{"id":33959,"date":"2014-06-12T18:08:06","date_gmt":"2014-06-12T16:08:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=33959"},"modified":"2014-11-22T11:38:24","modified_gmt":"2014-11-22T10:38:24","slug":"recensione-edge-of-tomorrow","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/06\/12\/recensione-edge-of-tomorrow\/","title":{"rendered":"Recensione &#8220;Edge of tomorrow&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-371096525\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>\n\t<a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/06\/12\/recensione-edge-of-tomorrow\/image-258\/\" rel=\"attachment wp-att-33981\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"image\" class=\"alignleft size-full wp-image-33981\" height=\"177\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/image30.jpg\" width=\"284\" \/><\/a>Vivi. Muori. Ripeti. No, non &egrave; il meccanismo ricorsivo tipico dei videogiochi ma la frase di lancio che strilla sui manifesti di &ldquo;Edge of tomorrow&rdquo;, ultima incursione di Tom Cruise nella fantascienza a neanche un anno di distanza dall&rsquo;inconsueto &ldquo;Oblivion&rdquo;. E, curiosamente, questo fanta-action dal ritmo serrato e l&rsquo; ambientazione da war-movie, ha parecchi punti di contatto con il film di Joseph Kosinski, non fosse altro perch&eacute; pone l&rsquo;eroe protagonista al centro di un plot dagli echi perfino pi&ugrave; esistenziali che fantascientifici. Ed &egrave; curioso vedere che un tema come quello della perdita dell&rsquo;identit&agrave; (per mano di alieni in entrambi i film, sebbene con dinamiche e finalit&agrave; diverse) venga affrontato da uno come Cruise, non nuovo alle questioni riguardanti religione e personalit&agrave; (vedi alla voce Scientology). Ma se le implicazioni pi&ugrave; problematiche delle storie (pre)scelte dalla star sono destinate comunque ad essere ri-assorbite all&rsquo;interno delle sceneggiature (sulle quali il nostro conserva sicuramente il suo determinante &ldquo;final touch&rdquo;), &egrave; sul versante dello spettacolo che il divo riesce ancora a farsi &ldquo;confezionare addosso&rdquo; blockbuster quasi sempre impeccabili e divertenti (&ldquo;Jack Ryan&rdquo;), talvolta elegantemente irrisolti (&ldquo;Oblivion&rdquo; appunto) o magari innegabilmente divertenti come quest&rsquo;ultimo. Perch&eacute; &egrave; fuor di dubbio che vedendo &ldquo;Edge of Tomorrow&rdquo; ci si possa divertire parecchio (sempre che non si detesti il genere o magari la star). E questo nonostante la storia, comunque adattata da una graphic novel giapponese dal titolo &ldquo;All you need is kill&rdquo;, non presenti nulla di nuovo. Perch&eacute;, va ricordato, il meccanismo della stessa giornata da rivivere in uno snervante loop in fondo era stato gi&agrave; trattato in maniera (magnificamente) comica dal compianto Harold Ramis di &ldquo;Ricomincio da capo&rdquo;, o al pi&ugrave; rivisitata in chiave terroristica (e melodrammatica) dal Duncan Jones di &ldquo;Source Code&rdquo;. Qui, nonostante l&rsquo;ipotesi di &ldquo;saccheggio&rdquo; sia alquanto fondata (ma l&rsquo;idea del day-repeat appartiene gi&agrave; alla letteratura fantascientifica del secolo scorso), il regista di &ldquo;Bourne Identity&rdquo; riesce a rendere digeribile e divertente il &ldquo;gi&agrave; visto&rdquo; di una storia che &egrave; basata, guarda caso, &ldquo;proprio&rdquo; sul dej&agrave; v&ugrave;. Ecco allora che l&rsquo;impatto visuale (nel film si riprende drammaticamente l&rsquo;infinita mattanza di un D-Day purtroppo inevitabile ma con tecno-militari ed esoscheletri alieni come protagonisti), l&rsquo;ironia del suo interprete principale (inizialmente non certo l&rsquo;eroe che ti aspetti) e il fascino guerresco di una Emily Blunt (&ldquo;Il diavolo veste Prada&rdquo;,&rdquo;Il pescatore di sogni&rdquo;) decisamente magnetica e sempre pi&ugrave; lanciata, conferiscono a questo ingegnoso blockbuster quella marcia in pi&ugrave; che gli consente di elevarsi sopra la media. Non &egrave; un delitto divertirsi con intelligenza ed &quot;Edge of tomorrow&quot; mantiene in pieno la sua promessa, centrando pi&ugrave; di un obiettivo (in primis quello di riconsegnare Cruise a un personaggio pi&ugrave; opportunista e divertente rispetto ai soliti eroi tutti di un pezzo). E se non avete intenzione di farvi travolgere (completamente) dai campionati di calcio, concedetevi un paio di ore al cinema in compagnia dello zio Tom. Ma fatelo prima che l&rsquo;ennesimo &ldquo;goal&rdquo; ci resetti nuovamente sullo stesso campo di calcio rendendoci vittima di una maledizione analoga a quella del protagonista&hellip;\n<\/p>\n<p>\n\tAndrea Lupo<\/p>\n<div id=\"voism-526983431\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vivi. Muori. Ripeti. No, non &egrave; il meccanismo ricorsivo tipico dei videogiochi ma la frase di lancio che strilla sui manifesti di &ldquo;Edge of tomorrow&rdquo;, ultima incursione di Tom Cruise nella fantascienza a neanche un anno di distanza dall&rsquo;inconsueto &ldquo;Oblivion&rdquo;. 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