{"id":258,"date":"2012-12-01T00:00:49","date_gmt":"2012-11-30T23:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=258"},"modified":"2012-12-01T09:43:23","modified_gmt":"2012-12-01T08:43:23","slug":"258","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2012\/12\/01\/258\/","title":{"rendered":"Poggioreale e Gibellina, un viaggio nelle citt\u00e0 fantasma"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-562161900\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p align=\"JUSTIFY\">Un paese rimasto in piedi tra le macerie, un luogo totalmente disabitato. <strong>Poggioreale<\/strong>, in provincia di Trapani, \u00e8 una citt\u00e0 in bianco e nero, immobile e pietrificata sin dal 1968, ovvero dal tremendo <strong>terremoto del Belice<\/strong> che rase al suolo anche le vicine cittadelle di Salaparuta, Montevago (Ag) e Gibellina.<\/p>\n<div id=\"attachment_288\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/strade-poggioreale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-288\" class=\"size-medium wp-image-288\" title=\"strade poggioreale\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/strade-poggioreale-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/strade-poggioreale-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/strade-poggioreale-106x80.jpg 106w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/strade-poggioreale-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/strade-poggioreale.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-288\" class=\"wp-caption-text\">Le strade di Poggioreale<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\">La storia del Belice \u00e8 nota; dalle difficolt\u00e0 logistiche e organizzative dell&#8217;Italia post-bellica e le loro atroci conseguenze sulla vita dei terremotati, alla lenta e faticosa ricostruzione durata decenni; un&#8217;impresa che, sebbene sul piano architettonico e urbanistico abbia dato i suoi frutti (anche questi pi\u00f9 che discutibili), da un punto di vista socio-economico non si \u00e8 mai effettivamente concretizzata.<\/p>\n<p><!--more Leggi Articolo--><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un sabato d&#8217;agosto abbiamo attraversato il tratto della valle del Belice che va da <strong>Gibellina<\/strong> <strong>Nuova<\/strong> a Poggioreale in un costante flusso di sentimenti contrastanti; smarrimento, desolazione, cordoglio, ma anche meraviglia per gli splendidi paesaggi e i piccoli boschetti, unita a un tragico e poetico sentimento estetico. Visitiamo Gibellina Nuova, punto di riferimento essenziale in Sicilia per l&#8217;arte contemporanea, ma allo stesso tempo desolata immagine di progetti politici e sociali avviati con entusiasmo, ma incompleti, in quanto a manutenzione, restauri e soprattutto dal punto di vista della partecipazione cittadina. Ci dirigiamo poi verso i ruderi di Gibellina, percorrendo una superstrada totalmente deserta, un asse superveloce, noto per le corse clandestine; l&#8217;ennesimo spreco di finanziamenti pubblici. Gibellina Vecchia, cos\u00ec come \u00e8 chiamata dagli abitanti della zona, \u00e8 oggi ricoperta dal bianco e silenzioso <strong>Cretto di Burri<\/strong>. Qualche altro kilometro di salita ed ecco spuntare dietro un cancello aperto ci\u00f2 che rimane di Poggioreale, il paesino fantasma che ha ispirato film e videoclip negli ultimi anni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La vita si \u00e8 qui fermata nel 1968, il luogo \u00e8 rimasto lo stesso; qualche animale selvatico di tanto in tanto fuoriesce dalle finestre o passeggia per le scale, qualche muro si spezza e cade nel silenzio assoluto; qualche turista di passaggio, incuriosito, fa delle foto. Ruderi moderni di una piccola e povera citt\u00e0 dell&#8217;entroterra siculo; la Chiesa Madre, la scuola, la posta, il teatro, la macelleria, la piazza centrale alla fine del Corso; tutto distrutto, ma tutto dov&#8217;era.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Marco Mezzatesta<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/gallery\/poggioreale-e-gibellina-un-viaggio-nelle-citta-fantasma\/\">Vai alla Photo Gallery<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"voism-2719371705\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un paese rimasto in piedi tra le macerie, un luogo totalmente disabitato. Poggioreale, in provincia di Trapani, \u00e8 una citt\u00e0 in bianco e nero, immobile e pietrificata sin dal 1968, ovvero dal tremendo terremoto del Belice che rase al suolo anche le vicine cittadelle di Salaparuta, Montevago (Ag) e Gibellina. 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