{"id":37345,"date":"2015-07-12T14:12:59","date_gmt":"2015-07-12T12:12:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=37345"},"modified":"2015-11-01T12:19:24","modified_gmt":"2015-11-01T11:19:24","slug":"predestination-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2015\/07\/12\/predestination-la-recensione\/","title":{"rendered":"&#8220;Predestination&#8221; la recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-2277589420\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/32d9bd181d51b1be26b4ded7c4dc8ebe975bc922.jpg__620x465_q85_crop_upscale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/32d9bd181d51b1be26b4ded7c4dc8ebe975bc922.jpg__620x465_q85_crop_upscale-300x225.jpg\" alt=\"32d9bd181d51b1be26b4ded7c4dc8ebe975bc922.jpg__620x465_q85_crop_upscale\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37365\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/32d9bd181d51b1be26b4ded7c4dc8ebe975bc922.jpg__620x465_q85_crop_upscale-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/32d9bd181d51b1be26b4ded7c4dc8ebe975bc922.jpg__620x465_q85_crop_upscale.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sotto il profilo filosofico il \u201cparadosso\u201d \u00e8 quel ragionamento che, pur partendo da premesse saldamente ancorate alla logica, finisce per condurre a  conclusioni impossibili o in contrasto con l&#8217;opinione comune (la &#8220;doxa&#8221; per l&#8217;appunto). Un esercizio del pensiero che si dispiega nei territori dell\u2019assurdo, serbando per\u00f2 al suo interno coerenza e validit\u00e0. In ambito scientifico il paradosso temporale, basato sulle premesse di Einstein e sull\u2019ipotizzabilit\u00e0 dei viaggi nello spazio-tempo, \u00e8 quello che pi\u00f9 mette alla prova la tenuta della logica di partenza, nonch\u00e8 l\u2019 &#8220;equilibrio&#8221; di chi vi ragiona sopra. Il tempo in fondo \u00e8 un concetto (ancor prima che una dimensione) che si piega idealmente al bisogno di ipotizzare tipicamente umano, con tutte le insolite conseguenze dei \u201cse\u201d applicabili alle varie possibilit\u00e0. La letteratura di fantascienza, e a seguire il cinema, hanno sempre trovato nel tema dei viaggi temporali e dei paradossi conseguenti alle violazioni di quelle linee di destino gi\u00e0 tracciate, un terreno fertile per rappresentazioni tanto affascinanti quanto \u201cimpossibili\u201d. Narrazioni stimolanti che muovono dagli archetipi pi\u00f9 lineari (\u201cThe time machine\u201d, \u201cRitorno al futuro\u201d) fin verso le divagazioni pi\u00f9 intricate (\u201cLooper\u201d), passando per quelle che utilizzano il paradosso temporale come propulsore della storia o necessario deus ex machina (\u201cTerminator\u201d, \u201cInterstellar\u201d) . Esempi di cinema del paradosso ai quali si affianca con merito quest\u2019ultimo \u201cPredestination\u201d firmato Spierig Brothers (\u201cDaybreakers- L\u2019ultimo vampiro\u201d), ideale prosecuzione, se non esasperazione, dell\u2019infinito ragionare filmico intorno alla questio. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/BG_Predestination-2015-movie-Still-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/BG_Predestination-2015-movie-Still-5-300x200.jpg\" alt=\"BG_Predestination 2015 movie Still 5\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37378\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/BG_Predestination-2015-movie-Still-5-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/BG_Predestination-2015-movie-Still-5.jpg 630w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/predestination-movie-time-agent.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/predestination-movie-time-agent-300x200.jpg\" alt=\"predestination-movie-time-agent\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37379\" \/><\/a><\/p>\n<p>La premessa da cui muove una pellicola complessa (ma non difficile) come questa \u00e8 di usare il paradosso temporale non soltanto come tassello narrativo, ma quale motivazione e ragion d\u2019essere implicita del medesimo \u201cfare cinema\u201d. Un\u2019affermazione apparentemente incomprensibile ma che appare anche l\u2019unica concessione possibile (perch\u00e8 andare oltre sarebbe disonest\u00e0 critica) nei confronti di una struttura filmica tanto ardita. C\u2019\u00e8 una trama ovviamente (basata sul racconto del 1959 &#8220;Tutti voi zombie&#8221; di Robert A. Heinleincon) che snocciola agenti spazio-temporali, organizzazioni segrete, macchinazioni da risolvere e terroristi da fermare prima delle stragi. \u201cDej\u00e0 vu\u201d provenienti da altri luoghi cinematografici insomma, ma anche elementi messi al servizio di ben altre \u201ctrame\u201d, assai pi\u00f9 bizantine di quanto forse lo spettatore medio non sia disposto ad accettare. Perch\u00e9 fra tutte le pellicole che trattano il viaggio nel tempo \u201cPredestination\u201d \u00e8 sicuramente una fra le pi\u00f9 ambiziose ma anche quella pi\u00f9 facilmente imputabile di essere solo un gioco \u201cozioso\u201d o una narrazione \u201cfine a se stessa\u201d. E&#8217; indubbio che, sezionato nelle sue parti, il film individua il suo principale centro di gravit\u00e0 nella rappresentazione del paradosso temporale tout-court, visivamente rapportabile a un labirinto escheriano geometricamente coerente ma anche a un dedalo stordente senza soluzione di continuit\u00e0. Un esercizio di stile ovviamente ma, si badi, non per questo scollato dalle emozioni. Perch\u00e9 la forza di una pellicola come questa non risiede solo nel suo innegabile fascino cervellotico, ma \u00e8 ravvisabile nell\u2019innesto (un \u201cinception\u201d nolaniano?) di emozioni autentiche e credibili, scaturenti non solo da una materia filmica maneggiata con cura (il film inizia e procede fino a met\u00e0 quasi come un noir, fra fumo, bar e confessioni), ma anche dall\u2019empatia con i suoi personaggi, scritti bene e altrettanto benissimo incarnati. E se Ethan Hawke aggiunge un bel tassello alla sua filmografia distopica (dopo \u201cGattaca\u201d, \u201cDaybreakers\u201d e \u201cThe purge\u201d) un plauso convinto va alla bravissima semisconosciuta Sarah Snook che attrae, letteralmente, come un magnete. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Predestination21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Predestination21-300x200.jpg\" alt=\"Predestination2\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37374\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Predestination-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Predestination-6-300x169.jpg\" alt=\"Predestination-6\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"alignnone size-medium wp-image-37370\" \/><\/a><\/p>\n<p>Si diceva delle emozioni suscitate ma non si tratta di quelle facilmente immaginabili dal pubblico, in quanto qui si osa andare oltre la storia d&#8217;amore o il prevedibile mel\u00f2. Perch\u00e9 di \u201cPredestination\u201d, senza troppo svelare, colpisce la disinvoltura con cui vengono messe in scena le implicazioni emotive conseguenti al paradosso temporale, fra angosce esistenziali (l\u2019io fratturato nel corso del tempo, l\u2019identit\u00e0 scomposta) e schiaccianti solitudini che ridefiniscono il concetto base di innamoramento e perfino quello di &#8220;gender&#8221;. Roba e idee che tanti affermati autori stenterebbero a concepire in una vita e che qui convivono mirabilmente in una narrazione svelta, fieramente sci-fi e mai ampollosa. Gli Spierig Brothers scrutano al di l\u00e0 del paradosso, intrappolando il pubblico dentro il moto di un serpente che si morde la coda all\u2019infinito e rivelandogli, anche solo per poco, le singolarit\u00e0 impossibili del tempo e quelle altrettanto insondabili e imprevedibili del desiderio. Il loro \u00e8 un gioco certamente, ma anche, indiscutibilmente, ottimo cinema. L\u2019unico vero paradosso per l&#8217;appassionato spettatore sarebbe farselo sfuggire. <\/p>\n<p>Andrea Lupo  <\/p>\n<div id=\"voism-4074730365\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto il profilo filosofico il \u201cparadosso\u201d \u00e8 quel ragionamento che, pur partendo da premesse saldamente ancorate alla logica, finisce per condurre a conclusioni impossibili o in contrasto con l&#8217;opinione comune (la &#8220;doxa&#8221; per l&#8217;appunto). Un esercizio del pensiero che si dispiega nei territori dell\u2019assurdo, serbando per\u00f2 al suo interno coerenza e validit\u00e0. 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