{"id":1927,"date":"2012-11-05T09:49:42","date_gmt":"2012-11-05T08:49:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=1927"},"modified":"2013-01-07T17:09:42","modified_gmt":"2013-01-07T16:09:42","slug":"serie-a-catania-formato-barca-palermo-che-incubo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2012\/11\/05\/serie-a-catania-formato-barca-palermo-che-incubo\/","title":{"rendered":"Serie A: Catania formato Bar\u00e7a, Palermo che incubo"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-439989614\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p align=\"JUSTIFY\">Di domeniche cos\u00ec ormai nella storia recente del Catania se ne vedono per fortuna tantissime e sfortunatamente se ne vedono tantissime anche per i tifosi del Palermo, che di gioie ormai non ne provano pi\u00f9 da molto tempo. L&#8217;undicesima di campionato per le due siciliane \u00e8 un contrasto di sapori goduriosi per gli uni indigesti per gli altri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Catania formato Bar\u00e7a, dalla Panolada alla pokerada<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/catanialazio4-0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1928 alignleft\" title=\"catanialazio4-0\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/catanialazio4-0-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">Al Massimino si respira un&#8217;aria di rivalsa gi\u00e0 dai secondi antecedenti l&#8217;inizio della gara, quando i tifosi rossazzurri inscenavano signorilmente la classica Panolada spagnola per protestare contro il &#8220;sistema&#8221; calcio italiano si cui il Calcio Catania non fa parte, essendo partecipe solo del calcio italiano, il campionato puro. Ed il sistema stavolta \u00e8 stato scardinato semplicemente con una prestazione figlia forse di una consapevolezza fortissima: il Catania ad oggi dovrebbe stare pi\u00f9 su in classifica e qualcun&#8217;altro pi\u00f9 gi\u00f9, pi\u00f9 vicino. Ma il calcio \u00e8 bello perch\u00e9 quando sei pi\u00f9 forte di tutto, anche del sistema, la partita diventa una spettacolo, un tripudio minuto dopo minuto. Cos\u00ec succede che il Catania va in vantaggio con una giocata di <strong>Gomez<\/strong> che, lanciato in profondit\u00e0 dalle retrovie, guadagna metri e come un Caccia mira il target e lancia il missile che centra il bersaglio con precisione millimetrica. Sinistro chirurgico del Papu ed 1-0. <strong>Bizzarri<\/strong> avrebbe dovuto fare di pi\u00f9, ma il vecchio cuore rossazzurro (il portiere pi\u00f9 forte visto ai piedi dell&#8217;Etna nell&#8217;ultimo decennio almeno) ha valutato male e non \u00e8 riuscito ad arrivare sul missile del Papu. Pi\u00f9 passano i minuti e pi\u00f9 la Lazio comprende che non sar\u00e0 certo una giornata da ricordare e la cosa diventa lampante quando un indemoniato Izco, autore di una prova maiuscola, scherza Dias costringendolo al fallo di gomito in area: \u00e8 rigore! Sul dischetto va <em>piede vellutato<\/em><strong> Lodi<\/strong> che non sbaglia e spiazza l&#8217;archero laziale. <span style=\"font-family: Calibri,sans-serif;\">\u00c8<\/span>appena il venticinquesimo ma il taccuino di <em>occhi di ghiaccio <\/em><strong>Petkovic<\/strong> \u00e8 gi\u00e0 pieno zeppo di appunti, che diventano tonnellate quando <em>soldatino <\/em>Marchese, giocatore in crescita continua da almeno due anni e ormai arrivato a livelli straordinari, pennella un cross in area che <em>Speedy Gonzales<\/em> Gomez raggiunge correggendo in rete. Anche al rallentatore Gomez risulta andare velocissimo e non c&#8217;\u00e8 modo di fermarlo, neanche rallentando il replay dell&#8217;azione; \u00e8 proprio un fulmine. Finisce il primo tempo e nel tripudio del Massimino l&#8217;unica nota stonata \u00e8 l&#8217;infortunio a Bergessio, pare di natura muscolare. Ci si aspetta la reazione della Lazio, che toglie un terzino puro (Cavanda) per farne entrare uno spurio (Brocchi) e avere pi\u00f9 gamba ed inserisce un&#8217;altra punta, Floccari, ma la sonata \u00e8 sempre la stessa, tanto che, se finisce con il poker di <strong>Barrientos<\/strong> \u00e8 solo perch\u00e9 n\u00e8 Castro n\u00e8 Lodi hanno avuto la lucidit\u00e0 giusta per mostrare l&#8217;umiliante manita all&#8217;aquila biancoceleste.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Palermo e l&#8217;incubo al Colosseo<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/romapalermo4-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1929 alignleft\" title=\"romapalermo4-1\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/romapalermo4-1-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ai tempi degli antichi romani venivano condotti al Colosseo gli schiavi che, potendosi difendere con armi di fortuna, dovevano lottare contro belve affamate per salvare la propria pelle ed in moltissimi casi il risultato era un massacro. La metafora calcistica \u00e8 quanto mai attendibile se la si contestualizza all&#8217;incontro tra Roma e Palermo all&#8217;Olimpico che, come fossimo al Colosseo duemila anni fa, ha visto una fiera fare a pezzi la spennacchiata aquila rosanero. La lupa giallorossa infatti, famelica di punti e vittorie, ha dilaniato l&#8217;animale siculo ferendolo per ben quattro volte a morte. La gara non ha storia e l&#8217;emblema della partita \u00e8 tutto nel secondo goal della Roma: Munoz \u00e8 in vantaggio su Osvaldo ma nella foga non si accorge del sopravvenire di Ujkani e i due si travolgono a vicenda con la sfera che dalle mani del portiere arriva in terra servita facile per un ingordo <strong>Osvaldo<\/strong> al sesto sigillo stagionale e via di mitraglia sotto la Curva Sud. Questo goal era stato preceduto all&#8217;undicesimo dal goal del Capitano giallorosso <strong>Francesco Totti<\/strong>, che di testa correggeva la parata miracolosa di Ujkani (il migliore dei suoi). La Roma ne ha, il Palermo no e anche il cambio di modulo a quattro in difesa in corso d&#8217;opera non basta a Gasperini per svegliare i suoi dall&#8217;incubo romano. La squadra giallorossa con Bradley e Florenzi a correre come matti sembra un motorino inesauribile e dalla corsa dell&#8217;ottimo Tachtsidis nasce l&#8217;assist per il terzo goal, quello di <strong>Lamela<\/strong> alla sesta segnatura di fila, la settima in totale in campionato. <strong>Destro<\/strong> completa il quadro con il pi\u00f9 classico dei goal da vera punta, con <strong>Ilicic<\/strong> a non riuscire neanche a salvare l&#8217;onore in una gara mai giocata dai rosanero che affondano in penultima posizione con soli otto punti, ma con una classifica ancora molto molto breve.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Verdetto all&#8217;undicesima giornata: Catania pronto per sognare il Palermo vive l&#8217;incubo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Roberto Mattina<\/em><\/p>\n<div id=\"voism-1321349351\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di domeniche cos\u00ec ormai nella storia recente del Catania se ne vedono per fortuna tantissime e sfortunatamente se ne vedono tantissime anche per i tifosi del Palermo, che di gioie ormai non ne provano pi\u00f9 da molto tempo. 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