{"id":35556,"date":"2014-10-28T21:29:50","date_gmt":"2014-10-28T20:29:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=35556"},"modified":"2014-11-22T12:36:06","modified_gmt":"2014-11-22T11:36:06","slug":"i-guardiani-della-galassia-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/10\/28\/i-guardiani-della-galassia-la-recensione\/","title":{"rendered":"&#8220;I guardiani della galassia&#8221; la recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-680333375\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>\u201cHooga-Chaka Hooga-Hooga,Hooga-Chaka Hooga-Hooga\u2026\u201d questo il ritmico refrain che i Blue Swede nel 1974 \u201cimpiantavano\u201d su una hit del 1968, la mitica \u201cHooked on a felling\u201d di B.J.Thomas, consegnandola alla storia della disco-dance anni \u201970. Senza troppo elucubrare potremmo dire oggi che l\u2019operazione \u201cGuardiani della Galassia\u201d somiglia un po\u2019 all\u2019innesto operato in quella canzone. Partire dal canovaccio di un fumetto Marvel (del 1969) non particolarmente conosciuto, lavorare sulla sua incarnazione pi\u00f9 recente (del 2008) nonch\u00e8 pi\u00f9 vicina al gusto moderno, e infine \u201cinnaffiare\u201dil tutto con una buona dose di \u201c Hooga- Chaka\u201d, cio\u00e8 di quella divertita sfrontatezza capace di trasformare il classico e un po\u2019 impettito prodotto Marvel nel frullato che non ti aspetti. O in cui almeno \u201csperavamo\u201d, dopo il bombardamento estivo di trailer al ritmo di \u201cSpirit in the Sky\u201d e, per l\u2019appunto, della gi\u00e0 citata \u201cHooked on a feeling\u201d. Il risultato? Perfettamente in linea con le attese e particolarmente sintonico con il feeling del pubblico over 30, anche se \u201cGuardiani\u201d dimostra di possedere la giusta \u201ctrasversalit\u00e0\u201danche nei confronti di teen-ager testosteronici e famelici divoratori di pop-corn al burro. Perch\u00e9, va precisato, siamo sempre nella regione Marvel, vasta frazione del continente Disney e landa deputata alla causa del divertimento adolescenziale. L\u2019epica di \u201cStar Wars\u201d fluttua ancora solinga in quella galassia lontana lontana datata anni \u201970 e \u201980 mentre i suoi epigoni fantascientifici (se si eccettuano il tentativo \u201cSerenity\u201d e il reeboot di \u201cStar Trek\u201d ad opera di J.J. Abrams) stentano a raccoglierne la pesante eredit\u00e0. \u201cI guardiani della galassia\u201d non \u00e8 \u201cGuerre Stellari\u201d n\u00e9 ha, tantomeno, la stolida ambizione di diventarlo, per\u00f2 \u00e8 guascone e divertente quel tanto da farlo eleggere a ragione come l\u2019esperimento pi\u00f9 vicino alla filosofia degl fantasy anni \u201980. Perch\u00e9 di amore per quel decennio cinematografico il regista James Gunn (gi\u00e0 autore del cinico e sorprendente \u201cSuper\u201d) dimostra di averne parecchio fin dalle prime inquadrature. E non ci riferiamo soltanto alla seria introduzione, dove il dramma della malattia si stempera con leggerezza dentro una nuvola spielberghiana, quanto alla (gi\u00e0 mitica) sequenza dei titoli di testa, dove l\u2019omaggio a \u201cI predatori dell\u2019arca perduta\u201d diventa l\u2019impertinente occasione per introdurre uno Star Lord gi\u00e0 dotato di feticci inseparabili proprio come il vecchio Indiana (con il walkman al posto della frusta), oltre che dell\u2019immancabile e fascinosa ironia. Universi, pianeti e creature si susseguono veloci e colorati lungo i solchi di un plot leggero come una piuma, mentre sullo sfondo i cattivi incedono implacabili in mezzo a beghe familiari e disegni di distruzione universale che grattano s\u00ec ma non &#8220;graffiano&#8221;. Ma poco importa se i vilains contano come il due di picche nell&#8217;economia della storia, perch\u00e8 a interessarci restano sempre loro, i Guardiani, personaggi che, come le canzoni della musicassetta-feticcio di Star Lord (la &#8220;Awesome Mix Vol. 1\u201d), si &#8220;srotolano\u201d con naturalezza dinanzi a noi, caratterizzandosi perfettamente con poche battute (lode all\u2019albero Groot, digitale e monosillabico ma anche espressivo e commovente) e riuscendo sempre a sorprendere per freschezza e singolarit\u00e0 psicologica. Cos\u00ec imprevedibilmente \u201cprevedibili\u201d (del resto il fine resta sempre quello di riunirsi in un team di supereroi) da farsi amare immediatamente e senza misure. Noi, almeno, li abbiamo amati da subito per quell\u2019anima sincera capace di travalicare la bidimensionalit\u00e0 del classico cinecomic. Sono \u201cSpirits in the sky\u201d (come dice la canzone) di cui gi\u00e0 non vediamo l\u2019ora di ascoltare l\u2019attesa e annunciata \u201cAwesome Mix Vol. 2\u201d\u2026<\/p>\n<p>Andrea Lupo<\/p>\n<div id=\"voism-1487506415\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cHooga-Chaka Hooga-Hooga,Hooga-Chaka Hooga-Hooga\u2026\u201d questo il ritmico refrain che i Blue Swede nel 1974 \u201cimpiantavano\u201d su una hit del 1968, la mitica \u201cHooked on a felling\u201d di B.J.Thomas, consegnandola alla storia della disco-dance anni \u201970. Senza troppo elucubrare potremmo dire oggi che l\u2019operazione \u201cGuardiani della Galassia\u201d somiglia un po\u2019 all\u2019innesto operato in quella canzone. 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