{"id":37676,"date":"2015-10-17T11:49:54","date_gmt":"2015-10-17T09:49:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=37676"},"modified":"2015-11-01T12:16:36","modified_gmt":"2015-11-01T11:16:36","slug":"suburra-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2015\/10\/17\/suburra-la-recensione\/","title":{"rendered":"&#8220;Suburra&#8221;- la recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-3933555870\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/locandina1000.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/locandina1000-300x172.jpg\" alt=\"locandina1000\" width=\"300\" height=\"172\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37678\" \/><\/a><\/p>\n<p>Suburra. Sub-urbis. Ai tempi della dinastia Giulio-Claudia quel quartiere popolare situato a poca distanza dalla Casa Imperiale dove fiorivano i bordelli, il commercio e aveva residenza la criminalit\u00e0 (ma anche il luogo da cui proveniva la gens Giulia e lo stesso Caio Giulio Cesare). Uno spazio fisico destinato a diventare nei secoli ambito metaforico per marcio e corruzione, ma anche il simbolo di quella deriva che geograficamente riguarda tutte le grandi citt\u00e0. Quella Roma imperiale dove, per citare Tacito, \u201cconfluivano tutti i peccati e vizi per esservi glorificati\u201d, ha lasciato spazio alla capitale di oggi, moderna s\u00ec ma sempre antica, metropoli che trattiene la Storia dentro le vestigia dei suoi nobili monumenti ma che ne risputa una pi\u00f9 oscura e limacciosa fra i palazzi del Potere e i rioni fuori centro. Una Roma dove Peccato e Cristianit\u00e0 sembrano attrarsi irresistibilmente come coda e serpente di una lemniscata senza vie d\u2019uscita,  tracciata fra i neon riflessi delle strade bagnate e il giallo-cupo delle architetture notturne. Questa \u00e8 la Suburra che Stefano Sollima racconta nel suo noir esplicito e diretto, solido esempio di come fare ancora (buon) cinema di genere in Italia nonostante una deriva televisiva che ha inquinato estetica e linguaggi. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1444400796_germano.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1444400796_germano-300x157.png\" alt=\"1444400796_germano\" width=\"300\" height=\"157\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37683\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1444400796_germano-300x157.png 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1444400796_germano-1024x536.png 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/1444400796_germano.png 1540w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/GretaScarano-Suburra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/GretaScarano-Suburra-300x199.jpg\" alt=\"GretaScarano-Suburra\" width=\"300\" height=\"199\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37687\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cRaccontare\u201d si diceva perch\u00e9, al di l\u00e0 dell\u2019accurata messa in scena, \u201cSuburra\u201d \u00e8 soprattutto una narrazione accattivante e, sotto il profilo cinematografico, diligentemente scandita nel rispetto delle regole del mezzo stesso. Nessuna coralit\u00e0 s\u2019intende, nonostante lo sguardo del regista talloni i personaggi con ambizioni quasi \u201caltmaniane\u201d, ma un\u2019unica serrata vicenda (che in fondo \u00e8 la storia di un Affare che \u201cdeve\u201d arrivare a conclusione prima della FINE) che avviluppa protagonisti di varia ed emblematica ingombranza. Si va dal politico \u201ctraffichino\u201d e meschino, schiavo degli istinti e della sua alterigia (Pierfrancesco Favino) al borghese \u201cpiccolo piccolo\u201d di Elio Germano, miseramente incastrato fra normalit\u00e0, codardia e furore. In mezzo a questi due anelli fondamentali della narrazione &#8211; l\u2019uno \u201cnecessario\u201d l\u2019altro \u201ccasuale\u201d- emergono tre figure da romanzo (criminale) diversamente rappresentative della triste realt\u00e0 cronachistica. Il Samurai di Claudio Amendola, sorta di padrino \u201cpolitico\u201d che vorrebbe stagliarsi al di l\u00e0 del sangue e delle guerre di rione, Numero 8 (un magnetico Alessandro Borghi) che ne \u00e8 quasi la sua versione giovanile incosciente ed imprevedibile e infine Manfredi, capo-clan volgare e feroce, evocazione kitsch di una Suburra pi\u00f9 antica e fisicamente temibile.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/amendola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/amendola-300x195.jpg\" alt=\"amendola\" width=\"300\" height=\"195\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37680\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/suburra-suburra-trailer-suburra-streaming1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/suburra-suburra-trailer-suburra-streaming1-300x199.jpg\" alt=\"suburra-suburra-trailer-suburra-streaming\" width=\"300\" height=\"199\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37691\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tre configurazioni diverse di Male alle quali non fa da contraltare alcun Bene (per scelta precisa degli sceneggiatori Rulli e Petraglia, che hanno tagliato fuori  l\u2019antagonista positivo del romanzo originale di Bonini e De Cataldo, il tenente Malatesta) se non quello effimero evocato dalla figura di un dimissionario Santo Padre, corpo ambiguamente inquadrato di spalle non si sa bene se per pudore nei confronti di quell\u2019intima scelta di fede o per un intrinseco ed allusivo \u201cvoltare le spalle\u201d dinanzi a intrecci tacitamente avallati. Una scelta, quella di mettere a fuoco solo la prospettiva della Suburra, forse poco condivisibile per quei lettori che pretendono il rispetto dell\u2019opera letteraria, ma che invece, sotto quello cinematografico, evita rischiose scivolate nel didascalismo, consegnando direttamente nelle mani dello spettatore l\u2019incarico di operare da coscienza morale o magari, soltanto, di prendere atto della naturale visione nichilista del genere (noir). Perch\u00e9 sebbene \u201cSuburra\u201d non dica nulla che non sapessimo gi\u00e0 (e che le cronache non abbiano gi\u00e0 ampiamente superato) e rimanga lontano dal divenire pamphlet politico (cautamente oseremmo dire), quel che lascia alla fine dei giochi \u00e8 pi\u00f9 la fascinazione del \u201ccome\u201d che la rilevanza del \u201ccosa\u201d. E&#8217; una qualit\u00e0 che emerge nella precisione della sua scansione narrativa quasi \u201cascensionale\u201d (un countdown che parte dalla tragedia di una qualunque &#8220;senza nome&#8221; e risale fino a giochi di palazzo, appalti e criminalit\u00e0), risiede in certe  suggestioni visivo-sonore che permeano alcune sequenze (ma pi\u00f9 che la pioggia contano quei bagliori solenni dietro i vetri bagnati) o in tese e veloci sparatorie che minano la tranquillit\u00e0 dei ritrovi (le spa, i centri commerciali). Trova compimento infine in quella fisicit\u00e0 autentica e disfatta che coinvolge corpi, cadaveri e femminili \u201critornanti\u201d ai quali \u00e8 affidato il compito di riazzerare il conto alla rovescia fino alla prossima Apocalisse. Non sar\u00e0 il cinema politico degli anni \u201970 ma per far rinascere un genere pu\u00f2 davvero bastare.<\/p>\n<p>Andrea Lupo        <\/p>\n<div id=\"voism-1679006811\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Suburra. Sub-urbis. Ai tempi della dinastia Giulio-Claudia quel quartiere popolare situato a poca distanza dalla Casa Imperiale dove fiorivano i bordelli, il commercio e aveva residenza la criminalit\u00e0 (ma anche il luogo da cui proveniva la gens Giulia e lo stesso Caio Giulio Cesare). 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