{"id":29531,"date":"2014-03-24T17:25:11","date_gmt":"2014-03-24T16:25:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=29531"},"modified":"2014-11-22T11:45:18","modified_gmt":"2014-11-22T10:45:18","slug":"recensione-her-lei-di-spike-jonze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/03\/24\/recensione-her-lei-di-spike-jonze\/","title":{"rendered":"Recensione &#8220;Her-Lei&#8221; di Spike Jonze"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-1137784597\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>\n\t<a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/03\/24\/recensione-her-lei-di-spike-jonze\/her-poster-4\/\" rel=\"attachment wp-att-29683\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Her Poster\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29683\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Her-Poster3-296x300.jpg\" width=\"296\" \/><\/a>Chi negli ultimi dieci anni, almeno una volta nella vita, non si &egrave; ritrovato a chattare &ldquo;al buio&rdquo;, con la virtualit&agrave; del mezzo a proteggerlo da rischiosi coinvolgimenti in prima persona e la possibilit&agrave; di manifestare all&rsquo;interlocutore, con sole poche righe, il meglio di se stesso? E chi potrebbe negare che in quello &ldquo;spazio&rdquo; limitato dal &ldquo;tempo&rdquo; (scusate il gioco di parole) di una connessione, non si siano generate, alimentate e infine consumate aspettative emozionali di qualsiasi genere, dall&rsquo;amicizia fino all&rsquo;amore, passando, inevitabilmente, anche per il sesso? Inutile individuare responsabilit&agrave; morali o sociali nei soli individui coinvolti. Questo terzo millennio, con la sua incontrollabile accelerazione tecnologica, ha riscritto inesorabilmente la mappa delle possibilit&agrave; per ciascuno di noi, aprendo un varco fino a ieri insospettabile e rilevando il vuoto l&agrave; dove si ipotizzava il &ldquo;pieno&rdquo; e, di contro, la vita dietro presunte assenze. Cambiate le modalit&agrave; di declinazione dei rapporti non muta tuttavia l&rsquo;intima sostanza degli stessi e, soprattutto, non cambia il dolore delle (umane) aspettative infrante. &ldquo;Her-Lei&rdquo; di Spike Jonze, fonda i postulati del suo discorso su questa incontestabile realt&agrave;, estremizzandoli ulteriormente, sia nella forma che nel contenuto, in un pi&ugrave; ampio ragionamento sulla perdita dell&rsquo;identit&agrave; (sociale ed emotiva) nell&rsquo;ormai avanzato Terzo Millennio. Gi&agrave; perch&eacute; in questa storia di un uomo, sull&rsquo;orlo del fallimento sentimentale a causa di un divorzio, innamorato perdutamente del suo sistema operativo OS (che lo &ldquo;ricambia&rdquo;), scorre in filigrana l&rsquo;analisi di una societ&agrave; che ha smarrito soprattutto le sue coordinate emotive. Non a caso delega ad altri il compito di elaborare per iscritto i sentimenti (l&rsquo;impiego del protagonista &egrave; quello di redigere lettere d&rsquo;amore per affetti che non sono suoi) e trova, quale miglior conforto al vuoto, niente di meglio che l&rsquo;amicizia con altri accattivanti e disponibili OS 1. In un crescendo che rende i corpi sempre meno indispensabili agli scopi (un po&rsquo; come accadeva nella societ&agrave; pigra e obesa del profetico &ldquo;Wall-E&rdquo;), sono le voci a dettare l&rsquo;unica tabella di marcia delle emozioni e a modellare nuove (ma solo in apparenza) tipologie d&rsquo;amore. E mentre fuori gli scenari futuristici, volutamente disancorati dall&rsquo;idea di fantascienza classica, avvolgono di tonalit&agrave; tenui e benevoli un&rsquo;umanit&agrave; fragile e ingenuamente tecnologica, dentro l&rsquo;anima del depresso Theodor (un bravissimo Joaquin Phoenix) si compie il pi&ugrave; classico degli itinerari amorosi, fatto di incontro (programmato) con l&rsquo;&rdquo;altro&rdquo;, crescita (perch&eacute; l&rsquo;OS impara costantemente dall&#39;esperienza) e infine tradimento ed abbandono, questi ultimi declinati nelle uniche modalit&agrave; che un software in perenne evoluzione pu&ograve; offrire. Alla fine resta il dolore (questo s&igrave; pi&ugrave; autentico) di un essere&nbsp;nuovamente spezzato in due ma, magari, anche fortificato dalla raggiunta consapevolezza della propria nevrosi. Perch&eacute;, che sia libero o oppresso da tutte le &nbsp;possibili sovrastrutture (lettere cartacee o virtuali, una chat-room o infine questo OS1), il cuore umano rester&agrave; sempre, splendidamente e prevedibilmente, uguale a se stesso.\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\tAndrea Lupo &nbsp;&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div id=\"voism-278432463\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi negli ultimi dieci anni, almeno una volta nella vita, non si &egrave; ritrovato a chattare &ldquo;al buio&rdquo;, con la virtualit&agrave; del mezzo a proteggerlo da rischiosi coinvolgimenti in prima persona e la possibilit&agrave; di manifestare all&rsquo;interlocutore, con sole poche righe, il meglio di se stesso? 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