{"id":38515,"date":"2016-01-14T20:47:35","date_gmt":"2016-01-14T19:47:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=38515"},"modified":"2016-01-21T16:27:56","modified_gmt":"2016-01-21T15:27:56","slug":"carol-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2016\/01\/14\/carol-la-recensione\/","title":{"rendered":"Carol \u2013 la recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-3769126314\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/poster-bellissimo-212x300.jpg\" alt=\"poster bellissimo\" width=\"212\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38517\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/poster-bellissimo-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/poster-bellissimo.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/p>\n<p>Esistono due modi per approcciarsi a un film sofisticato, algido e suadente come \u201cCarol\u201d.<br \/>\nIl primo \u00e8 quello suggerito dalle etichette e istigato dai tabloid: una raffinata variazione sul tema delle relazioni impossibili e delle passioni soffocate da convenzioni sociali e sessuali, ascrivibile senza indugio alle calde convenzioni del mel\u00f2. L\u2019altro, invece, scaturisce da visioni (e sensazioni) pi\u00f9 critiche e personali, inteso com\u2019\u00e8 a lasciarsi guidare, attraverso le linee morbide di una narrazione pacata e mai ridondante, fin verso il cuore dell\u2019operazione stessa. Il primo approccio, con ogni probabilit\u00e0, deluder\u00e0 tanti spettatori in cerca di scossoni emotivi e intrecci elegantemente soap. Il secondo -soggettivo- nasce invece da impressioni che si sedimentano lentamente durante la visione e che si raccordano definitivamente tra loro attraverso l\u2019ultima, intensissima sequenza finale. Perch\u00e9 \u201cCarol\u201d non \u00e8, realisticamente, quel mel\u00f2 &#8220;classico&#8221; promesso inizialmente, ma un\u2019indagine quasi chirurgica sui sentimenti, un\u2019esplorazione sull\u2019essere umano (e sulla societ\u00e0) condotta attraverso due creature archetipiche s\u00ec ma soprattutto in cerca di una propria identit\u00e0. Fermarsi superficialmente alla &#8220;storia&#8221; o ridurre la medesima entro gli angusti confini di un &#8220;amore lesbico&#8221; equivale a fraintendere il film nello stesso modo in cui all&#8217;epoca (il 1953) venne mal interpretato il romanzo di Patricia Highsmith da cui \u00e8 tratto (&#8220;Il prezzo del sale&#8221;, sbrigativamente relegato nel filone della cosiddetta narrativa &#8220;lesbian pulp&#8221;). La mite Therese e la seducente Carol, non rappresentano l\u2019omologo anni \u201950 di una coppia omosessuale tormentata (nonostante il contesto socio-politico intorno rigurgiti sulla loro storia un&#8217;ipocrisia non distante dall&#8217;oggi), ma due semplici (e nobili al tempo stesso) figure grezze che vanno modellandosi lentamente dinanzi ai nostri occhi. Dentro il loro tempo e ugualmente fuori da ogni tempo.  <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ai-grandi-magazzini-300x153.jpg\" alt=\"ai grandi magazzini\" width=\"300\" height=\"153\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38520\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/3_7121_L-300x200.jpg\" alt=\"3_7121_L\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38540\" \/><\/p>\n<p>Da un lato c\u2019\u00e8 Therese, bambola &#8220;proletaria&#8221; viva ma dormiente, che attende nel reparto giocattoli una ragazzina disposta a credere in lei. Dall\u2019altro c\u2019\u00e8 Carol, la bambina adulta viziata anzitempo da una societ\u00e0 benpensante: si staglia sullo sfondo, impellicciata e curatissima, come una struttura perfetta disegnata, per\u00f2, su una tela priva di colore. Non sono ancora pronte a stare insieme ma lo fanno comunque. La prima cedendo giovanilmente a questa nuova iniziazione, forse infatuata o magari inconsapevole della vita (\u201cNon so nemmeno cosa ordinare per pranzo\u201d ammette candidamente al suo primo incontro); la seconda avida di un\u2019innocenza che probabilmente le \u00e8 stata negata, bramosamente in cerca di una vita nuova che rimuova le scorie di quella precedente (\u201cAngelo mio, piovuto dallo spazio\u201d ripete pi\u00f9 volte a Therese in uno slancio di romanticismo d&#8217;altri tempi). Due mondi che si incontrano cercando di comprendersi fra loro prima che l\u2019uno finisca per \u201ccomprendere\u201d e annullare l\u2019altro. Anime che si definiscono reciprocamente non soltanto attraverso gli sguardi (penetranti e desiderosi quelli di Carol, candidi e remissivi quelli di Therese) e la delicatezza dei gesti, ma anche attraverso gli ambienti (grandi magazzini e grigi solai, caf\u00e8 in autostrada e caldi interni domestici, camere d\u2019albergo e squallidi motel sono le &#8220;gabbie&#8221; che le contengono di volta in volta). Creature che rifiutano ostinatamente convenzioni familiari prestabilite e che infine trovano (e ritrovano) se stesse fra le pieghe di aspirazioni prima negate (Therese \u201cmatura\u201d mettendo finalmente a fuoco attraverso la fotografia quel mondo che immortalava senza mai &#8220;osservare&#8221;) o nella sofferta auto-amputazione del proprio ruolo sociale (quello di madre per Carol). <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/a-letto-300x161.jpg\" alt=\"a letto\" width=\"300\" height=\"161\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38534\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/a-letto-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/a-letto-768x413.jpg 768w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/a-letto-620x330.jpg 620w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/a-letto.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/carol-trailer-300x154.jpg\" alt=\"carol-trailer\" width=\"300\" height=\"154\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38536\" \/><\/p>\n<p>Un viaggio, quello da loro intrapreso, dai toni plumbei e rarefatti, dove la ricerca di &#8220;s\u00e8&#8221; coincide (e forse finisce) col ritrovamento dell'&#8221;altro&#8221; e in cui l\u2019amplesso pi\u00f9 volte rinviato non contempla solo la gioia ma anche l\u2019urgenza e il sotterfugio, perch\u00e9 la societ\u00e0 che si agita intorno a Carol e Therese \u00e8 tesa pi\u00f9 a spiare e a incalzare piuttosto che a comprendere (la vicenda dell\u2019intercettazione \u201crubata\u201d nel motel richiama in un sol colpo la diffusa paranoia maccartista dell\u2019epoca). E se l&#8217;obiettivo sembra inquadrare soltanto loro, \u00e8 in realt\u00e0 un intero paese a venir messo sommessamente a fuoco da questo geometrico affresco, perch\u00e8 in filigrana sfilano puntuali tutte le nevrosi e le contraddizioni sociali ed economiche dell&#8217;America di ieri e oggi. In \u201cCarol\u201d queste due tendenze, esistenziale da un lato e politica sullo sfondo, innervano costantemente la struttura del racconto, pietrificando (volutamente) le classiche estrinsecazioni del mel\u00f2 e contaminando del medesimo gelo razionale tanto gli sguardi quanto le azioni delle due (magnifiche) protagoniste immerse, per contrasto, in una fotografia che esala autenticit\u00e0 e un ovattato calore. Cronaca di un amore dunque, fra Carol e Therese, ma anche per lo stato dell&#8217;arte cinematografica, passione che il regista Todd Haynes (&#8220;Safe&#8221;, &#8220;Velvet Goldmine&#8221;, &#8220;Lontanto dal paradiso&#8221;) distilla attraverso una narrazione mirabile, fatta di tecnicismi d&#8217;altri tempi (il film \u00e8 girato in uno sgranato e meraviglioso 16 mm.), composizione perfetta delle inquadrature e rimandi cinefili di ogni genere (evidenti nella scelta di modellare le protagoniste su icone cinematografiche presenti gi\u00e0 nell&#8217;immaginario come la Dietrich e la Hepburn). La forma stavolta \u00e8 contenuto e in &#8220;Carol&#8221; ogni dettaglio formale rimanda a un &#8220;implicito&#8221; non raccontato.    <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/264-300x162.jpg\" alt=\"264\" width=\"300\" height=\"162\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38568\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/landscape-1447343181-carol-poster2-final-300x150.jpg\" alt=\"landscape-1447343181-carol-poster2-final\" width=\"300\" height=\"150\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38594\" \/><\/p>\n<p>Autopsia di un amore non ancora nato (e di un Sogno Americano irrealizzato) nella maniera in cui &#8220;Velvet Goldmine\u201d e \u201cLontano dal paradiso\u201d erano funebri elegie per due epoche diverse (i decadenti anni &#8217;80 nel primo- col glam anni &#8217;70 a contrastare- e l&#8217;ipocrita e multi cromatica societ\u00e0 anni \u201950 nel secondo), \u201cCarol\u201d riluce di una compostezza emotiva rara nel cinema attuale e riesce a respirare dentro i suoi elaboratissimi e soffocanti chiaroscuri, cos\u00ec indispensabili per restituirci al termine del percorso due figure orgogliose di donne \u201cestratte\u201d dall\u2019informe materia iniziale. Sar\u00e0 per questo che quel movimento di macchina risolutivo e finale, un momento che chiude il cerchio della narrazione restituendo senso definitivo alla storia, risulta cos\u00ec inaspettatamente commovente. In quella sequenza aggraziata, semplice e potentissima brucia il calore di un sentimento fin l\u00ec trattenuto e che invade completamente lo schermo giungendo fino a noi; \u00e8 l&#8217;amore che scioglie due identit\u00e0 finalmente divenute \u201canime\u201d. Ecco, il vero mel\u00f2 in \u201cCarol\u201d inizia proprio da qui, consegnandosi agli spettatori sulla soglia del buio che precede per un attimo i titoli di coda.<br \/>\nSublime.  <\/p>\n<p>Andrea Lupo <\/p>\n<div id=\"voism-3137616572\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono due modi per approcciarsi a un film sofisticato, algido e suadente come \u201cCarol\u201d. 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