{"id":37529,"date":"2015-09-09T09:41:22","date_gmt":"2015-09-09T07:41:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=37529"},"modified":"2015-11-01T12:18:04","modified_gmt":"2015-11-01T11:18:04","slug":"sinister-2-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2015\/09\/09\/sinister-2-la-recensione\/","title":{"rendered":"Sinister 2- la recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-309574018\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/movie-sinister-2-wallpaper-1024x768.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/movie-sinister-2-wallpaper-1024x768-300x225.jpg\" alt=\"movie-sinister-2-wallpaper-1024x768\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37531\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/movie-sinister-2-wallpaper-1024x768-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/movie-sinister-2-wallpaper-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>C\u2019era una volta, nel \u201cnon tanto lontano\u201d 2012, un piccolo e inaspettatamente riuscito film horror intitolato \u201cSinister\u201d. Lo firmava un buon mestierante come Scott Derrickson (\u201cL\u2019esorcismo di Emily Rose\u201d) sotto la produzione del blasonato Jason Blum, responsabile gi\u00e0 degli incubi seriali di \u201cParanormal Activity\u201d e di quelli retr\u00f2 di \u201cInsidious\u201d. Un silenzioso gioiello che faceva i conti con il POV (quel filone horror che filma il terrore in presa diretta dimenticasi talvolta della verosimiglianza narrativa) risucchiandone per\u00f2 la sua migliore qualit\u00e0: il senso di profondo disagio suscitato dall\u2019irruzione del mostruoso e dell\u2019incontrollabile nella normalit\u00e0 domestica. Meglio ancora se filtrata dalle immagini mute di filmini in Super 8, dove le tonalit\u00e0 pastose dei quieti quadretti familiari incontravano improvvisamente il sangue e la schizofrenia di delitti immotivati. Il primo \u201cSinister\u201d si sviluppava intorno all\u2019indagine condotta dallo scrittore Ethan Hawke su quelle inquietanti bobine ritrovate e si spingeva quindi nei territori del soprannaturale verso il disvelamento &#8220;storico&#8221; di un boogeyman babilonese a nome Bughuul. Niente di trascendentale per un horror per carit\u00e0, ma quei filmati, sapientemente raccordati a sonorit\u00e0 stranianti e mefitiche, lasciavano il segno, incuneandosi a dovere nei nervi dello spettatore e suscitandogli un malsano dej\u00e0 v\u00f9 sui ricordi impressi in memoria (e su celluloide). <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ethan-hawke-sinist_2346709b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ethan-hawke-sinist_2346709b-300x188.jpg\" alt=\"ethan-hawke-sinist_2346709b\" width=\"300\" height=\"188\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37533\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ethan-hawke-sinist_2346709b-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ethan-hawke-sinist_2346709b.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di tutto questo nell&#8217; &#8220;obbligato&#8221; seguito di quel gioiello resta giusto qualche leggera traccia (bench\u00e8 le stragi filmate osino pigiare di pi\u00f9 sul pedale del raccapriccio) e cos\u00ec \u201cSinister 2\u201d parte gi\u00e0 sconfitto dinanzi al confronto col suo predecessore, ennesimo sequel condannato aprioristicamente dalle motivazioni essenzialmente \u201calimentari\u201d del suo produttore (che ne frattempo ha collezionato successi come \u201cThe Conjuring\u201d, \u201cOculus\u201d e perfino il pluripremiato fuori razza \u201cWhiplash\u201d). Ma c\u2019\u00e8 un \u201cma\u201d in questa storia di sequel involuti dalla critica e malmenati dal pubblico e \u201cSinister 2\u201d (come gi\u00e0 il riuscito \u201cInsidious 2\u201d) rischia di fare la sua piccola eccezione, nonostante trama e recitazione si situino qualche gradino sotto il livello stabilito dal primo film. Effetti collaterali forse non esplicitamente ricercati ma malgrado tutto realizzati in questa storia di maledizioni che proseguono e filmini ancora da girare e dove le apparizioni fantasmatiche dialogano coi vivi incitando esse stesse al delitto (laddove nel primo film si stagliavano come  vittime silenziose e dannate). Perch\u00e8 l\u2019intuizione \u201cmalata\u201d e pi\u00f9 originale di questo sequel risiede proprio nel suo apparente e prevedibile snodarsi attraverso una storia fatta di clich\u00e8 familiari e drammi domestici che attendono soltanto, alla fine di tutto, di essere riconvertiti nella loro istantanea pi\u00f9 cupa e disturbata. Non a caso la sequenza pi\u00f9 silenziosamente terrificante del film \u00e8 quella in cui la fotocamera amatoriale ritrae il quadretto domestico -appena ricomposto a colpi di ricatto- nel suo contesto pi\u00f9 solare e tranquillizzante, quella rappresentazione di calma apparente destinata di l\u00ec a poco ad essere \u201cviolata\u201d dal suo regista nel modo pi\u00f9 cruento e crudele. Era la medesima \u201cquiete prima della tempesta\u201d che fungeva da prologo essenziale al delitto dentro quei filmini ritrovati del primo capitolo ma sulla quale nessuno si era mai interrogato (forse perch\u00e9 troppo distratto da fantasmi e Bughuul). <\/p>\n<div id=\"attachment_37540\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/sinister-2-bughuul-mito-2-1920x1080.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-37540\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/sinister-2-bughuul-mito-2-1920x1080-300x169.jpg\" alt=\"3S7C6341.CR2\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"size-medium wp-image-37540\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/sinister-2-bughuul-mito-2-1920x1080-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/sinister-2-bughuul-mito-2-1920x1080-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/sinister-2-bughuul-mito-2-1920x1080.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37540\" class=\"wp-caption-text\">3S7C6341.CR2<\/p><\/div>\n<p>Piccoli ma preziosi istanti di cinema horror che per\u00f2, in modo efficacemente breve, giungono a segno riuscendo a sottrarre un prodotto ordinario come \u201cSinister 2\u201d dall\u2019archiviazione istantanea e facendo riflettere simultaneamente tanto sull\u2019orrore \u201cnon filmabile\u201d delle violenze domestiche (il &#8220;fuoricampo&#8221; implicito nella realt\u00e0), quanto sui meccanismi di sofisticazione di cui \u00e8 capace una (qualsiasi) macchina da presa. Potremmo osare ancora e vedere nell\u2019ossessione registica del \u201cportare a termine il film\u201d ad ogni costo (quella che si impossessa di uno dei protagonisti) una deviata modalit\u00e0 di ristabilimento dell&#8217;ordine domestico ormai compromesso, ma non occorrerebbe perch\u00e9 il film \u00e8 gi\u00e0 riuscito &#8211; mestamente e modestamente- a rimestare bene quelle carte non del tutto scoperte del primo capitolo. Cos\u00ec, senza clamori n\u00e9 altisonanti tentativi di aggiungere alcunch\u00e8 a una mitologia gi\u00e0 avviata (del Bughuul continuiamo a ignorare origine e giustificazioni), questo sequel si affianca con pudore al primo osannato \u201cSinister\u201d, illuminandolo qua e l\u00e0 di ossessioni ben pi\u00f9 inquietanti di quanto non si potesse pensare all\u2019inizio, e fornendo -perch\u00e9 no?- motivazioni pi\u00f9 salde al genere stesso (e alla causa dei sequel in generale) di quelle puramente \u201calimentari\u201d. Non \u00e8 tutto \u201chorror quel che luccica\u201d ma qualche sinistro bagliore per gli amanti del genere stavolta \u00e8 assicurato. <\/p>\n<p>Andrea Lupo <\/p>\n<div id=\"voism-122280576\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, nel \u201cnon tanto lontano\u201d 2012, un piccolo e inaspettatamente riuscito film horror intitolato \u201cSinister\u201d. Lo firmava un buon mestierante come Scott Derrickson (\u201cL\u2019esorcismo di Emily Rose\u201d) sotto la produzione del blasonato Jason Blum, responsabile gi\u00e0 degli incubi seriali di \u201cParanormal Activity\u201d e di quelli retr\u00f2 di \u201cInsidious\u201d. 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