{"id":27637,"date":"2014-01-21T15:49:34","date_gmt":"2014-01-21T14:49:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=27637"},"modified":"2014-01-21T15:49:35","modified_gmt":"2014-01-21T14:49:35","slug":"cuperlo-si-dimette-da-presidente-del-pd-voglio-essere-libero-di-dire-quello-che-penso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/01\/21\/cuperlo-si-dimette-da-presidente-del-pd-voglio-essere-libero-di-dire-quello-che-penso\/","title":{"rendered":"Cuperlo si dimette da Presidente del PD. &#8220;Voglio essere libero di dire quello che penso&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-3410016050\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2014\/01\/21\/cuperlo-si-dimette-da-presidente-del-pd-voglio-essere-libero-di-dire-quello-che-penso\/image-2775\/\" rel=\"attachment wp-att-27640\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-27640\" alt=\"image\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/image69.jpg\" width=\"276\" height=\"183\" \/><\/a>Gianni Cuperlo durante la riunione della minoranza, in corso alla Camera, si \u00e8 dimesso da presidente del Pd. Lo ha annunciato lui stesso leggendo la lettera che invier\u00e0 al segretario Matteo Renzi per motivare la sua decisione. Ci\u00f2 che lo ha spinto a prendere questa decisione sono stati, in particolare,i dissidi con Renzi sulla proposta di riforma elettorale. &#8220;Mi dimetto perch\u00e9 voglio avere la libert\u00e0 di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ci\u00f2 appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Di seguito il testo integrale della lettera pubblicata su Facebook da Cuperlo:<\/p>\n<p>Caro Segretario,<br \/>\ndal primo minuto successivo alle primarie ho detto due cose: che quel risultato, cos\u00ec netto nelle sue dimensioni e nel messaggio, andava colto e rispettato, e che da parte mia vi sarebbe stato un atteggiamento leale e collaborativo senza venir meno alla chiarezza di posizioni e principi che, assieme a tante e tanti, abbiamo messo a base della nostra proposta congressuale. Ho accettato la presidenza dell\u2019Assemblea nazionale con questo spirito e ho cercato di comportarmi in modo conseguente. Prendendo parola e posizione quando mi \u00e8 sembrato necessario, ma sempre nel rispetto degli altri a cominciare da chi si \u00e8 assunto l\u2019onere e la responsabilit\u00e0 di guidare questa nuova fase. Nella direzione di ieri sono intervenuto sul merito delle riforme e sul metodo che abbiamo seguito. Ho espresso apprezzamento per l\u2019accelerazione che hai impresso al confronto e condiviso il traguardo di una riforma decisiva per la tenuta del nostro assetto democratico e istituzionale. Non c\u2019era alcun pregiudizio verso il lavoro che hai svolto nei giorni e nelle settimane passate. Lavoro utile e prezioso, non per una parte ma per il Paese tutto. Ho anche manifestato alcuni dubbi \u2013 insisto, di merito \u2013 sulla proposta di nuova legge elettorale. In particolare gli effetti di una soglia troppo bassa \u2013 il 35 per cento \u2013 per lo scatto di un premio di maggioranza. Di una soglia troppo alta \u2013 l\u20198 per cento \u2013 per le forze non coalizzate e di un limite serio nel non consentire ancora una volta ai cittadini la scelta diretta del loro rappresentante. Dubbi che, per altro, ritrovo autorevolmente illustrati stamane sulle pagine dei principali quotidiani da personalit\u00e0 e studiosi ben pi\u00f9 autorevoli di me. Infine ho espresso una valutazione politica sul metodo seguito nella costruzione della proposta e ho chiuso con un richiamo a non considerare la discussione tra noi come una parentesi irrilevante ai fini di un miglioramento delle soluzioni. Nella tua replica ho ascoltato la conferma che le riforme in discussione rappresentano un pacchetto chiuso e dunque \u2013 traduco io \u2013 non emendabile o migliorabile pena l\u2019arresto del processo, almeno nelle modalit\u00e0 che ha assunto. Sino ad un riferimento diretto a me e al fatto che avrei sollevato strumentalmente il tema delle preferenze con tutta la scarsa credibilit\u00e0 di uno che quell&#8217;argomento si \u00e8 ben guardato dal porre all&#8217;atto del suo (cio\u00e8 mio) ingresso alla Camera in un listino bloccato.<\/p>\n<p>E\u2019 vero. Per il poco che possano valere dei cenni personali, sono entrato per la prima volta in Parlamento nel giugno del 2006 subentrando al collega Budin che si era dimesso. Vi sono rientrato da \u201cnominato\u201d nel 2008 e nuovamente nel listino da te rammentato a febbraio di un anno fa. La mia intera esperienza parlamentare \u00e8 coincisa con la peggiore legge elettorale mai concepita nella storia repubblicana. Sarebbe per altro noioso per te che io ti raccontassi quali siano stati la mia esperienza e il mio impegno politico prima di questa parentesi istituzionale. Per\u00f2 la conosco io, e tanto pu\u00f2 bastare. Quanto al consenso non so dire se in una competizione con preferenze ne avrei raccolte molte o poche. So che alcuni mesi fa, usando qualche violenza al mio carattere, mi sono candidato alla guida del nostro partito. Ho perso quella sfida raccogliendo per\u00f2 attorno a quella nostra proposta un volume di consensi che io considero non banali. Comunque non \u00e8 questo il punto. Il punto \u00e8 che ancora ieri, e non per la prima volta, tu hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale. Il punto \u00e8 che ritengo non possano funzionare un organismo dirigente e una comunit\u00e0 politica \u2013 e un partito \u00e8 in primo luogo una comunit\u00e0 politica \u2013 dove le riunioni si convocano, si svolgono, ma dove lo spazio e l\u2019espressione delle differenze finiscono in una irritazione della maggioranza e, con qualche frequenza, in una conseguente delegittimazione dell\u2019interlocutore. Non credo sia un metodo giusto, saggio, adeguato alle ambizioni di un partito come il Pd e alle speranze che questa nuova stagione, e il tuo personale successo, hanno attivato. Tra i moltissimi difetti che mi riconosco non credo di avere mai sofferto dell\u2019ansia di una collocazione. Ieri sera, a fine dei nostri lavori, esponenti della tua maggioranza hanno chiesto le mie dimissioni da presidente per il \u201clivore\u201d che avrei manifestato nel corso del mio intervento. Leggo da un dizionario on line che la definizione del termine corrisponde pi\u00f9 o meno a \u201csentimento di invidia e rancore\u201d. Ecco, caro Segretario, non \u00e8 cos\u00ec. Non nutro alcun sentimento di invidia e tanto meno di rancore. Non ne avrei ragione dal momento che la politica, quando vissuta con passione, ti insegna a misurarti con la forza dei processi. E io questo realismo lo considero un segno della maturit\u00e0. Non mi dimetto, quindi, per \u201clivore\u201d. E neppure per l\u2019assenza di un cenno di solidariet\u00e0 di fronte alla richiesta di dimissioni avanzata con motivazioni alquanto discutibili. Non mi dimetto neppure per una battuta scivolata via o il gusto gratuito di un\u2019offesa. Anche se alle spalle abbiamo anni durante i quali il linguaggio della politica si \u00e8 spinto fin dove mai avrebbe dovuto spingersi, e tutto era sempre e solo rubricato come \u201cuna battuta\u201d. Mi dimetto perch\u00e9 sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non pu\u00f2 piegare verso l\u2019omologazione, di linguaggio e pensiero. Mi dimetto perch\u00e9 voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere. Mi dimetto perch\u00e9 voglio avere la libert\u00e0 di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ci\u00f2 appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacit\u00e0. Auguro buon lavoro a te e a tutti noi.<br \/>\nGianni<\/p>\n<div id=\"voism-1683929322\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianni Cuperlo durante la riunione della minoranza, in corso alla Camera, si \u00e8 dimesso da presidente del Pd. Lo ha annunciato lui stesso leggendo la lettera che invier\u00e0 al segretario Matteo Renzi per motivare la sua decisione. 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