{"id":39937,"date":"2016-06-21T23:19:14","date_gmt":"2016-06-21T21:19:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=39937"},"modified":"2016-06-22T16:21:38","modified_gmt":"2016-06-22T14:21:38","slug":"the-neon-demon-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2016\/06\/21\/the-neon-demon-la-recensione\/","title":{"rendered":"&#8220;The Neon Demon&#8221; &#8211; la recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-3159697554\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39939\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/neon_demon_ver3_xxlg-717x1024.jpg\" alt=\"neon_demon_ver3_xxlg\" width=\"254\" height=\"363\" \/><\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 un demone? Per la cultura occidentale e cristiana \u00e8 un essere negativo, la nemesi del bene, un demonio malvagio e bugiardo che irretisce l\u2019uomo per farne il suo succube. Per i greci invece il \u201c<em>daimon<\/em>\u201d era uno spirito a met\u00e0 fra l\u2019umano e il divino, l\u2019essenza dell\u2019anima o, per dirla come Platone, la nostra vocazione pi\u00f9 profonda, quella che va perseguita e che ci rende, se conquistata, pi\u00f9 puri e autentici. Se volessimo rintracciare uno spazio &#8211; non soltanto cinematografico ma anche etimologico- in cui collocare criticamente l\u2019ultima opera di <strong>Nicolas Winding Refn<\/strong>, forse \u00e8 proprio nei significati di quel &#8220;<em>demon&#8221;<\/em> (racchiuso in un titolo dall&#8217;assonanza <em>cool<\/em>) che bisognerebbe cercarlo. <strong>\u201cThe neon demon\u201d<\/strong> contiene infatti le due vocazioni principali del cinema di Refn , quella classica e narrativa che aderisce ai generi -in modi, s\u2019intende, assai meno convenzionali rispetto alla media- e quella personale (o <em>autoriale<\/em> se si preferisce) che costantemente rischia, sperimenta ed inventa, rifocillando antiche ossessioni cinematografiche lungo la strada percorsa e rigurgitandone di nuove sul sentiero avanti. Da un lato v&#8217;\u00e8 quindi il <em>demone<\/em>, entit\u00e0 suadente e malvagia protagonista di una moderna fiaba horror; dall&#8217;altro c&#8217;\u00e8 il <em>daimon ispiratore<\/em> di un regista che, almeno da &#8220;Valhalla Rising&#8221; fino a &#8220;Solo Dio perdona&#8221;, continua a mettersi in discussione attraverso i generi e le fonti di ispirazione eccellenti (Jodorowsky su tutti) . Che cos\u2019\u00e8 allora \u201cThe Neon Demon\u201d? E\u2019, innanzitutto, l&#8217;horror sulla moda e sul mito della bellezza che nessuno si aspetta. La favola nera di una \u201c<strong>Sleeping Beauty<\/strong>&#8221; ambientata in una foresta rilucente di <em>strass<\/em> e vernici dorate, dove i neon hanno preso il posto dei rovi e i principi azzurri non ridestano pi\u00f9 da alcun sonno. E&#8217; la favola di Jesse, bellezza abbagliante e &#8220;naturale&#8221; (<em>pericolosa<\/em> dunque) che entra in punta di piedi nel glitterato ed anoressico mondo della moda di Los Angeles perturbandone col suo candore virginale quel precario equilibrio formale tenuto su da un tacco 12 e dosi imprecisate di antipatia e rivalit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39946\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/elle-fanning-and-abbey-lee-are-murderous-models-in-the-neon-demon-trailer-body-image-1460692058-1024x467.jpg\" alt=\"elle-fanning-and-abbey-lee-are-murderous-models-in-the-neon-demon-trailer-body-image-1460692058\" width=\"349\" height=\"159\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39948\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cdn.indiewire.psdops-1.jpg\" alt=\"cdn.indiewire.psdops-1\" width=\"229\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cdn.indiewire.psdops-1.jpg 680w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cdn.indiewire.psdops-1-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/p>\n<p>Come in ogni favola che si rispetti ci sono le streghe, qui creature voraci, invidiose e (talvolta) innamorate che cannibalizzano il corpo ma soprattutto il concetto stesso di bellezza, e poi ci sono i sabba, iniziazioni notturne dissimulate dietro sedute di arti performative che \u201canticipano\u201d, tra legacci e camicie di forza, la possessione che avverr\u00e0 sotto altri riflettori. C\u2019\u00e8 infine un demone- il <em>neon demon <\/em>del titolo- che squarcia i sogni di Jesse trovando la sua epifania in una triplice visione geometrica che forse \u00e8 il simbolo di una fertilit\u00e0 rovesciata (la bellezza fine a se stessa che nulla riesce a generare) o magari \u00e8 solo un vessillo delle streghe-<em>mannequin<\/em> (anch\u2019esse tre, numero magico per eccellenza). E\u2019 il demone della tradizione occidentale -quello malvagio \u00a0e menzognero che seduce e <em>possiede-<\/em> che traduce il film verso i territori di un <strong>horror metaforico<\/strong> (ma non metafisico), incurante delle accuse di truce provocazione <em>gore-chic<\/em> o di mero sensazionalismo estetico rivolte dai pi\u00f9 (stolidi) al suo autore. Refn esplicita, attraverso un racconto di formazione al negativo (ascesa-caduta ma non resurrezione della sua protagonista) la sua personale idea di fiaba <em>pop<\/em>, mesmerica ed elettrica, una parabola in cui l&#8217;innocenza e la purezza di un sole naturale (Jesse) si incancreniscono dinanzi alla luce fredda e sintetica di un astro artificiale (il riflettore).\u00a0 Ma la superbia che guasta la bellezza invece di essere, come accade nelle favole, un atto moralmente punibile diviene piuttosto nuovo cardine di un&#8217; insolita variante sul ciclo \u201cmerceologico\u201d ( la bellezza viene divorata e assimilata prima, espulsa poi ed infine nuovamente divorata), ideale allegoria per le nevrosi della moderna societ\u00e0 dell&#8217;immagine (e non del solo mondo della moda). Che il film sia stato fischiato nel corso di quella <em>kermesse<\/em>-vetrina (<em>Cannes<\/em>) in cui si celebra proprio il rito del corpo cinematografico trasfigurato in corpo mediatico, pare suonare come il pi\u00f9 ironico dei contrappassi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39971\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/the-neon-demon-official-trailer-review-only-god-forgives-review-934808.jpg\" alt=\"the-neon-demon-official-trailer-review-only-god-forgives-review-934808\" width=\"198\" height=\"141\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39944\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/abbey-lee.jpg\" alt=\"abbey lee\" width=\"209\" height=\"139\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-40005\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/the-neon-demon-5-1000x520-1.jpg\" alt=\"the-neon-demon-5-1000x520\" width=\"168\" height=\"141\" \/><\/p>\n<p>Specchi e superfici riflettenti in &#8220;Neon Demon&#8221; non sono pi\u00f9 luoghi di contemplazione narcisistica ma portali che conducono a una nuova dimensione della realt\u00e0, entit\u00e0 che deformano quest&#8217;ultima a proprio uso e consumo e che la &#8220;stuprano&#8221; nel momento stesso in cui mirano a possederla (per riprodurla). Cos\u00ec il riflesso dall&#8217;altra parte (Jesse gi\u00e0 figlia di un &#8220;riflesso&#8221; lunare cio\u00e8 dei suoi sogni) diventa verit\u00e0, mentre il corpo fuori rimane un oltraggio a questa, proprio perch\u00e8 segnato dal tempo e dalle imperfezioni (&#8220;nessuno si piace cos\u00ec com&#8217;\u00e8&#8221; declama impassibile quella bambola- modella dopo aver sciorinato l&#8217;elenco degli interventi di chirurgia). Capovolgimento (a)morale di senso che fa di un cadavere sul tavolo di un obitorio non tanto un corpo desiderabile ma la carcassa sulla quale proiettare il desiderio di quel riflesso (in una delle sequenze pi\u00f9 atroci e disperate del film). Tutto \u00e8 gi\u00e0 morto in &#8220;Neon Demon&#8221;, dalle modelle rifatte a quelle ormai prive di luce, dai sogni di carriera al desiderio sessuale, passando, in ultimo, per i sentimenti, una volta tanto assenti <em>giustificati<\/em>. Jesse, la protagonista, \u00e8 il fascio di luce naturale e innocente che si posiziona per un attimo sopra quel mondo in lenta e inesorabile decomposizione poco prima di esserne risucchiato vampirescamente. Perch\u00e8 celebrare l&#8217;innocenza significa anche deprivarla della sua essenza. Non si sfugge al carnevale dell&#8217;amoralit\u00e0, soprattutto in quello che resta, fuori da ogni dubbio, un autentico <em><strong>horror dell&#8217;anima<\/strong><\/em>. Se davvero si cerca una moralit\u00e0 al termine del racconto, magari \u00e8 quella racchiusa nelle immagini realistiche (e non pi\u00f9 artificiali) di quel tramonto alla fine di tutto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39983\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/neon-2.jpg\" alt=\"neon 2\" width=\"252\" height=\"207\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39984\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/neonDemon3.png\" alt=\"neonDemon3\" width=\"312\" height=\"199\" \/><\/p>\n<p>Potremmo accontentarci solo di <em>questo <\/em>per uscire soddisfatti dalla visione dell\u2019ultimo <strong>NWR<\/strong> (ormai un <em>brand<\/em> che campeggia orgogliosamente sotto i titoli dei propri film) ma bisogna dire prima dell&#8217;<em>altro<\/em> demone, quello che preme con forza oltre i margini di significato del film. E\u2019 il <em>daimon, <\/em>l\u2019essenza pura del cineasta, la vocazione cinematografica <em>tout-court<\/em> di chi, come Nicolas Winding Refn, persegue ostinatamente un\u2019idea (estetica e sostanziale) allo scopo di trovare la propria autenticit\u00e0 d&#8217;autore. Refn non impagina elegantemente (come i critici superficiali di Cannes hanno sostenuto) cataloghi <em>tr\u00e8s<\/em> <em>chic<\/em> fatti di bellezza e perversione ma \u201cvomita\u201d (non solo letteralmente) quanto gi\u00e0 metabolizzato cinematograficamente altrove in qualit\u00e0 di spettatore, e lo fa non solo attraverso la salda e nitidissima scrittura cinematografica, ma mediante una <em>tecnica<\/em> che diviene essa stessa portatrice di <em>senso<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-40000\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cdn.indiewire.psdops-6.jpg\" alt=\"cdn.indiewire.psdops-6\" width=\"267\" height=\"188\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-40001\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/the-neon-demon-7mlCIAw6mYK9BjxO4l8AiQ-1024x576.jpg\" alt=\"the-neon-demon-7mlCIAw6mYK9BjxO4l8AiQ\" width=\"313\" height=\"176\" \/><\/p>\n<p>Il demone (inteso quale vocazione autentica) di Refn sta allora nel suo anacronistico (e assai pi\u00f9 coraggioso) affidarsi ai codici linguistici di un cinema che nessuno realizza pi\u00f9. L\u2019utilizzo degli spazi e dei campi lunghi (vedere l\u2019inquadratura della <em>morgue<\/em> per credere), la coreografia delle luci e dei suoni (e delle note importantissime e stordenti di <strong>Cliff Martinez<\/strong>) mirano infatti a costruire una danza estetico-sensoriale che rigurgita suggestioni provenienti dai migliori anni \u201980 ed omaggi dichiarati al grande cinema dei maestri (citare Carpenter e Argento stavolta non \u00e8 per nulla fuori luogo). Una danza e un movimento che incantano e ipnotizzano fin dai vellutati e bellissimi (lynchiani?) titoli di testa. E\u2019 qui che Refn stabilisce le coordinate percettive del suo artificio (perch\u00e9 \u201cThe Neon Demon\u201d \u00e8 uno splendido ed anti-realistico manifesto dell\u2019arte), palesando una totale capacit\u00e0 di controllo sugli elementi cinematografici a sua disposizione (il <em>climax<\/em> \u00e8 costruito secondo le regole ferree del mestiere) e trascinando chi \u00e8 gi\u00e0 predisposto a questa <strong>psichedelica <em>vertigo<\/em><\/strong> dentro la medesima <em>trance<\/em> della protagonista. Un dolce, psicotico (e ipnotico) naufragare in acque torbide dalle quali non si vorrebbe pi\u00f9 riemergere. Perch\u00e8, va detto, sia esso mosso da un demone malvagio o ispirato da un <em>daimon<\/em> benevolo, \u201cThe Neon demon\u201d rimane esperienza cinematografica totale, dove la visione (quell\u2019<em>occhio<\/em> che metaforicamente e fisicamente ritorna) non \u00e8 semplicemente un artificio da contemplare ma una realt\u00e0 materica da <em><strong>trangugiare<\/strong><\/em> con avidit\u00e0. E da assimilare naturalmente. Qualcuno potrebbe dirvi che \u00e8 solo fuffa in salsa &#8220;Vogue&#8221; o magari un peccato di superbia siglato con le proprie iniziali da un presuntuoso regista danese. Ma non \u00e8 forse l\u2019arroganza di pochi visionari ad alimentare la sostanza dei sogni?<\/p>\n<p><strong>Andrea Lupo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"voism-361477157\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos\u2019\u00e8 un demone? 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