.jpg 768w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/la-tenerezza-finale-1-620x330.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41332\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/carpentieri-sul-palco-2.jpg\" alt=\"\" width=\"147\" height=\"109\" \/><\/p>\n<p>( <em>I premiati Gianni Amelio e Renato Carpentieri per &#8220;La tenerezza&#8221;<\/em>)<\/p>\n<p>Ma l\u2019osannato <strong>\u201cLa tenerezza\u201d<\/strong> (premio anche per la regia) non \u00e8 <em>soltanto<\/em> un film di Amelio, ma soprattutto una splendida <em>partita a quattro<\/em> giocata da due diverse generazioni d\u2019attori. Cos\u00ec se da un lato stanno una -ormai collaudata- coppia del nuovo cinema italiano (Elio Germano-Micaela Ramazzotti) e una pi\u00f9 matura e straordinaria Giovanna Mezzogiorno, dall\u2019altro c\u2019\u00e8 soltanto lui, <a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2017\/07\/15\/renato-carpentieri-un-premio-un-incontro-e-un-omaggio\/\"><strong>Renato Carpentieri<\/strong><\/a>, volto <em>teatrale<\/em> prestato fin troppo tardi al cinema (dall\u2019Amelio di \u201cPorte Aperte\u201d in poi per la precisione) ma in simbiosi quasi naturale con esso. Carpentieri nel film di Amelio semplicemente \u201c\u00e8\u201d il cinema. E\u2019 l\u2019emozione compressa in uno sguardo accigliato, il cinismo irresponsabile del \u201cnon detto\u201d e soprattutto la <em>tenerezza<\/em> che aspetta di erompere da un\u2019increspatura del volto o da un sommesso e sofferto ringhiare della voce. E\u2019 il miglior attore dei Nastri d\u2019Argento 2017 e su questo, con buona pace degli altri pur bravi candidati, non si discute (anche se ci sarebbe piaciuto vederlo sul palco accanto a Greta Scacchi, protagonista di una gelida e folgorante apparizione che da sola poteva valerle un premio come attrice non protagonista).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41344\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-processione-1024x684.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-processione-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-processione-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-processione-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/indivisibili-processione.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41345\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Enzo-Avitabile-1.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"126\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Enzo-Avitabile-1.jpg 822w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Enzo-Avitabile-1-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Enzo-Avitabile-1-768x516.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41348\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/trinca-riceve-il-premio-1024x757.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"126\" \/><\/p>\n<p>(<em>Le gemelle Fontana di<\/em> &#8220;<em>Indivisibili&#8221;, Enzo Avitabile miglior canzone e colonna sonora, Jasmine Trinca premiata per &#8220;Fortunata&#8221;<\/em>)<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra tenerezza a far da protagonista a questi Nastri 2017 ed \u00e8 quella di una sorellanza carnale, psicologica e colma di una devozione quasi mistica. E\u2019 il sentimento che invade l\u2019opera (forse la pi\u00f9 abbagliante fra quelle italiane presentate a Venezia 73) del bravo Edoardo De Angelis. <strong>\u201cIndivisibili\u201d<\/strong> \u00e8 infatti l\u2019altro vincitore assoluto della serata, l\u2019outsider che torna a casa ornato di premi \u201cpesanti\u201d come quello per soggetto, costumi, canzone e la <em>sanguigna<\/em> colonna sonora di Enzo Avitabile (autentica non protagonista del film) oltre che di un doveroso Biraghi per le due giovani esordienti, le bravissime e solari <strong>gemelle Fontana<\/strong> (Marianna e Angela). Un affetto, quello raccontato nel film fra le siamesi Viola e Dasy, che va ridefinendosi progressivamente sullo sfondo di una Castelvolturno arida e magica, terra riarsa e piena di orchi ove il misticismo artificioso e paesano si scontra col candore delle due <em>peccerelle<\/em> e con il loro lecito bisogno di separazione. Sentimenti che questa favola partenopea sulla crescita celebra e che sul palco si suggellano idealmente nella dedica pi\u00f9 bella, quella di <strong>Enzo Avitabile<\/strong> per il compianto Jonathan Demme che al musicista aveva dedicato il sentito documentario \u201cEnzo Avitabile- Music Life\u201d. Altro premio, altra tenerezza, quella della protagonista di \u201cFortunata\u201d, una bellissima e gioiosa <strong>Jasmine Trinca<\/strong> che da quel personaggio di moderna ed inquieta Mamma Roma alle prese con la costruzione del suo pezzetto di cielo sulla terra per s\u00e9 e per la figlioletta, ha mutuato umilt\u00e0 e fierezza non comuni. Batte l\u2019altra meritevole candidata dell\u2019anno (Isabella Ragonese, per la quale un ex-aequo sarebbe stato cosa buona e giusta) e si porta a casa anche il premio Wella per l\u2019immagine. Non, ovviamente, per quel look periferico e scollato sfoderato nel film ma per l\u2019indiscutibile capacit\u00e0 di rendersi elegante <em>anche<\/em> dentro quegli abiti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41350\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/fai-bei-sogni.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"126\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41351\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sicilian-ghost-story-cannes-2017.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sicilian-ghost-story-cannes-2017.jpg 905w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sicilian-ghost-story-cannes-2017-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sicilian-ghost-story-cannes-2017-768x499.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41353\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/ficarra-e-picone.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"123\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/ficarra-e-picone.jpg 670w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/ficarra-e-picone-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/p>\n<p>(&#8220;<em>Fai bei sogni&#8221;, &#8220;Sicilian Ghost Story&#8221;, &#8220;L&#8217;ora legale&#8221;<\/em>)<\/p>\n<p>Anche il premio al <strong>Francesco Bruni<\/strong> sceneggiatore di \u201cTutto quello che vuoi\u201d, storia di un incontro fra generazioni culturalmente e socialmente diverse (illuminata dalla presenza di <strong>Giuliano Montaldo<\/strong>, quest\u2019ultimo anche Nastro d\u2019Argento Speciale), in fondo non \u00e8 che un segnale di assenso dei giornalisti a quel romanzo tutto nostrano che mira ancora a raccontare di lasciti storici ed emotivi fra individui di oggi e di ieri.\u00a0 Soltanto due riconoscimenti per montaggio e scenografia incoronano invece l\u2019altro personalissimo diario sulla tenerezza dell\u2019anno che \u00e8 <strong>\u201cFai bei sogni\u201d<\/strong> di <strong>Marco Bellocchio<\/strong>, film lontano dalle iperboli narrative, politiche e metafisiche dello splendido \u201cSangue del mio sangue\u201d, eppure capace, nella sua veste pi\u00f9 pacificata di romanzo sulla memoria, di evocare nello spettatore molto pi\u00f9 che istantanee autobiografiche d\u2019autore quanto autentiche suggestioni familiari collettive. Sul perch\u00e8 poi un cinema colto e abbagliante come quello di Bellocchio non riesce (pi\u00f9) a far breccia su giurie e sindacati si potrebbe aprire un dibattito puramente culturale. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia. Tra emozione e impegno sociale si colloca invece la fortuna di <strong>\u201cSicilian Ghost Story\u201d<\/strong> (premio alla fotografia del grande Luca Bigazzi ex-aequo con \u201cLa tenerezza\u201d e premio per la scenografia insieme a \u201cFai bei sogni\u201d), proposta italiana cannense che si carica sulle spalle il difficile fardello di raccontare l\u2019inenarrabile (e il non rappresentabile) di una pagina amarissima della cronaca siciliana attraverso la lente deformante del fantastico e quella pi\u00f9 impulsiva del sentimento adolescenziale. \u201cSicilian Ghost Story\u201d \u00e8 una cronaca mafiosa e terrificante, ma \u00e8 anche una fiaba boscosa ambientata nelle selve di un\u2019immaginazione orgogliosa e femminile che vuol crescere, lottare (contro tutte le omert\u00e0) e soprattutto <em>innamorarsi<\/em>. Nell\u2019anno della tenerezza l\u2019orrore pu\u00f2 soccombere dinanzi alla potenza dell\u2019amore e l\u2019ultima sequenza sulla spiaggia nel film di <strong>Grassadonia <\/strong>e <strong>Piazza<\/strong>, non a caso, \u00e8 quella che pi\u00f9 corrobora e d\u00e0 pace.\u00a0 La commedia italiana ripiegatasi -dopo le celebrazioni <em>orgiastiche<\/em> del Checco nazionale- su produzioni minori e incassi frammentati, premia quest\u2019anno, com\u2019\u00e8 giusto che sia, il cinema popolare e impegnato di <strong>Ficarra e Picone<\/strong>. <strong>\u201cL\u2019ora legale\u201d<\/strong>, del resto, \u00e8 la commedia per tutti che non fa sfigurare quel poco cinema italiano di successo presente nella Top 20 di stagione. Prestano loro il fianco, e arricchiscono il quadro delle <em>caratteriste<\/em> che lasciano il segno, l\u2019esilarante <strong>Sabrina Ferilli<\/strong> del grottesco \u201cOmicidio all\u2019italiana\u201d e la bravissima <strong>Carla Signoris<\/strong>, moglie di Toni Servillo in \u201cLasciati andare\u201d. E se la Signoris resta una conferma comica, vorremmo vedere pi\u00f9 spesso la Ferilli in ruoli estremi come quello ritagliato per lei dal folle Maccio Capatonda. Ancora commedia poi nel premio \u201cNino Manfredi\u201d consegnato dalla rampante Erminia (85 anni vissuti come fossero 45) al duo <strong>Pierfrancesco Favino-Kasia Smutniak<\/strong> alle prese con scambi di corpi, ruoli e responsabilit\u00e0 in <strong>\u201cMoglie e marito\u201d<\/strong> film, di cui lo stesso Pierfrancesco, mattatore sempre scatenato, restituisce sul palco un frammento attraverso un&#8217;esilarante interpretazione-imitazione (di Kasia s&#8217;intende).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41370\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/favino-bellucci.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"138\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41357\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/argentero_ilpermesso-1.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/argentero_ilpermesso-1.jpg 449w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/argentero_ilpermesso-1-300x241.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 172px) 100vw, 172px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41372\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Omicidio-allitaliana-Sabrina-Ferilli.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"138\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Omicidio-allitaliana-Sabrina-Ferilli.jpg 750w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Omicidio-allitaliana-Sabrina-Ferilli-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/p>\n<p>(<em>Pierfrancesco Favino e Monica Bellucci, Luca Argentero ne &#8220;Il Permesso&#8221;, Sabrina Ferilli in &#8220;Omicidio all&#8217;italiana&#8221;<\/em>)<\/p>\n<p>All\u2019insegna del dramma sul riscatto e di un intimismo furibondo e viscerale il premio per il miglior attore non protagonista. <strong>Alessandro Borghi<\/strong> (Fortunata, Il pi\u00f9 grande sogno) non \u00e8 soltanto il volto perfetto per incarnare il ragazzo delle periferie, ma un talento dalle sfumature ancora tutte da scoprire. I Nastri di appena un anno fa (Suburra, Non essere cattivo) ci avevano visto giusto. Il cinema cosiddetto di <em>genere<\/em> invece \u00e8 presente all\u2019appello dei premi solo grazie al bravo <strong>Claudia Amendola<\/strong> e al suo teso <strong>\u201cIl permesso 48 ore fuori\u201d<\/strong> (premi ai giovani Valentina Bell\u00e8 e Giacomo Ferrara e a Claudio Amendola e a Luca Argentero come personaggi dell\u2019anno Persol), mentre il Biraghi giovani, dedicato giustamente al Josciua Algeri, protagonista di \u201cFiore\u201d prematuramente scomparso a 21 anni, accomuna, dopo le sorelle Fontana di Indivisibili, i giovani attori de L\u2019estate addosso, Fiore, Piuma e Slam- Tutto per una ragazza. A \u201cPiuma\u201d di Roan Johnson infine l\u2019altro premio speciale e \u201cgiovane\u201d, senza dimenticare, naturalmente, il nastro per il miglior esordio registico assegnato al promettente <strong>Andrea De Sica<\/strong> per <strong>&#8220;I figli della notte&#8221;<\/strong>. E se <strong>Roberto Faenza<\/strong> viene premiato per aver raggiunto l&#8217;onorevole soglia dei 50 anni di carriera, c&#8217;\u00e8 spazio sul palco anche per il ritiro &#8220;tardivo&#8221; del nastrino del sindacato (quello celebrativo dei 70 anni) conferito a uno scatenato <strong>Tony Renis<\/strong> assente proprio un anno fa. La partecipazione al film \u201cOn the milky road\u201d di Emir Kusturica \u00e8 poi il pretesto per celebrare col Nastro d\u2019Argento Europeo il fascino assoluto di <strong>Monica Bellucci<\/strong> (inaspettatamente e sobriamente lontana dai divismi che in molti invece si attendevano), ormai assurta a puro <em>brand<\/em> tricolore. Molto umilmente lei si difinisce un po&#8217; <em>zingara<\/em> (col cuore in Italia per\u00f2), ma in verit\u00e0 resta l&#8217;elegante testimonial italiana che tante superproduzioni mondiali ormai si contendono. Anche questo \u00e8 <em>Made in Italy.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41377\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tony-renis.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tony-renis.jpg 726w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tony-renis-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41378\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/4781-the-young-pope-streaming-1024x825.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/4781-the-young-pope-streaming-1024x825.jpg 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/4781-the-young-pope-streaming-300x242.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/4781-the-young-pope-streaming-768x619.jpg 768w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/4781-the-young-pope-streaming.jpg 1341w\" sizes=\"auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41379\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/7-minuti.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>(<em>Un &#8220;nastrino&#8221; per Tony Renis, &#8220;The Young Pope&#8221;, il cast femminile di &#8220;7 minuti&#8221;<\/em>)<\/p>\n<p>Quello dedicato a Mal\u00e8na \u2013 insieme al Nastro Hamilton Behind the Camera conferito a <strong>Gabriele Muccino- <\/strong>\u00e8 uno dei pochi momenti dal respiro <em>internazionale <\/em>all\u2019interno di una cerimonia che ha preferito lasciare la <em>grandeur<\/em> d\u2019autore sbirciare fuori dalla porta. Il Nastro dell\u2019anno all\u2019evento mondiale <strong>The Young Pope<\/strong> di <strong>Paolo Sorrentino<\/strong> \u00e8 s\u00ec fra i riconoscimenti pi\u00f9 importanti, ma \u00e8 anche quello che (complice l\u2019assenza di autori e protagonisti della serie) scivola via senza troppi strascichi nel corso di una manifestazione che puntava piuttosto a celebrare il cinema delle piccole storie e i suoi anonimi protagonisti. Cos\u00ec il dramma silenzioso e brutale della crisi economica in <strong>\u201cSole, cuore, amore\u201d<\/strong>, la battaglia serrata contro il tempo e fra le quattro mura della fabbrica delle operaie di <strong>\u201c7 minuti\u201d<\/strong> (premi speciali rispettivamente ai registi Daniele Vicari e Michele Placido) o infine la sfida ancestrale dell\u2019uomo contro una natura che si impone implacabile dinanzi a esso ( l\u2019invisibile <strong>\u201cMonte\u201d<\/strong> di Amir Nader, premio per il duo Sartoretti-Potenza), stanno l\u00ec a dimostrare che la grandezza del cinema italiano non risiede tanto nei soggetti prescelti ma nella capacit\u00e0 di raccontare piccole storie come fossero imprese memorabili. Si tratti di Papi anticonformisti che introducono a nuove ere o di uomini che in un\u2019epoca indefinita intendono abbattere a picconate quella montagna che ruba loro la luce.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41382\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/solecuore-680x400.jpg\" alt=\"\" width=\"177\" height=\"125\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41383\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/fortunata-1024x690.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/fortunata-1024x690.jpg 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/fortunata-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/fortunata-768x518.jpg 768w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/fortunata.jpg 1068w\" sizes=\"auto, (max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41384\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/cuori-puri.jpg\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"127\" \/><\/p>\n<p>(<em>&#8220;Sole, cuore, amore&#8221;, &#8220;Fortunata&#8221;, &#8220;Cuori puri&#8221;<\/em>)<\/p>\n<p>Frammenti di un cinema importante quello premiato dal Sindacato, ma che pecca ancora di visibilit\u00e0 (se non, addirittura, di semplice <em>conoscibilit\u00e0<\/em>) presso quel popolo al quale invece vorrebbe rivolgersi con maggior forza e determinazione. Un cinema di cui i premi, troppo spesso, si limitano solo ad evocare l\u2019esistenza e che raramente riesce ad essere rilanciato. Un racconto della tenerezza che sta l\u00ec ad attendere la (ri)scoperta da parte di un pubblico colpevolmente <em>disinteressato<\/em> (Amelio stesso invita la platea del teatro a cercare il suo film nelle arene perch\u00e9, giustamente, ancora orfano, proprio come gli altri, di nuovi potenziali spettatori). Un cinema forse pi\u00f9 duro ma anche per <strong>\u201cCuori Puri\u201d<\/strong> ( come l\u2019eccellente esordio di Roberto De Paolis che \u00e8 valso al bravissimo protagonista <strong>Simone Liberati<\/strong> il premio probabilmente pi\u00f9 significativo della serata, quello intitolato a <strong>Graziella Bonacchi<\/strong>). Narrazione popolare s\u00ec ma nella migliore accezione del termine e non nella deriva ruffiana e &#8220;sfascista&#8221; (del gusto) che la televisione ha imposto con prepotenza sull&#8217;immaginario domestico. Pagine fiere di un romanzo realista che attende una partecipazione nuova (a storie, ai drammi e a un sentimentalismo pi\u00f9 sfumato e non manicheo) e soprattutto l&#8217;<em>empatia<\/em> di quella platea diventata purtroppo e negli anni assai pi\u00f9 <em>incolore<\/em> che tricolore. La rinascita del gusto non potrebbe cominciare proprio da questo sentimento? Da questa insolita, indefinibile e rinnovata <em>tenerezza <\/em>nei confronti del cinema italiano? La risposta la scriver\u00e0 solo chi torner\u00e0 in sala o in arena durante queste torride, <em>inargentate<\/em> serate estative.<\/p>\n<p><em><strong>(L\u2019appuntamento in tv con la serata dei Nastri d\u2019Argento \u00e8 per il 14 Luglio, ore 23.20 su Raiuno)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Andrea Lupo <\/strong><\/p>\n<p>Foto di <strong>Danilo Vitale<\/strong><\/p>\n<div id=\"voism-3148901493\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nastro d\u2019argento significativo e metaforico avvolge i titoli premiati quest\u2019anno dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani. E\u2019 la cinghia che definisce un sentimento,\u00a0 quella commossa partecipazione nei confronti dell\u2019altro che non chiede altro che potersi esprimere semplicemente, senza tornaconti o inibizioni. Un sentimento in apparenza indefinibile ma che in molti, per facilit\u00e0, chiamano &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6520,6532,1740,6789,2454,6676],"tags":[6879,6878,6880],"class_list":["post-41319","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cinema-televisione-musica","category-eventi-cultura-e-spettacolo","category-incopertina","category-informazione","category-news","category-news-locali","tag-cinema","tag-nastri-dargento-2017","tag-sngci"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41319"}],"version-history":[{"count":103,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41319\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41529,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41319\/revisions\/41529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}