{"id":38324,"date":"2015-11-10T17:04:15","date_gmt":"2015-11-10T16:04:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=38324"},"modified":"2015-11-10T17:57:56","modified_gmt":"2015-11-10T16:57:56","slug":"freeheld-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2015\/11\/10\/freeheld-la-recensione\/","title":{"rendered":"&#8220;Freeheld&#8221; &#8211; la recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-2645994373\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/freeheld-exclusive-poster-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/freeheld-exclusive-poster-2-202x300.jpg\" alt=\"freeheld-exclusive-poster-2\" width=\"202\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38331\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/freeheld-exclusive-poster-2-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/freeheld-exclusive-poster-2-691x1024.jpg 691w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/freeheld-exclusive-poster-2.jpg 708w\" sizes=\"auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La strada dei film-denuncia o di impegno civile \u00e8 quasi sempre lastricata di retorica e dej\u00e0-vu. Del resto l\u2019impianto stesso e le modalit\u00e0 della narrazione (che deve adeguarsi alla autenticit\u00e0 delle storie e alla loro base documentale) pongono limiti alla \u201clibert\u00e0\u201d del narratore, trasformando quest\u2019ultimo in un rispettoso cronista di drammi vissuti sulla pelle altrui e limitando di fatto la sua impronta autoriale. Non \u00e8 un caso se la battaglia etica e legale pi\u00f9 avvincente dell\u2019ultimo ventennio resti ancora oggi quella raccontata in \u201cPhiladelphia\u201d, sublime dramma giudiziario che il regista Jonathan Demme, svincolato dalle maglie della classica \u201cstoria vera\u201d, mut\u00f2 in una riflessione sulle distanze morali e corporali fra esseri umani. \u201cFreeheld\u201d, che col film di Demme condivide lo stesso sceneggiatore Ron Nyswaner, si muove sul solco tracciato da quel funereo capolavoro anni \u201990, descrivendo una vicenda che stavolta reca nomi e cognomi precisi e che era stata narrata gi\u00e0 in un  documentario (premio Oscar nel 2007) dal titolo omonimo. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Freeheld.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Freeheld-300x163.png\" alt=\"Freeheld\" width=\"300\" height=\"163\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38328\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/steve-carell-freeheld.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/steve-carell-freeheld-300x156.jpg\" alt=\"steve-carell-freeheld\" width=\"300\" height=\"156\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38340\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 la storia di due donne Laurel e Stacie (eccellenti Jullianne Moore ed Ellen Page), l\u2019una matura poliziotta l\u2019altra giovane meccanico, dell\u2019amore che sboccia nonostante la differenza d\u2019et\u00e0 e della loro innocua e ordinaria vita di coppia sotto l\u2019egida di una certificazione \u201cdi fatto\u201d. Ma \u00e8 anche, e soprattutto, la storia di due malattie, la prima fisica contro un cancro \u201cordinario\u201d che interromper\u00e0 l\u2019idillio sentimentale, e l\u2019altra sociale e politica, metastatizzata pi\u00f9 del tumore e perfino meno democratica di questo. Parliamo del morbo che affligge il sistema, quello schizofrenico pregiudizio (non soltanto americano) che non consente a una coppia fondata sull\u2019affetto di destinare la pensione della coniuge morente alla compagna che le sopravvive. Una quaestio che investe l\u2019attualit\u00e0 politica (la negazione del sacrosanto diritto di ogni lavoratore ad assicurare il futuro dei propri congiunti) e che invita a riflettere su una voragine ancora pi\u00f9 grande scavata sul terreno accidentato dei diritti umani: l&#8217;impossibilit\u00e0 per una coppia &#8220;diversa&#8221; di lasciare un segno amorevole del proprio passaggio su questa terra. Il film di Peter Sollet non aspira affatto ad essere un nuovo \u201cPhiladelphia\u201d (non ne pu\u00f2 replicare l&#8217;angoscia bruciante e l&#8217;affanno) e si risolve esattamente in ci\u00f2 che promette: un dramma devoto nei confronti di chi \u00e8 morto (diventando un simbolo) e di chi \u00e8 sopravvissuto, una storia \u201csemplice\u201d fatta di sentimenti, verit\u00e0 taciute, odiosi pregiudizi d\u2019ambiente e chiassose rivendicazioni sui diritti color arcobaleno.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Freeheld_20152.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Freeheld_20152-300x169.jpg\" alt=\"Freeheld_20152\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38326\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/39321.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/39321-300x200.jpg\" alt=\"39321\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38334\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/39321-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/39321-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/39321.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro in esso che va oltre il suo valore aggiunto di stampo meramente civile. Sta racchiuso in quell\u2019intervallo (lessicale) fra miopi \u201cfreeholders\u201d (gli assicuratori) che accampano una sorta di nuda propriet\u00e0 sugli individui (perch\u00e9 negare ad alcuni quei diritti concessi serenamente ad altri equivale ad arrogarsi un dominio arbitrario sulle persone) e chi, come le protagoniste, \u00e8 invece \u201cfreeheld\u201d, trattenuto interiormente. Quella di Laurel e Stacie \u00e8 la storia di due anime semplici che si incontrano, si amano e mirano a costruirsi pazientemente un futuro lontano mille miglia da ogni battaglia ideologica, mentre intorno a loro funi invisibili si apprestano gi\u00e0 a trattenere le libert\u00e0 \u201cfuori\u201d condizionando simultaneamente quelle \u201cdentro\u201d. Il vero nodo del film sta dunque nel ribadire che nessun essere umano coi suoi sentimenti pu\u00f2 essere lasciato nella libera disponibilit\u00e0 di un altro; delitto, piuttosto, \u00e8 istituzionalizzare questa convinzione fino a farla radicare nella coscienza della collettivit\u00e0. Perch\u00e9 quei sistemi, cos\u00ec impegnati a costruire reti nelle quali imbrigliare ideologie opportunistiche e farisee, mietono ancora vittime silenziose, predisposte e disperatamente \u201ctrattenute\u201d. Vittime che non esistono almeno finch\u00e8 una comunit\u00e0 non decide di cancellarne il passaggio o la stessa memoria, fin quando cio\u00e8 lo scontro fra normalit\u00e0 domestica e iniquit\u00e0 istituzionale non si fa cos\u00ec assordante da rendere necessaria una battaglia che, prima ancora che i principi, mette in primo piano il diritto di ciascun essere umano a un\u2019esistenza \u201cpiena, libera e dignitosa\u201d(per citare la nostra stessa, bistrattata Costituzione). Non \u00e8 un caso se l&#8217;esatto contrario della parola &#8220;diritto&#8221; in latino sia proprio &#8220;tortus&#8221;. E se l&#8217;attuale scenario sociale \u00e8 quello che vede, in un paese intimamente reazionario come l&#8217;Italia, imbrattati i manifesti di &#8220;Freeheld&#8221; con scritte omofobiche, allora questo vuole dire soltanto che quella battaglia vale ancora l\u2019ennesimo, ma sempre necessario, film-denuncia.   <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12122901_897978313619227_8658617922938306237_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/12122901_897978313619227_8658617922938306237_n-300x225.jpg\" alt=\"12122901_897978313619227_8658617922938306237_n\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38337\" \/><\/a><\/p>\n<p>Andrea Lupo <\/p>\n<div id=\"voism-3100531225\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La strada dei film-denuncia o di impegno civile \u00e8 quasi sempre lastricata di retorica e dej\u00e0-vu. Del resto l\u2019impianto stesso e le modalit\u00e0 della narrazione (che deve adeguarsi alla autenticit\u00e0 delle storie e alla loro base documentale) pongono limiti alla \u201clibert\u00e0\u201d del narratore, trasformando quest\u2019ultimo in un rispettoso cronista di drammi vissuti sulla pelle altrui &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6520,1740,2454],"tags":[],"class_list":["post-38324","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cinema-televisione-musica","category-incopertina","category-news"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38324"}],"version-history":[{"count":30,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38362,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38324\/revisions\/38362"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}