{"id":36601,"date":"2015-03-06T17:52:13","date_gmt":"2015-03-06T16:52:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=36601"},"modified":"2015-03-06T18:27:06","modified_gmt":"2015-03-06T17:27:06","slug":"whiplash-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2015\/03\/06\/whiplash-la-recensione\/","title":{"rendered":"&#8220;Whiplash&#8221;, la recensione del film"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-3833637361\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/maxresdefault.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/maxresdefault-300x182.jpg\" alt=\"maxresdefault\" width=\"300\" height=\"182\" class=\"alignnone size-medium wp-image-36613\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/maxresdefault-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/maxresdefault-1024x620.jpg 1024w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/maxresdefault.jpg 1671w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tre premi Oscar inattesi e meritati. Un \u201ccolpo di frusta\u201d di nome e di fatto quello assestato dall\u2019esordiente regista Damien Chazelle con il piccolo ma sorprendente \u201cWhiplash\u201d nel corso della cerimonia di questi ultimi 87\u00b0Academy Awards. Sorprendente non solo perch\u00e9 un film obiettivamente intenso ed appassionante, ma anche perch\u00e9 la pellicola passer\u00e0 alla storia, suo malgrado,  come una fra le pi\u00f9 sottostimate dal pubblico almeno sotto il profilo degli incassi (siamo a 13 milioni di dollari worldwide nel momento in cui si scrive). Perch\u00e9 se \u00e8 vero che \u201cBirdman\u201d e \u201cBoyhood\u201d (dei recenti Oscar rispettivamente l\u2019annunciato trionfatore e il \u201cdimenticato\u201d eccellente) sono titoli tranquillamente ascrivibili al cosiddetto cinema indipendente e, come tali, capaci di attirare un pubblico pi\u00f9 dotto e selettivo, \u00e8 altrettanto innegabile che \u201cWhiplash\u201d possedeva invece le carte giuste per stregare un pubblico pi\u00f9 trasversale e quasi \u201cmainstream\u201d.  Un miracolo che purtroppo, complice anche la miope distribuzione, non si \u00e8 verificato. Perch\u00e9 \u201cWhiplash\u201d non \u00e8 affatto cinema  indipendente se non sotto il profilo della produzione (3 milioni di dollari il risibile costo) e dell\u2019assenza di nomi altisonanti nel cast, quanto un prodotto \u201cclassico\u201d nell\u2019accezione pi\u00f9 pura e diretta del termine. Un film fatto di attori veri (gli straordinari J.K. Simmons e Miles Teller), di messe in scene lineari e perfette, di duelli fisici e verbali palpabili e sequenze affilate come coltelli. Un cinema insomma fatto degli ingredienti stessi della settima arte, che non vola alto come un \u201cbirdman\u201d alla ricerca di metafore e sperimentazioni visive, ma preferisce planare pi\u00f9 quietamente attraverso altri cieli, per atterrare infine sui sentieri gi\u00e0 battuti dell\u2019emozione. Poche parole per descrivere un plot semplice come un messaggio su carta da cioccolatini: un insegnante di musica forgia il carattere del suo allievo a furia di ceffoni, soverchierie e prove di forza. Una scuola di musica e  di vita fatta di caratteri a confronto, di un ordinario che lotta con la mediocrit\u00e0 per far emergere i talenti,  e di un genio che infine trionfa a dispetto del sangue e delle lacrime versate e di rinunce dolorose che (forse) erano necessarie. \u201cWhiplash\u201d travolge grazie alla potenza della sua semplicit\u00e0 e all\u2019assenza di metafore che avrebbero potuto soltanto appesantire quel carico di elettricit\u00e0 di cui \u00e8 naturale portatore. E se una metafora per questa parabola ansiogena su vita, arte e successo, si vuole a tutti i costi trovarla allora, con ogni probabilit\u00e0, \u00e8 alla musica che bisogner\u00e0 rivolgersi. Quel jazz trascinante, fatto di ritmi che scuotono l\u2019anima e sfondano le batterie, forgiato da mani sanguinanti e cervelli allo stremo, \u00e8 davvero la materializzazione di un percorso esistenziale. Che procede dai binari di uno spartito eseguito diligentemente ma senza guizzi per poi deragliare verso le zone impervie e sconosciute dell\u2019imprevedibilit\u00e0 e dell\u2019improvvisazione, terre d\u2019elezione del genio. Che non \u00e8 necessariamente (o soltanto) una qualit\u00e0 innata dell&#8217;essere umano, quanto una condizione straordinaria determinata dalle circostanze e servita dall&#8217;abnegazione di chi \u00e8 disposto ad ascoltare una voce e abbassare, nel mentre, tutte le altre. \u201cNon esistono in qualsiasi lingua del mondo, due parole pi\u00f9 pericolose di &#8220;bel lavoro&#8221;!\u201d dice l\u2019irreprensibile insegnante- marine J.K.Simmons per esprimere la sua estrema filosofia didattica durante questa sorta di \u201cFull Metal Jazz\u201d. Non possiamo che dargli ragione. Dopotutto \u00e8 grazie a un simile assunto se alla fine del film anche noi abbiamo potuto partecipare, seppur nell&#8217;arco di quel magico e magnifico assolo, al miracolo della perfezione. E la musica in un film non \u00e8 mai stata tanto vicina allo stomaco oltre che alle orecchie. <\/p>\n<p>Uno dei rari film di stagione che sarebbe davvero un delitto perdere.\u201cSentire\u201d per credere\u2026<\/p>\n<p>Andrea Lupo <\/p>\n<div id=\"voism-3304176026\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre premi Oscar inattesi e meritati. Un \u201ccolpo di frusta\u201d di nome e di fatto quello assestato dall\u2019esordiente regista Damien Chazelle con il piccolo ma sorprendente \u201cWhiplash\u201d nel corso della cerimonia di questi ultimi 87\u00b0Academy Awards. Sorprendente non solo perch\u00e9 un film obiettivamente intenso ed appassionante, ma anche perch\u00e9 la pellicola passer\u00e0 alla storia, suo &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":36613,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6520,2454],"tags":[],"class_list":["post-36601","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema-televisione-musica","category-news"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36601"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36601\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36620,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36601\/revisions\/36620"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36613"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}