{"id":2810,"date":"2012-11-20T20:52:22","date_gmt":"2012-11-20T19:52:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=2810"},"modified":"2012-11-30T20:29:34","modified_gmt":"2012-11-30T19:29:34","slug":"linno-di-mameli-a-scuola-fratelli-di-quale-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2012\/11\/20\/linno-di-mameli-a-scuola-fratelli-di-quale-italia\/","title":{"rendered":"L\u2019Inno di Mameli a scuola: \u201cFratelli di quale Italia\u201d?"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-878213405\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/image169-e1353434245767.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2812\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/image169-e1353434212203-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>\u201c<strong>La Patria es un invento<\/strong>\u201d, \u201cLa Patria \u00e8 un\u2019invenzione\u201d fa dichiarare il regista argentino Adolf Aristarain\u00a0ad un protagonista del suo film \u201cMartin (Hache)\u201d. Al di l\u00e0 delle dissertazioni politico-ideologiche sulla rilevanza\u00a0dei concetti\u00a0di Patria e di Nazione, questa affermazione pu\u00f2 certamente essere applicata alla \u2018nostra\u2019 Italia che, dopo <strong>151 anni di \u201cUnit\u00e0\u201d<\/strong>, continua ed essere frammentata in regionalismi e spinte indipendentiste pi\u00f9 o meno fondate storicamente.\u00a0Una volta\u00a0fatta\u00a0l\u2019Italia\u00a0nel 1861, il politico torinese Massimo D\u2019Azeglio dichiar\u00f2 che bisognava\u00a0fare\u00a0gli italiani, quasi legittimando\u00a0l\u2019idea\u00a0che tanto l\u2019una quanto gli altri fossero una forzatura politica, una creatura artefatta, una\u00a0fictio\u00a0storica.\u00a0Quella che a scuola ci \u00e8 stata presentata come una guerra di liberazione guidata da ideali patriottici di unit\u00e0 nazionale, fu in realt\u00e0 qualcosa di molto simile ad una colonizzazione. L\u2019unificazione,\u00a0non a caso\u00a0da taluni storici definita\u00a0<strong>piemontesizzazione<\/strong>, nacque dalla guerra di conquista che il Regno dei\u00a0Savoia mosse al Regno delle Due Sicilie\u00a0per ragioni prettamente strategiche ed economiche.<\/p>\n<p>Quello che oggi \u00e8 divenuto il Mezzogiorno d\u2019Italia,\u00a0prima dell\u2019unificazione statale d\u2019Italia\u00a0era uno dei paesi pi\u00f9 industrializzati del mondo: il terzo, dopo Inghilterra e Francia.\u00a0Prima dell\u2019invasione del <strong>Regno delle Due Sicilie<\/strong>, il Regno di Sardegna era sull\u2019orlo del fallimento, al punto che un deputato cavouriano nel 1859 ebbe a scrivere \u201cO la guerra o la bancarotta\u201d. Scelsero la prima opzione. Il regno d\u2019Italia nacque con lo scopo di realizzare l\u2019accumulazione del capitale necessario a far partire l\u2019industria nelle regioni\u00a0toscopadane\u00a0che avevano diretto il processo di unificazione nazionale. L\u2019accumulazione originaria si realizz\u00f2 come estorsione delle giacenze bancarie dell\u2019ex Regno delle Due Sicilie: all\u2019atto dell\u2019unificazione delle monete circolanti negli ex stati, <strong>nel Regno delle Due Sicilie furono ritirati 443 milioni<\/strong>, pari al 65,7% di tutta la moneta circolante nel nuovo regno d\u2019Italia.\u00a0In tal modo, come ha scritto <strong>Nicola\u00a0Zitara<\/strong>, importante studioso meridionalista, \u201cfu distrutta\u00a0l\u2019opera gi\u00e0 compiuta nelle Due Sicilie e da questo selvaggio procedere\u00a0si ricava\u00a0il concetto di innaturalit\u00e0 della nazione italiana\u201d: la distruzione del tessuto sociale ed economico del Meridione ha generato, dunque, un altissimo tasso di emigrazione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/image170-e1353434474486.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2813\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/image170-e1353434458309-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Di tutto questo,\u00a0per\u00f2,\u00a0la storiografia ufficiale non parla:\u00a0i libri\u00a0di\u00a0scuola, opera\u00a0di\u00a0penna dei\u201cvincitori\u201d,\u00a0da 151 anni ci raccontano, invece,\u00a0la\u00a0bella favola\u00a0di un\u00a0valoroso condottiero accompagnato da 1000 temerari che,\u00a0sbarcato\u00a0a Marsala,\u00a0liber\u00f2\u00a0tutto il sud Italia dal giogo borbonico. Adesso, a seguito della legge approvata\u00a0lo scorso\u00a08 novembre\u00a0dall\u2019aula del Senato, anche l\u2019<strong>Inno di Mameli<\/strong> sar\u00e0 insegnato a scuola, e\u00a0sar\u00e0 celebrata\u00a0la \u00abGiornata dell&#8217;Unit\u00e0 nazionale, della Costituzione, dell&#8217;inno e della bandiera\u00bb nel giorno del 17 marzo in ricordo della data\u00a0in cui, nel 1861, fu proclamata, a Torino, l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia.\u00a0Le lezioni scatteranno gi\u00e0 quest&#8217;anno, e saranno organizzati\u00a0\u201cpercorsi didattici, iniziative e incontri celebrativi finalizzati ad informare e a suscitare la riflessione sugli eventi e sul significato del Risorgimento\u00a0nonch\u00e9\u00a0sulle vicende che hanno condotto all&#8217;Unit\u00e0 nazionale\u201d.\u00a0Prosegue, dunque, l\u2019opera di\u00a0indottrinamento, di\u00a0occultamento e mistificazione della verit\u00e0 storica.\u00a0Nel 1863, in una seduta segreta della Camera, fu dichiarato: &lt;&lt;<strong>Dobbiamo far dimenticare ai\u00a0meridionali di essere se stessi!<\/strong> Noi li abbiamo salvati, loro non avevano nulla, sono sempre\u00a0stati poveri ed arretrati&gt;&gt;.\u00a0Si rimuove la memoria condivisa di un popolo, quello \u2018meridionale\u2019, allo scopo di annullarne l\u2019identit\u00e0, renderlo innocuo, assoggettarlo e uniformarlo alle imposizioni socio-economico-culturali della\u00a0classe\u00a0dirigente\u00a0toscopadana.<\/p>\n<p>\u201cPer liquidare i popoli si comincia col privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un\u2019altra cultura, inventa per loro un\u2019altra storia. Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che \u00e8 stato. E, intorno, il mondo lo dimentica ancora pi\u00f9 in fretta\u201d\u00a0(<strong>Milan Kundera<\/strong>).\u00a0Liquidare il Sud economicamente e asservirlo culturalmente al Nord era un chiaro progetto di Cavour.\u00a0Un\u2019opera che \u00e8 stata portata avanti dai vari\u00a0governanti\u00a0che si sono susseguiti alla guida del Belpaese:\u00a0un disonesto mosaico storiografico nel quale adesso anche il governo Monti ha posto la sua tessera.<\/p>\n<p>La nazione\u00a0italiana\u00a0\u00e8 un imbroglio retorico.\u00a0\u201cOgni nazione\u00a0&#8211; scrive Nicola\u00a0Zitara\u00a0&#8211;\u00a0comprende le regioni che hanno vinto e le regioni che hanno perduto. Ogni nazione comprende regioni che continuano a vincere e regioni che continuano a perdere la guerra della spartizione della torta.\u00a0Ma solo in Italia si \u00e8 arrivati all\u2019<strong>oltraggio intellettuale<\/strong> di ribaltare la verit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Stefano Fiamingo\u00a0<\/em><\/p>\n<div id=\"voism-136419674\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa Patria es un invento\u201d, \u201cLa Patria \u00e8 un\u2019invenzione\u201d fa dichiarare il regista argentino Adolf Aristarain\u00a0ad un protagonista del suo film \u201cMartin (Hache)\u201d. 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