{"id":19009,"date":"2013-10-10T22:22:46","date_gmt":"2013-10-10T20:22:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=19009"},"modified":"2013-10-10T22:57:14","modified_gmt":"2013-10-10T20:57:14","slug":"insoddisfatto-ma-non-molto-precario-identikit-delloperatore-di-call-center-siciliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2013\/10\/10\/insoddisfatto-ma-non-molto-precario-identikit-delloperatore-di-call-center-siciliano\/","title":{"rendered":"Insoddisfatto, ma non molto precario: identikit dell\u2019operatore di call center siciliano"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-166089404\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><a href=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2013\/10\/10\/insoddisfatto-ma-non-molto-precario-identikit-delloperatore-di-call-center-siciliano\/image-2059\/\" rel=\"attachment wp-att-19011\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/image52-300x168.jpg\" alt=\"Call center\" width=\"300\" height=\"168\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19011\" \/><\/a>PALERMO \u2013 Diplomato, over 30 e senza figli, con guadagno netto mensile che non supera i mille euro e, ovviamente, insoddisfatto. Ma non particolarmente precario. \u00c8 questo l\u2019identikit dell\u2019operatore di call center in Sicilia che emerge da una ricerca condotta da Maurizio Avola e Rita Palidda e pubblicata nell\u2019ultimo numero di  Strumenti Res, la rivista della Fondazione Res che si occupa di tematiche socio-economiche. Lo studio \u201cLavorare in un call center in una citt\u00e0 del Sud\u201d ha preso in esame i call center di Catania, abbastanza tipici della situazione regionale, confrontandoli con la realt\u00e0 di Milano.<\/p>\n<p>A lavorare in queste strutture sono per lo pi\u00f9 donne (67,7%), \u00abma la presenza maschile \u2013 rilevano Avola e Palidda &#8211; \u00e8 pi\u00f9 cospicua rispetto al Centro-Nord, presumibilmente in ragione della maggiore carenza di sbocchi occupazionali alternativi\u00bb. In queste strutture si ha una presenza maggioritaria di giovani adulti (il 51% ha dai 30 ai 39 anni), mentre \u00e8 esigua la quota di operatori pi\u00f9 giovani e soprattutto anziani, che sono pi\u00f9 numerosi a Milano. Il titolo di studio prevalente \u00e8 il diploma (59%), poco meno di un quarto \u00e8 studente universitario e il 17% ha una laurea. Inoltre, nonostante il 61% degli operatori abbia dai 30 anni in su (e un terzo ha pi\u00f9 di 35 anni), solo il 39% ha gi\u00e0 formato una famiglia e solo il 20% ha figli.<\/p>\n<p>La ricerca di Avola e Palidda evidenzia che \u00abmolto spesso il call center non \u00e8 un canale di primo inserimento lavorativo e non \u00e8 un lavoro in transito. Solo per una minoranza di operatori (circa un terzo) il lavoro attuale \u00e8 il primo\u00bb. Anche se lo scelgono come lavoro transitorio, gli operatori catanesi tendono a restare nel call center a lungo: solo poco pi\u00f9 di un terzo (e sono soprattutto i pi\u00f9 giovani) ha una anzianit\u00e0 di lavoro che non supera i due anni, mentre poco meno del 30% ha superato i 10 anni e circa il 20% i 5 anni.<\/p>\n<p>\u00abSul piano contrattuale \u2013 scrivono i due studiosi &#8211; non sembra del tutto vero che il call center sia il regno della precariet\u00e0. L\u2019instabilit\u00e0 contrattuale \u00e8 una condizione quasi esclusiva all\u2019ingresso, ma nel corso del tempo una parte consistente degli operatori, inizialmente assunti con forme contrattuali atipiche, approda alla stabilit\u00e0 (37%). Si tratta sempre di un dato pi\u00f9 alto rispetto alla media delle attivit\u00e0 lavorative e, peraltro, non riguarda i call center con meno di 50 dipendenti, dove l\u2019instabilit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 diffusa. Il raggiungimento di un inquadramento a tempo indeterminato \u00e8, comunque, una conquista che si consegue in tempi piuttosto lunghi: a Catania la quota di lavoratori stabili cresce in modo consistente solo dopo cinque anni passati all\u2019interno dello stesso call center\u00bb.<\/p>\n<p>Orari ridotti e basse retribuzioni sono l\u2019ulteriore peculiarit\u00e0 del lavoro. A Catania il 42% degli operatori lavora fino a un massimo di 29 ore, il 37% da 30 a 39 ore, gli altri 40 ore e pi\u00f9.  \u00abL\u2019orario di lavoro ridotto \u2013 spiegano Avola e Palidda &#8211; non risponde solo alle esigenze di flessibilit\u00e0 delle imprese, ma pu\u00f2 andare incontro anche a quelle dei lavoratori, per diverse ragioni connesse sia allo stress causato da un lavoro ripetitivo e faticoso, sia alle esigenze di conciliazione con impegni di famiglia e di studio\u00bb. La diffusione di orari di lavoro ridotti si riflette naturalmente sulle retribuzioni che per il 57% degli operatori catanesi non superano gli 800 euro medi mensili e per 4 su 5 restano al di sotto della soglia dei 1.000 euro.<\/p>\n<p>Se il call center offre opportunit\u00e0 di lavoro, sembra offrire ben poche soddisfazioni: il 75% degli operatori catanesi si dicono poco o per nulla soddisfatti. L\u2019insoddisfazione \u00e8 pi\u00f9 alta di quella riscontrabile tra gli operatori milanesi.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019indicazione prevalente che sembra emergere dalla ricerca \u2013 commentano Avola e Palidda &#8211; \u00e8 la necessit\u00e0 di puntare al miglioramento delle condizioni di lavoro e di impiego e di promuovere transizioni pi\u00f9 sostenibili, accrescendo all\u2019interno il ruolo della formazione e all\u2019esterno le chance di mercato, per ridurre gli elevati rischi di instabilit\u00e0, intrappolamento, insoddisfazione e spreco di risorse di capitale umano\u00bb.<\/p>\n<div id=\"voism-96825978\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO \u2013 Diplomato, over 30 e senza figli, con guadagno netto mensile che non supera i mille euro e, ovviamente, insoddisfatto. 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