{"id":29300,"date":"2014-03-17T16:07:27","date_gmt":"2014-03-17T15:07:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=29300"},"modified":"2014-03-19T13:21:42","modified_gmt":"2014-03-19T12:21:42","slug":"stomp-il-trionfo-del-global-trash","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/03\/17\/stomp-il-trionfo-del-global-trash\/","title":{"rendered":"Stomp, il trionfo del global trash"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-49076827\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>\n\t<a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/03\/17\/stomp-il-trionfo-del-global-trash\/stomp-visuel-affiche3-2\/\" rel=\"attachment wp-att-29312\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"stomp-visuel-affiche3\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29312\" height=\"260\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/stomp-visuel-affiche31-300x260.jpg\" width=\"300\" \/><\/a>In un fumetto sarebbe il rumore di qualcosa che cade per terra o di un colpo di piede ben assestato. In musica invece &ldquo;Stomp&rdquo; &egrave; sinonimo di ritmo o di un beat, l&rsquo;equivalente &ldquo;fisico&rdquo; di una percussione che non ha bisogno di strumenti per venir fuori. Bastano solo il pestare su una superficie o lo schiocco delle dita. Intuizioni perfino primordiali che per&ograve; la grinta e l&rsquo;esaltazione di un gruppo di performer britannici, sotto la guida degli &ldquo;inventori&rdquo; Luke Cresswell e Steve McNicholas, hanno trasformato negli ingredienti principali dello spettacolo pi&ugrave; global e innovativo dell&rsquo;ultimo ventennio di Broadway. Per l&rsquo;appunto il celebratissimo &ldquo;Stomp&rdquo;. Dopo oltre vent&rsquo;anni passati ad infuocare i palchi di mezzo mondo coi loro ritmi furiosi, sospesi tra il tribale e il metropolitano, gli &ldquo;stompers&rdquo; sono finalmente approdati anche a Catania in due date (11 e 12 Marzo) che sono divenute gi&agrave; storia. Un&rsquo;ora e mezza di spettacolo forsennato, coinvolgente e privo di pause che ha reso non poco partecipi gli spettatori del Teatro Metropolitan, &ldquo;orfani&rdquo;, nemmeno &nbsp;due mesi fa, dell&rsquo; atteso &ldquo;Priscilla&rdquo; (annullato a pochi giorni dalla premi&egrave;re). Scenografie essenziali e &ldquo;sporche&rdquo;, trash urbano a mo&rsquo; di strumenti musicali (perch&eacute; dalla carta di giornale ai tubi, dagli accendini fino ai lavelli, qui non si butta via proprio niente!) e infine la fisicit&agrave; esplosiva di otto ballerini, anche acrobati e mimi (perch&eacute; lo <em>stomper<\/em> non &egrave; mai performer a senso unico), che inscenano uno spettacolo visivamente seducente e drammaturgicamente strutturato (le sequenze in fondo funzionano come scene di atti, ora impetuosi ora comici e non manca neppure un insolito &ldquo;Entr&rsquo;acte&ldquo; affidato qui alla suggestione del buio e a un pugno di accendini!). I piedi degli spettatori pestano liberamente il pavimento e le mani applaudono sotto le indicazioni divertite degli artisti, mentre va in scena l&rsquo;equivalente di un duetto comico fra loro e il pubblico. Nessuno riesce a tenere il passo, neppure i pi&ugrave; bravi a ritmare, perch&egrave; la bacchetta per dirigere la tengono unicamente quegli otto fantastici protagonisti. Tutto questo e molto altro, &egrave; &ldquo;Stomp&rdquo;, sorta di brand teatrale ormai entrato nell&rsquo;immaginario comune (il gruppo londinese si era esibito anche durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici 2012).&nbsp; Ma dello spettacolo, oltre che la coreografica e perfetta sintonia fra corpi e suoni, non va comunque sottovalutata l&rsquo;importante, e in qualche modo innegabile, valenza ideologica. Perch&eacute; il riutilizzo in chiave espressiva (in questo caso teatral-musicale) di tutto ci&ograve; che viene &ldquo;rifiutato&rdquo; dalla societ&agrave;, compresi quei reietti sub-urbani incarnati dagli artisti, non &egrave; (solo) l&rsquo;ideuzza che cos&igrave; parrebbe ad un primo e pi&ugrave; superficiale sguardo. Nello spettacolo infatti scorrono, quasi sotterranee, le tipiche contraddizioni della societ&agrave; globalizzata, quella stessa che accumula disinvoltamente immondizia e poi la relega in mucchi indistinti, senza per&ograve; essere capace di cogliere il reale valore degli elementi che la costituiscono o di tirare fuori le potenzialit&agrave; in essa celate. Se ci sforziamo dunque di leggere un po&rsquo; pi&ugrave; in profondit&agrave;, &ldquo;Stomp&rdquo; non risulta soltanto l&#039;affascinante arabesco di suoni della modernit&agrave; servito attraverso la riscossa degli oggetti inutilizzati, ma anche una sorta di riscatto &ldquo;sociale&rdquo; affidato a quella fascia di derelitti che non ha pi&ugrave; una voce per esprimersi ma, ormai, unicamente rumori, ovvero i soli e autentici &ldquo;depositari&rdquo; della loro personalit&agrave;. Magari non sortir&agrave; quell&rsquo;effetto di sensibilizzazione globale che si vorrebbe (il messaggio &ldquo;ecologico&rdquo; &egrave; imbrigliato in uno spettacolo troppo suadente per poter far pensare davvero); tuttavia &ldquo;rivendere&rdquo; il trash sui palcoscenici a quella stessa societ&agrave; che continua a produrlo indifferentemente non &egrave; gi&agrave;, in qualche modo, una piccola rivincita?\n<\/p>\n<p>\n\tAndrea Lupo\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div id=\"voism-817425818\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un fumetto sarebbe il rumore di qualcosa che cade per terra o di un colpo di piede ben assestato. 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