{"id":35474,"date":"2014-09-22T09:48:09","date_gmt":"2014-09-22T07:48:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=35474"},"modified":"2014-11-22T11:36:35","modified_gmt":"2014-11-22T10:36:35","slug":"recensione-si-alza-il-vento-di-hayao-miyazaki","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/09\/22\/recensione-si-alza-il-vento-di-hayao-miyazaki\/","title":{"rendered":"Recensione &#8220;Si alza il vento&#8221; di Hayao Miyazaki"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-610360129\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>\n\t<a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/09\/22\/recensione-si-alza-il-vento-di-hayao-miyazaki\/si-alza-il-vento-clip-il-sogno-di-librarsi-nel-cielo-news-2\/\" rel=\"attachment wp-att-35488\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Si alza il Vento - CLIP - Il sogno di librarsi nel cielo News\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35488\" height=\"170\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Si-alza-il-Vento-CLIP-Il-sogno-di-librarsi-nel-cielo-News1-300x170.jpg\" width=\"300\" \/><\/a>Si alza il vento, quello del cambiamento, della guerra e di sentimenti coltivati un&rsquo;intera vita. Si chiude il sipario sull&rsquo;opera di un genio dell&rsquo;animazione, quel poeta del colore e della matita che con la luce del suo umanesimo, figlio di una saggezza tutta orientale, ha saputo riscaldare anche i cuori delle pi&ugrave; &ldquo;fredde&rdquo; generazioni occidentali. &ldquo;Si alza il vento&rdquo; &egrave; l&rsquo;ultima brezza che il maestro Miyazaki ha deciso di donare al pubblico prima di congedarsi definitivamente dal cinema, la pellicola che chiude coerentemente una filmografia e una carriera che avremmo voluto infinita, e l&#39;opera con la quale l&rsquo;arte (animata) sembra volersi consacrare idealmente alla vita. Mai un film di Miyazaki &egrave; apparso infatti cos&igrave; impregnato di sincerit&agrave; e autobiografismo ma anche di dolente e riflessiva bellezza. Nella vicenda del miope progettista che scruta il mondo attraverso spessi occhiali e rintraccia l&rsquo;armonia dei velivoli nella perfezione di una lisca di pesce, c&rsquo;&egrave; tanto l&rsquo;eco delle proprie memorie familiari (il padre del regista possedeva una fabbrica di &ldquo;Zero&rdquo;, famigerati caccia da guerra), quanto l&rsquo;ansia creativa del genio al lavoro, colui che non esita a sacrificare la vita- e talvolta l&rsquo;amore- all&rsquo;ingegno. Ma, si badi, la creativit&agrave; che ispira Jiro durante il percorso che lo condurr&agrave; a progettare splendidi aeromobili poi convertiti in macchine da guerra, non &egrave; un&rsquo;inquietudine corrosiva o autolesionistica, ma un impulso consapevole e positivo, costantemente filtrato (e suggerito) dall&rsquo;amore. Quello per il volo, la famiglia e gli amici ma anche l&#39;amore assoluto per l&rsquo;unica creatura che proprio il &ldquo;vento&rdquo; gli dar&agrave; modo di incrociare lungo il suo cammino. Nahoko, la pittrice che ringrazia la fonte per aver incontrato il suo amore (quanta religiosit&agrave; in poche battute!) e che sa incarnare tanto l&#39;ideale orientale di femminilit&agrave; quanto una sensibilit&agrave; pi&ugrave; moderna, diventa ispirazione e chiave di lettura della storia di Jiro anche nelle sue &quot;assenze&quot;. Sar&agrave; per questo che il film di Miyazaki risulta sempre cos&igrave; autentico e armonioso a dispetto del suo incedere quasi episodico e meno &quot;fluttuante&quot; rispetto alle narrazioni del passato. E tutto ci&ograve; nonostante all&rsquo;interno della sua struttura si dibattano fantasmi mai sopiti di una memoria storica ancora dolorosa (il terremoto che devast&ograve; Tokyo nel 1923, quel nazionalsocialismo che inizia a coagulare in Europa, la guerra che trasforma gli abitacoli in bare). La Storia (quella con la &ldquo;S&rdquo; maiuscola) pesa in modo evidente sulle vicende narrate nel film, al punto che le visioni fantasmagoriche tipiche del passato (&ldquo;La citt&agrave; incantata&rdquo;, &ldquo; Il castello errante di Howl&rdquo;) sembrano voler cedere il passo a un realismo pi&ugrave; appropriato e oseremmo dire &ldquo;devoto&rdquo;. Questo per&ograve; non significa che Miyazaki rinunci a (farci) sognare anche qui. Bastano quei piccoli squarci onirici in cui fa capolino il loquace ingegner Caproni con la sua splendida filosofia creativa (&ldquo;Prima di tutto viene il buon gusto. La tecnologia seguir&agrave;&hellip;.&rdquo;) o un delicatissimo corteggiamento condotto da un balcone per farci librare con la stessa intensit&agrave; del passato sulle ali (di carta) della fantasia e della tenerezza. In volo sopra le illusorie certezze della vita, sui sogni convertiti in incubi e su quell&rsquo;Amore che &egrave; come il dipinto della fedele Nahoko: guastato s&igrave; dalla pioggia (la vita?) ma persistente nel ricordo. Cinema definitivo quello di &quot;Si alza il vento&quot;, miracolo filosofico intriso di bellezza, esistenzialismo e verit&agrave;. Ma anche un testamento stilato coi pennelli intinti in una tavolozza che senza vergogna si chiama cuore.\n<\/p>\n<p>\n\tAndrea Lupo<\/p>\n<div id=\"voism-2775374943\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si alza il vento, quello del cambiamento, della guerra e di sentimenti coltivati un&rsquo;intera vita. 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