{"id":38363,"date":"2015-11-11T18:54:41","date_gmt":"2015-11-11T17:54:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=38363"},"modified":"2015-11-11T18:55:23","modified_gmt":"2015-11-11T17:55:23","slug":"la-farsa-del-governo-sui-fondi-strutturali-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2015\/11\/11\/la-farsa-del-governo-sui-fondi-strutturali-europei\/","title":{"rendered":"La farsa del Governo sui fondi strutturali europei"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-950118447\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2015\/11\/11\/la-farsa-del-governo-sui-fondi-strutturali-europei\/europa\/\" rel=\"attachment wp-att-38364\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38364\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/europa-300x196.jpg\" alt=\"europa\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/europa-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/europa.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nella legge di Stabilit\u00e0 2016 il Governo ha nascosto molte insidie dietro la foglia di fico dell&#8217;abolizione della Tasi. Una di esse si trova al comma 16 dell&#8217;art. 40, che riguarda i rapporti tra l&#8217;Italia e le politiche dell&#8217;Unione europea, con particolare riferimento ai cofinanziamenti europei per gli investimenti. Si tratta dei cosiddetti <strong>fondi di coesione o strutturali<\/strong>, che gi\u00e0 molto rumore hanno fatto sui giornali nazionali perch\u00e9 mal spesi o addirittura non spesi, a fronte di una carenza di infrastrutture, soprattutto nel Sud, che \u00e8 sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>Nel comma 16, il Governo prevede di accentrare nella mani del Presidente del Consiglio i poteri di adeguamento alle inadempienze dell&#8217;Italia alle direttive europee. Come \u00e8 noto, l&#8217;Italia \u00e8 stata pi\u00f9 volte ripresa per il suo mancato adeguamento alle politiche comunitarie. Trasferire i poteri di adeguamento al Presidente del Consiglio significa quindi aumentarne ancora l&#8217;influenza politica, proseguendo sulla stessa via tracciata da questo Governo attraverso la riforma costituzionale. <strong>Il dialogo tra enti territoriali ed esecutivo viene declassato a inutile orpello democratico<\/strong>, e il Premier potr\u00e0 dettare i tempi dell&#8217;adeguamento e prendere i &#8220;provvedimenti necessari&#8221; nel caso questi limiti di tempo non siano rispettati, anche attraverso la nomina di un commissario. In tutto questo, manca un adeguato contraddittorio a favore delle regioni, e regna sovrana la discrezionalit\u00e0 del potere esecutivo.<\/p>\n<p>Il M5S presenter\u00e0 in Commissione Bilancio e in aula al Senato un <strong>emendamento a prima firma Daniela Donno<\/strong>, per vincolare i nuovi poteri del Presidente del Consiglio almeno al voto parlamentare.<\/p>\n<p>Ma i problemi non finiscono qui.<\/p>\n<p>Il Governo, al comma 14, ha anche <strong>aumentato il Fondo per il recepimento della normativa europea di 50 milioni nel 2016 e di altri 100 milioni per il periodo 2017-2020<\/strong>. Questo Fondo dovrebbe provvedere sia all&#8217;adeguamento dell&#8217;Italia alle normative europee, sia al pagamento delle multe che conseguono alle inadempienze italiane. Il rischio concreto \u00e8 che le nuove risorse a disposizione del Fondo non servano a finanziare misure strutturali per evitare nuove inadempienze, ma a pagare semplicemente le multe.<\/p>\n<p>Per questo il M5S ha preparato <strong>un secondo emendamento, sempre a prima firma Donno, nel quale si chiede di separare il Fondo per il pagamento delle multe da quello per gli interventi strutturali<\/strong>. Il cittadino deve vederci chiaro.<\/p>\n<p>La scarsa attenzione agli interventi strutturali \u00e8 testimoniata infatti dalla pessima gestione dei fondi di coesione europei. Rispetto ai fondi strutturali del settennato 2007-2013 le risorse in scadenza, da utilizzare entro il 31 dicembre 2015, ammontano ancora a <strong>8,8 miliardi, concentrati per 6,2 miliardi su quattro programmi<\/strong>: il Programma operativo nazionale Reti e Mobilit\u00e0 e i Programmi operativo regionali di Calabria, Campania e Sicilia. Si tratta di risorse strutturali che servirebbero come l&#8217;ossigeno, ma che l&#8217;Italia rischia di riconsegnare alla Commissione Europea.<\/p>\n<p>A fronte di dati cos\u00ec allarmanti l&#8217;azione di Governo \u00e8 semplicemente vergognosa. Accentra i poteri nella mani del Presidente del Consiglio e aumenta il Fondo con il quale si pagheranno le multe all&#8217;Unione Europea. <strong>Non c&#8217;\u00e8 traccia, invece, di investimenti sul personale tecnico e di una semplificazione burocratica<\/strong> che consenta alle imprese di accedere pi\u00f9 facilmente ai fondi di coesione. Continueremo a pagare multe salatissime, ingigantendo i poteri del Governo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/movimento\/parlamento\/2015\/11\/la-farsa-del-governo-sui-fondi-strutturali-europei.html\"><span class=\"byline\">Scritto da <span class=\"vcard author\">M5S Senato News<\/span> pubblicato il <abbr class=\"published\" title=\"2015-11-10T11:37:52+01:00\">10.11.15 11:37<\/abbr><\/span><\/a><\/p>\n<div id=\"voism-3033772731\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella legge di Stabilit\u00e0 2016 il Governo ha nascosto molte insidie dietro la foglia di fico dell&#8217;abolizione della Tasi. Una di esse si trova al comma 16 dell&#8217;art. 40, che riguarda i rapporti tra l&#8217;Italia e le politiche dell&#8217;Unione europea, con particolare riferimento ai cofinanziamenti europei per gli investimenti. Si tratta dei cosiddetti fondi di &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":38364,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1740,2454],"tags":[],"class_list":["post-38363","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-incopertina","category-news"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38363","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38363"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38363\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38367,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38363\/revisions\/38367"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38364"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}