{"id":38390,"date":"2015-12-04T15:38:25","date_gmt":"2015-12-04T14:38:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=38390"},"modified":"2015-12-05T18:54:01","modified_gmt":"2015-12-05T17:54:01","slug":"il-viaggio-di-arlo-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2015\/12\/04\/il-viaggio-di-arlo-la-recensione\/","title":{"rendered":"Il viaggio di Arlo &#8211; la recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-690144887\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Il-viaggio-di-Arlo-locandina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Il-viaggio-di-Arlo-locandina-210x300.jpg\" alt=\"Il-viaggio-di-Arlo-locandina\" width=\"210\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38393\" \/><\/a> <\/p>\n<p>Impresa onerosa quella affidata al secondo titolo Pixar dell\u2019anno. Perch\u00e9, nella corrente e \u2019\u201danimatissima\u201d stagione cinematografica, subentrare a un\u2019opera-regina come \u201cInside Out\u201d, cercando di scavarsi una breccia nel cuore di un pubblico ancora abbagliato dalle cinque emozioni colorate, non \u00e8 compito fra i pi\u00f9 semplici. Per questa ragione valutare \u201cIl viaggio di Arlo\u201d alla luce delle avanguardie appena ammirate in quel capolavoro sarebbe un\u2019 operazione ingiusta oltre che, sotto il profilo critico, estremamente errata. Innanzitutto perch\u00e9 \u201cArlo\u201d \u00e8 un prodotto che non fa mistero circa il suo target di riferimento, costituito -com\u2019\u00e8 ovvio- da un pubblico pi\u00f9 infantile e meno smaliziato. In secondo luogo perch\u00e9, sotto le apparenti fattezze dell\u2019opera \u201cminore\u201d, \u00e8 un film che dimostra come il compromesso fra Disney e Pixar sia questione tutt\u2019altro che chiusa e che le due anime dell\u2019intrattenimento globale per famiglie continuano ancora a dialogare fruttuosamente, generando interessanti riletture della propria storia. E sono feedback che si innescano anche all\u2019interno della medesima creazione artistica. Proprio come accade qui.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/maxresdefault.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/maxresdefault-300x180.jpg\" alt=\"maxresdefault\" width=\"300\" height=\"180\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38398\" \/><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/viaggio-arlo-pap\u00e0-300x150.jpg\" alt=\"viaggio-arlo pap\u00e0\" width=\"300\" height=\"150\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38405\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/viaggio-arlo-pap\u00e0-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/viaggio-arlo-pap\u00e0.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cos\u00ec c\u2019\u00e8 tanta Pixar ne \u201cIl viaggio di Arlo\u201d, in quel leggerissimo, folgorante stratagemma iniziale (il meteorite che non impatta sulla terra ma sfila a poca distanza da essa sotto lo sguardo curioso dei dinosauri), nell\u2019approccio stilistico che rimanda (per ritmi e senso dell\u2019inquadratura) alle forme del western e infine per quell\u2019inversione di marcia narrativa che trasforma i grandi rettili nell\u2019unica controparte sociale in cui identificarsi e l\u2019uomo invece in \u201cbestiolina\u201d arguta ed istintiva (ma pur sempre addomesticabile). Elementi quasi da &#8220;corto&#8221;, messi per\u00f2 al servizio di una storia dal battito lungo e la visione amplissima (sconvolgente il fotorealismo delle inquadrature), sapientemente infarcita, come tradizione vuole, di rimandi alla pi\u00f9 recente produzione disneyana (anche se i fantasmi, perfino letterali, del \u201cIl Re Leone\u201d pi\u00f9 che un calco ingombrante sembrano malinconiche reminiscenze di un passato non pi\u00f9 ripetibile). Si viaggia parecchio in \u201cArlo\u201d, in cerca di un ricongiungimento familiare \u201cnecessario\u201d dopo il distacco traumatico e forzato. Si viaggia e si cresce, fra quei cuccioli inesperti che imparano ad \u201caddomesticare\u201d la paura usandola come motivazione e non come un freno. Avanza il piccolo, grande sauro in mezzo a una natura che atterrisce lo sguardo, creaturine leziose ed altre pi\u00f9 ostili, un amico in groppa e il cuore oppresso dai macigni ma, stavolta, senza il mantra filosofico di \u201cHakuna Matata\u201d a corroborarne lo scoramento. Qui infatti non ci sono lemuri e facoceri ad indicare un orizzonte al timoroso dinosauro. Bisogner\u00e0 fare appello alle sole proprie forze e soprattutto a un\u2019amicizia che, trascendendo i confini di specie, muter\u00e0 silenziosamente  in una inaspettata (e perfino \u201cegoistica\u201d) paternit\u00e0. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/arlo-spot-the-good-dinosaur-wallpaper.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/arlo-spot-the-good-dinosaur-wallpaper-300x169.jpg\" alt=\"arlo-spot-the-good-dinosaur-wallpaper\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38404\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/the-good-dinosaur-1a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/the-good-dinosaur-1a-300x225.jpg\" alt=\"the-good-dinosaur-1a\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38406\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 la nuova filosofia Disney dopotutto a suggerirlo. Cos\u00ec se nel \u201cRe Leone\u201d avevamo un Simba metaforicamente \u201cadottato\u201d da Timon e Pumba, nel \u201cViaggio di Arlo\u201d tocca invece al dolce apatosauro ricostituire con il piccolo Spot quel nucleo familiare smembrato dagli eventi, metabolizzando, attraverso un\u2019effimera paternit\u00e0, i traumi della separazione. I \u201ccerchi della vita\u201d ritornano anche qui (nella scena pi\u00f9 semplice e toccante del film), non per\u00f2 a chiarimento di un delicato compromesso ecologico, ma quale segno di confortante condivisione del dolore e celebrazione di un\u2019unione che annienta le differenze. Quello di Arlo \u00e8 dunque un candido e pregevole romanzo di formazione, ma \u00e8 anche un viaggio creativo fra gli interstizi degli stessi archetipi disneyani, qui illuminati da una nuova luce, quella di una lampada di nome Luxo Jr. (l&#8217;ormai amichevole brand della Pixar). Nella sua semplicit\u00e0 potrebbe perfino dirsi un film &#8220;dirompente&#8221; quasi quanto il fratello maggiore \u201cInside Out\u201d oltre che, inevitabilmente, speculare ad esso. Perch\u00e9 se in quello si trattava delle emozioni conosciute come fili &#8220;nascosti&#8221; di un meccanismo narrativo (che si risolve nel classico racconto di formazione della piccola Riley), qui \u00e8 la \u201cnormalit\u00e0\u201d esibita del racconto (una classicit\u00e0 quasi desueta in tempi di animazione rocambolesca) a far emergere nuovamente le emozioni come vive e palpitanti. Il primo agiva quasi scopertamente, il secondo lavora  sottopelle. Alla fine \u201cArlo\u201d e \u201cInside Out\u201d finiscono per divenire due met\u00e0 del medesimo discorso cinematografico, quantomeno per il modo in cui riescono ad illuminarsi vicendevolmente. E magari non \u00e8 un caso che questi due gioielli si siano ritrovati compagni di viaggio nella stessa, coloratissima stagione cinematografica. Uniti, proprio come Arlo e Spot, dallo stesso obiettivo finale: quello di rapirci il cuore. <\/p>\n<p>Andrea Lupo <\/p>\n<div id=\"voism-3921392409\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Impresa onerosa quella affidata al secondo titolo Pixar dell\u2019anno. Perch\u00e9, nella corrente e \u2019\u201danimatissima\u201d stagione cinematografica, subentrare a un\u2019opera-regina come \u201cInside Out\u201d, cercando di scavarsi una breccia nel cuore di un pubblico ancora abbagliato dalle cinque emozioni colorate, non \u00e8 compito fra i pi\u00f9 semplici. 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