{"id":41030,"date":"2017-05-19T16:35:30","date_gmt":"2017-05-19T14:35:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=41030"},"modified":"2017-05-19T16:35:30","modified_gmt":"2017-05-19T14:35:30","slug":"alien-covenant-tra-luce-e-buio-la-riscrittura-di-una-mitologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2017\/05\/19\/alien-covenant-tra-luce-e-buio-la-riscrittura-di-una-mitologia\/","title":{"rendered":"Alien covenant: tra luce e buio la riscrittura di una mitologia"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-1468939244\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41032\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/poster-alien.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"433\" \/><\/strong><\/p>\n<p>In principio era il <strong>buio<\/strong>. L\u2019oscurit\u00e0 estrinseca, arcana e senza vertigine del cosmo e l\u2019altra interna, fosca e insidiosa di un dedalo dalle fattezze industriali. L\u2019una (lo Spazio) quale eco smisurata e angosciante dell\u2019altra (gli interni dell\u2019astronave Nostromo). Poi venne la <strong>luce<\/strong>. Il candore latteo, levigato e marmoreo degli interni in cui ha luogo un <em>imprinting<\/em> e quello esterno e in apparenza lussureggiante di un pianeta da colonizzare; la luce della razionalit\u00e0 indagatrice e il suo riverbero dentro un silenzioso <em>laboratorio d\u2019analisi <\/em>naturalistico<em>. <\/em>Fra questi due estremi, cinematografici ma ancor prima temporali, sta la creatura xenomorfa pi\u00f9 famosa della storia, quell\u2019<em><strong>alien<\/strong><\/em> che da quasi quarant\u2019anni ibrida se stesso ancor prima che l\u2019uomo, contaminando il genere e <em>fecondando<\/em> i suoi autori. Un<em> Facehugger<\/em> (questo il nome della primigenia forma tentacolare) che si appropria violentemente del corpo \u2013 solitamente maschile- in una rappresentazione rovesciata e proto-femminista dello <em>stupro<\/em> (per evocare una delle chiavi di lettura <em>freudianamente<\/em> pi\u00f9 battute dagli analisti del cinema). L\u2019oscurit\u00e0 cosmica e subconscia del <strong>1979<\/strong> (Alien) e il chiarore traslucido della ragione nel <strong>2017<\/strong> (Covenant) sono atti filmici posti alle estremit\u00e0 del discorso -ancora <em>in fieri<\/em>&#8211; del loro prolifico e per molti versi sfuggente autore, tale <strong>Ridley Scott<\/strong>. Un progetto il suo che negli anni ha inevitabilmente subito variazioni, imbattendosi in sdrucciolamenti e qualche passo falso o prendendo deviazioni inattese, ma che non ha mai abdicato a quella continuit\u00e0 registica quasi <em>onnivora<\/em> che \u00e8 un po\u2019 la cifra del suo cinema. <em>Luce <\/em>e<em> buio<\/em> del resto rappresentano da sempre i toni basici del pubblicitario Scott, le tinte essenziali di un <em>director<\/em> che (prima degli altri) ha fatto della filosofia estetica la sostanza del proprio ragionare cinematografico. Il cinema, illusione generata dal contrasto e dalle sfumature, per Scott \u00e8 realmente il luogo in cui vita e senso tendono ad annidarsi l\u00e0 dove l\u2019occhio non vede (o magari dove vede <em>troppo<\/em>). Una tela visiva autosufficiente ma disseminata anche di piccole cariche esplosive che attendono gli spettatori quali \u201cdetonatori\u201d di significato intrinseco (Alien e Blade Runner sono ancora fra gli oggetti di speculazione maggiormente preferiti dai cinefili). Un cinema che dimora fra la luce dell\u2019intrattenimento puro e l\u2019oscurit\u00e0 informe dell\u2019<strong>allegoria<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41037\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-covenant-prologo.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"142\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41038\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-fassbender.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"142\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-fassbender.jpg 607w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-fassbender-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/p>\n<p><strong>\u201cAlien\u201d<\/strong> venne dopo il manifesto d\u2019esordio de \u201cI duellanti\u201d ma compendi\u00f2 e rassod\u00f2 immediatamente questa filosofia su visualit\u00e0 e intrattenimento, diventando, insieme a \u201cBlade Runner\u201d, l\u2019opera che pi\u00f9 definiva la personalit\u00e0 originaria e autoriale di Scott. Non a caso, complici le appropriazioni (specialmente quelle <em>indebite<\/em>) fatte dai diversi registi sulla sua creatura, quello del parassitoide xenomorfo \u00e8 forse l\u2019ambito di cui il regista inglese \u00e8 rimasto pi\u00f9 geloso e sul quale, per reazione, \u00e8 tornato ad esercitare pi\u00f9 recentemente il suo controllo, intraprendendo \u2013tra <strong><em>Prometheus<\/em><\/strong>, <em>Covenant<\/em> e l\u2019 annunciato <em>Alien: Awakening<\/em> &#8211; \u00a0una nuova ed ambiziosa opera di <em>terra-formazione<\/em> di quell\u2019ormai mitologico <strong>creato<\/strong>. Ma se luce e buio in origine erano gli arnesi di una concettualit\u00e0 che muoveva da tecnica e sperimentazione (linfe necessarie per chi esordiva negli anni \u201970), oggi paiono invece gli strumenti di un demiurgo che ha gi\u00e0 sintetizzato nella sua professionalit\u00e0 ogni possibile padronanza sul mezzo e che, giocoforza, cerca altrove le sollecitazioni al suo inarrestabile discorso cinematografico. Dal nero dello spazio e dei budelli della Nostromo, dove il \u201crisveglio\u201d dal sonno criogenico dell\u2019equipaggio faceva da ironico preludio alla mattanza che sarebbe seguita, si arriva oggi all\u2019abbagliante prologo di \u201cCovenant\u201d, dove il <em>neonato<\/em> David (l\u2019elemento androide ormai acquisito internamente alla narrazione) prende consapevolezza di s\u00e9 e soprattutto del concetto della propria immortalit\u00e0 <em>sintetica<\/em> in contrapposizione all\u2019umana mortalit\u00e0 <em>naturale<\/em>. Un filo rosso dunque lega a quasi quarant\u2019anni di distanza le due opere ed \u00e8 proprio il tema del <em>risvegliarsi<\/em>, dell&#8217;aprirsi ad approcci narrativi apparentemente simili ma a ben guardare anche antitetici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41040\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-covenant-cast-photo-1024x511.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"120\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41043\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/168553.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"121\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41045\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/66612_ppl.jpg\" alt=\"\" width=\"153\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/66612_ppl.jpg 419w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/66612_ppl-300x238.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 153px) 100vw, 153px\" \/><\/p>\n<p>In questa giustapposizione (meramente critica s\u2019intende) fra i due <em>incipit<\/em> di allora e quello di adesso si pu\u00f2 cogliere nel mezzo una particolare vocazione ormai fatta propria da Scott e contaminata, in modo quasi sotterraneo, dalle sue recenti incursioni dentro un atipico filone che potrebbe definirsi di stampo storico-revisionistico-religioso (fra Il gladiatore, Le crociate ed Exodus). Riscrivere nel <em>peplum<\/em> l&#8217;urbanistica del 180 d.C. o innestare dinamiche action all&#8217;interno del racconto biblico non sono in fondo piccoli atti di <em>sovversiva<\/em> superbia narrativa? Perch\u00e9 quel regista oggi \u00e8 ancor pi\u00f9 di ieri l\u2019 <strong>architetto<\/strong> creatore della vita, il puntiglioso ordinatore di mondi e di dimensioni gi\u00e0 precostruite (da se stesso). Un demiurgo che, proprio con Prometheus (titolo che reca gi\u00e0 in s\u00e8 la sfida nei confronti dei miti intoccabili), ha acquisito consapevolezza quasi \u201claboratoriale\u201d delle molteplici possibilit\u00e0 delle proprie creature e creazioni e che \u00e8 inteso oggi ad esplorarle in modo interstiziale, attribuendo significato e spessore ad ogni simbolo o elemento delle narrazioni precedenti (ma anche privando quel mondo della sua arcana e affascinante metafisica). L\u2019 <em>alter-ego<\/em> filmico di <em>questo<\/em> Ridley Scott \u00e8 (non a caso) proprio l\u2019androide-<em>mad doctor<\/em> <strong>David<\/strong>, protagonista quasi assoluto \u00a0di \u201cCovenant\u201d, il <em>sintetico<\/em> che, presa cognizione iniziale della sua (tr)ascendenza divina rispetto al pap\u00e0 mortale (il capo delle Weyland Industries), finisce per rielaborare artificialmente l\u2019ossessione umana intorno al concetto di eternit\u00e0 (con esiti rovinosi o mirabili a seconda dei punti di vista).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41049\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-covenant-david-copertina.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"114\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41050\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/hybrid.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"113\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41052\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/katherine-waterston-alien-covenant.jpg\" alt=\"\" width=\"157\" height=\"114\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/katherine-waterston-alien-covenant.jpg 654w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/katherine-waterston-alien-covenant-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 157px) 100vw, 157px\" \/><\/p>\n<p>La questione sulla <em>creazione<\/em> che originava da una precedente <em>distruzione <\/em>della vita (tornano alla mente gli ingegneri suicidi del prologo di Prometheus), in Covenant sposa le tematiche dell\u2019indagine empirica e quelle sulla razza subalterna e inferiore. Tra colte citazioni da Ozymandias di Shelly e le scale wagneriane, Scott evoca attraverso l\u2019ossessione del <em>replicante<\/em> fantasmi di ascendenza quasi ariana (e al contempo omoerotici) e gli echi di un olocausto non indolore, all\u2019interno dei quali per\u00f2 si cela l\u2019assillo di un autore sempre pi\u00f9 determinato a ridefinire i suoi stessi parametri \u00a0di <em>luce e buio<\/em>. Un cuore narrativo personale e di rango <em>superiore<\/em> incistato (va detto, meno pretestuosamente rispetto a Prometheus) fin dentro l\u2019ossatura del B-movie, a sua volta devoto <em>reboot <\/em>dell\u2019Alien del 1979 (il tema musicale di Jerry Goldsmith e la composizione dei titoli d\u2019apertura stanno l\u00ec a ricordarcelo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41057\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-covenant-banner-1.png\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"130\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-covenant-banner-1.png 600w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-covenant-banner-1-300x150.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-41058\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-bava.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"130\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-bava.jpg 439w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/alien-bava-300x175.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/p>\n<p>E lo xenomorfo? Verosimilmente \u00e8 proprio lui il <em>meno<\/em> protagonista fra tutti. Lo \u00e8 meno dell\u2019eroina femminile <strong>Daniels<\/strong> (a sua volta calco pi\u00f9 esangue della <strong>Ripley-Weaver<\/strong>) e altres\u00ec del doppio sintetico di Michael Fassbender,\u00a0 l\u2019androide Walter-David con l&#8217;anima (di silicone) divisa letteralmente in due. Ancora lontano dall\u2019ibrido <em>bio-mecha<\/em> gigeriano, l\u2019alien di Covenant (cos\u00ec come quello di Prometheus), \u00e8 un furioso umanoide in cerca anch\u2019esso di <em>imprinting<\/em> ma soprattutto \u00e8 il ponte narrativo necessario, ma ancora quasi defilato, di una sceneggiatura che insegue fuori da ogni episodio il suo nuovo baricentro (e, siamo disposti a scommetterci, le cose non finiscono con quel metaforico ingresso nel Valhalla dei morti-dormienti). \u201cAlien Covenant\u201d \u00e8 opera forse meno importante dei temi e delle suggestioni che evoca, ma \u00e8 anche un ibrido che sa mascherare meglio l\u2019ambizione del suo autore, mai tanto evidente eppure cos\u00ec discretamente tenuta a bada (sequenze come quelle dell\u2019intesa fra i due androidi germogliata da una sessione di flauto sono piccole gemme insolite e inaspettate dentro un prodotto di pura sci-fi). Scott, fra le ineludibili increspature di stile intervenute nell&#8217;arco di una carriera, riesce comunque a elaborare una nuova poetica della luce e dell\u2019ombra, barattando i chiaroscuri metafisici del passato con quelli netti e psicologici del suo presente, inevitabilmente diverso. L\u2019impossibilit\u00e0 di <em>replicare<\/em> ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 divenuto <strong>storia<\/strong> (del cinema) diviene cos\u00ec stimolo a spostare pi\u00f9 in l\u00e0 gli orizzonti narrativi e sollecitazione ad una differente, meno amata forse ma ugualmente personale e<strong> concreta<\/strong>, attualit\u00e0 del proprio essere autore. Storcere troppo il naso non giova, anche perch\u00e8, a ben guardare, quello di Alien era gi\u00e0 da tempo un universo ridotto a puro <em>paradigma<\/em>. In calce un&#8217;ultima notazione: &#8220;Alien covenant&#8221; \u00e8 anche fantascienza visivamente appagante che sa intrattenere usando con abilit\u00e0 tutti i mezzi e le convenzioni del &#8220;risaputo&#8221;. Coi tempi che corrono niente affatto una questione secondaria.<\/p>\n<p><strong>Andrea Lupo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"voism-151242513\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 In principio era il buio. L\u2019oscurit\u00e0 estrinseca, arcana e senza vertigine del cosmo e l\u2019altra interna, fosca e insidiosa di un dedalo dalle fattezze industriali. L\u2019una (lo Spazio) quale eco smisurata e angosciante dell\u2019altra (gli interni dell\u2019astronave Nostromo). Poi venne la luce. 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