{"id":33069,"date":"2014-05-27T16:15:44","date_gmt":"2014-05-27T14:15:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=33069"},"modified":"2014-11-22T11:39:31","modified_gmt":"2014-11-22T10:39:31","slug":"recensione-x-men-giorni-di-un-futuro-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/05\/27\/recensione-x-men-giorni-di-un-futuro-passato\/","title":{"rendered":"Recensione &#8220;X-Men- Giorni di un futuro passato&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-362789705\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>\n\t<a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/05\/27\/recensione-x-men-giorni-di-un-futuro-passato\/image-226\/\" rel=\"attachment wp-att-33112\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"image\" class=\"alignleft size-full wp-image-33112\" height=\"170\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/image79.jpg\" width=\"297\" \/><\/a>Sono supereroi. Sono mutanti. Sono X- Men perch&eacute; nella &ldquo;X&rdquo; risiede l&rsquo;incognita dai cui originano quei superpoteri che li rendono unici e, al contempo, ibridi da temere e respingere. Costretti nell&rsquo;ombra, votati all&rsquo;emarginazione, ma al tempo stesso ricolmi di piet&agrave; per gli uomini. O magari soltanto di rabbia. Sono fra i pi&ugrave; &ldquo;sociali&rdquo; e metaforici dei supereroi Marvel perch&eacute; pi&ugrave; di tutti, a differenza di personaggi notoriamente &#8220;isolati&#8221; come Spiderman o Hulk, loro la &quot;maledizione&quot; dei superpoteri la vivono come se appartenessero a un gruppo o a un&#039;etnia, ed incarnando in maniera sottile tutte le declinazioni (e contraddizioni) della diversit&agrave; umana (razziale, fisica e sessuale). E, in un certo senso, sono lo specchio deforme, colorato e devastante di quella umanit&agrave;. Non &egrave; un caso che i mutanti, proprio per questa particolare &quot;profondit&agrave;&quot;, si siano meritati alcuni fra migliori adattamenti cinematografici dei comics (i primi due capitoli di Brian Singer e &ldquo;X-Men- l&rsquo;inizio&rdquo; sono fra i Marvel pi&ugrave; belli insieme agli Spiderman di Sam Raimi). Tornano oggi al cinema a ben tre anni dall&rsquo;ultimo, notevole capitolo &ldquo;vintage&rdquo; (X-Men- L&#039;inizio) che nel 2011 aveva contribuito anche a consacrare i talenti di Michael Fassbender, James McAvoy e Jennifer Lawrence. Tornano e, naturalmente, non deludono ma, anzi, finiscono per entusiasmare anche gli spettatori neofiti, nel frattempo cresciuti a pane e Wolverine. Al timone della regia lo stesso Brian Singer (L&#039;allievo, Operazione Valchiria) che li port&ograve; al successo ben quattordici anni fa. E se la classe non &egrave; acqua, cari spettatori, qui allora si vede tutta; perch&eacute; Singer, in un sol colpo, non solo fa fuori qualsiasi spin-off su &ldquo;Wolverine&rdquo;, facendo dimenticare anche le diffuse rozzezze che affliggevano &quot;X-men-capitolo finale&quot; (affidato, all&rsquo;epoca, a un regista pi&ugrave; a suo agio con l&rsquo;action che con le psicologie), ma realizza innegabilmente uno dei migliori capitoli in assoluto dell&rsquo;intera saga. Innanzitutto per la storia che, riprendendo con qualche &quot;perdonabile&quot; libert&agrave; uno degli albi pi&ugrave; amati dei primi anni &rsquo;80, riesce a giocare sapientemente con i viaggi nel tempo (flirtando pure coi paradossi temporali) e semina qua e l&agrave; schegge storico-politiche di devastante attualit&agrave; (delitti di stato, l&rsquo;ombra del Vietnam, guerra fredda e sperimentazioni genetiche). Poi per il ritmo, di quelli che solo i migliori cinefumetti posso vantare, e infine per uno script capace di bilanciare benissimo azione e introspezione e che, soprattutto, riesce nella non facile impresa di connotare con brevi tocchi tutti i &ldquo;mutanti&rdquo; presenti in scena, evitando abilmente che la marginalit&agrave; toccata in sorte ad alcuni ruoli (vedi, per esempio, Tempesta) trasformi taluni personaggi in mera &ldquo;tappezzeria&rdquo;. Ovviamente l&rsquo;attenzione &egrave; tutta concentrata sul magnifico triangolo protagonista delle vicende del passato (ovvero i giovani Magneto, Xavier e una Raven non ancora pienamente Mystica), mentre all&#039;ormai &quot;popolare&quot; Wolverine tocca pi&ugrave; essere una fondamentale chiave d&rsquo;accesso fra dimensioni che un vero e proprio elemento di svolta (anche se questo non diminuisce di un grammo l&#039;impatto del sempre carismatico personaggio). Ma poco importa, perch&eacute; a uscirne davvero solido e compatto &egrave; l&rsquo;intero universo degli X-Men, qui rappresentato- giocoforza- attraverso dinamiche ormai evolute e consolidate, eppure capace di ammaliare ancora vecchi e nuovi spettatori. E questo sia per l&rsquo;intelligente aggiornamento sui temi della &ldquo;diversit&agrave;&rdquo; (che a voler sterminare i mutanti sia uno scienziato a sua volta affetto da nanismo la dice lunga), che per la tensione quasi &ldquo;teatrale&rdquo; che il regista riesce a innescare fra protagonisti e antagonisti. Un blockbuster? Certamente, ma di quelli con l&#039;animo dell&#039;autore sempre ben in evidenza. Menzione finale (e doverosa) per la straordinaria new entry Pietro-Quicksilver, fra i personaggi pi&ugrave; riusciti ed ironici dell&rsquo;intera saga. La sua incredibile sequenza nel carcere al ritmo di &ldquo;Time in a bottle&rdquo; di Jim Croce &egrave; gi&agrave; da antologia dei cine-comics&#8230;\n<\/p>\n<p>\n\tAndrea Lupo<\/p>\n<div id=\"voism-957994890\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono supereroi. Sono mutanti. Sono X- Men perch&eacute; nella &ldquo;X&rdquo; risiede l&rsquo;incognita dai cui originano quei superpoteri che li rendono unici e, al contempo, ibridi da temere e respingere. Costretti nell&rsquo;ombra, votati all&rsquo;emarginazione, ma al tempo stesso ricolmi di piet&agrave; per gli uomini. O magari soltanto di rabbia. 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