{"id":1869,"date":"2012-11-02T22:27:05","date_gmt":"2012-11-02T21:27:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=1869"},"modified":"2014-11-22T13:37:44","modified_gmt":"2014-11-22T12:37:44","slug":"li-romani-in-russia-il-primo-monologo-teatrale-di-simone-cristicchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2012\/11\/02\/li-romani-in-russia-il-primo-monologo-teatrale-di-simone-cristicchi\/","title":{"rendered":"Simone Cristicchi, ospite del Teatro Stabile,  nel monologo Li Romani in Russia"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-1178420713\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p><span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1871\" title=\"Cristicchi\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/image10-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/>CATANIA \u2013 Il Teatro Stabile di Catania opita lo spettacolo \u201cLi Romani in Russia\u201d,\u00a0primo monologo teatrale interpretato da Simone Cristicchi, per la regia di Alessandro Benvenuti. Lo spettacolo, che ha superato le 180 repliche, ha debuttato con grande successo a Mosca il 31 ottobre 2010, nell\u2019ambito di \u201cSolo\u201d, la rassegna internazionale del monologo che si tiene ogni anno al Teatro Na Strastnom.\u00a0 L&#8217;appuntamento catanese \u00e8 una data unica,\u00a0il 14 novembre, alle ore 21, al Teatro Musco.<\/span><\/p>\n<p>Tratto dall\u2019omonimo poema in versi di Elia Marcelli, il monologo \u201cLi Romani in Russia\u201d racconta l\u2019orrore della guerra attraverso la voce di chi l&#8217;ha vissuta in prima persona, come in un ideale incontro tra il mondo delle borgate di Pasolini e le opere di Rigoni Stern e Bedeschi.\u00a0Un teatro civile che si presenta nuovo soprattutto per la forma del testo, mediante l\u2019utilizzo di due elementi: la metrica dell&#8217;ottava classica, quella dei grandi poemi epici, e il dialetto romanesco, la lingua del Belli che rende la narrazione ancora pi\u00f9 schietta e veritiera. Il risultato \u00e8 un affresco epico che non omette particolari crudi e rimossi dalla storia ufficiale (il luogo comune degli \u201citaliani brava gente\u201d), e che diviene quanto mai attuale in un\u2019 epoca di &#8220;bombe intelligenti&#8221; e &#8220;guerre umanitarie&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1873\" title=\"Cristicchi\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/image11-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" \/>Simone Cristicchi, attore naturale e credibile, interpreta una nutrita galleria di grotteschi personaggi, raccontando con passione e coinvolgimento questa tragica epopea, in un monologo \u201ccorale\u201d in cui trovano spazio anche momenti ironici e divertenti. Il disegno luci elegante ed evocativo, e la regia impeccabile di Alessandro Benvenuti, rendono questo spettacolo unico nel suo genere: emozionante, divertente, drammatico. L\u2019adattamento teatrale \u00e8 firmato da Marcello Teodonio, musiche e sonorizzazioni sono di Gabriele Ortenzi\/Areamag, le luci di Danilo Facco, i costumi di Sara Quattrini<\/p>\n<p>Lo spettacolo narra le disavventure di Giggi, Mimmo, Peppe, Nino, Nicola, Remo, un gruppo di giovanissimi soldati della Divisione Torino, spediti a morire da Mussolini nella famigerata campagna di Russia\u00a0\u00a0(1941-1943), l\u2019episodio pi\u00f9 drammatico vissuto dall\u2019esercito italiano nella seconda guerra mondiale. Dopo la partenza dalla caserma della Cecchignola, tra le false promesse sull\u2019esito positivo delle operazioni, i treni del regime portano via una generazione sorridente, giovane, sicura di tornare, perch\u00e9 la propaganda fascista inganna sulla realt\u00e0 della spedizione. E la \u201cpasseggiata\u201d si trasforma presto in tragedia armi, abbigliamento e viveri insufficienti, inadeguati, ridicoli. Un esercito di straccioni e sbandati a cui rimangono solo fame, freddo, paura e il sapore di una disfatta: partono 220.000 ragazzi; sulla strada del ritorno dalla Russia ne resteranno circa 90.000.<\/p>\n<p><span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1874\" title=\"Cristicchi\" src=\"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/image12-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" \/>Elia Marcelli \u00e8 tra i pochi reduci che riportano a casa il dolore, la rabbia, e il dovere di testimoniare la sua scomoda verit\u00e0, raccontando passo passo la spedizione: la retorica religiosa della guerra giusta, l\u2019addio a Roma, il lungo viaggio a piedi, i combattimenti, l\u2019arrivo del Generale Inverno, il nemico; la solidariet\u00e0 del popolo russo e l\u2019egoismo assoluto dei soldati che rende l\u2019uomo simile alla bestia; il rispetto del proprio dovere, la ritirata, la disfatta; la morte.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Tra un capitolo e l\u2019altro, ecco irrompere la voce stentorea e fiera dei proclami trionfalistici, tipica dei bollettini della radio di regime e simbolo di una disinformazione sulla quale anche all\u2019epoca si fondava il consenso delle masse. L\u2019 appassionante avventura di questi ragazzi poco pi\u00f9 che ventenni \u00e8 raccontata con uno stile cinematografico, rispettando in maniera assoluta la verit\u00e0 della storia, alternando i registri stilistici, dal grottesco al lirico, dal narrativo al tragico, mantenendo costantemente la narrazione sul livello d&#8217;una immediata leggibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<div id=\"voism-1519058701\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANIA \u2013 Il Teatro Stabile di Catania opita lo spettacolo \u201cLi Romani in Russia\u201d,\u00a0primo monologo teatrale interpretato da Simone Cristicchi, per la regia di Alessandro Benvenuti. 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