{"id":18232,"date":"2013-05-28T15:12:02","date_gmt":"2013-05-28T13:12:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=18232"},"modified":"2013-05-28T15:12:02","modified_gmt":"2013-05-28T13:12:02","slug":"10-regole-per-scrivere-un-noir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2013\/05\/28\/10-regole-per-scrivere-un-noir\/","title":{"rendered":"10 regole per scrivere un Noir"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-616813011\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>Nel libro <em>Noir. Istruzioni per l&#8217;uso<\/em>, edito da Garzanti (2013), Luca Crovi ispirandosi ad un articolo del Guardian, pubblica le seguenti 10 regole per scrivere un buon noir:<\/p>\n<p>1) Mai iniziare un libro parlando del tempo. Se \u00e8 solo per creare atmosfera, e non una reazione del personaggio alle condizioni climatiche, non si va lontano. Il lettore \u00e8 pronto a saltare le pagine per cercare le persone. Ci sono alcune eccezioni. Se capita di essere Barry Lopez, che conosce pi\u00f9 modi di un eschimese per descrivere il ghiaccio e la neve nel suo Sogni artici, allora si possono fare tutti i bollettini meteo che si desiderano.<\/p>\n<p>2) Evitare i prologhi: possono irritare, soprattutto quelli che seguono un\u2019introduzione che viene dopo una prefazione. Queste sono cose che di solito si trovano nella saggistica. In un romanzo, un prologo \u00e8 un antefatto, e si pu\u00f2 mettere ovunque. C\u2019\u00e8 un prologo in <em>Quel fantastico gioved\u00ec<\/em> di Steinbeck, ma va bene perch\u00e9 l\u00ec c\u2019\u00e8 un personaggio che centra esattamente ci\u00f2 di cui si parla in queste regole. Dice: \u00abMi piacciono i dialoghi in un libro, e non mi piace che qualcuno mi dica com\u2019\u00e8 il tizio che parla. Voglio immaginarmelo dal modo in cui parla\u00bb.<\/p>\n<p>3) Nei dialoghi non bisogna usare altri verbi tranne \u00abdisse\u00bb. La battuta appartiene al personaggio; il verbo \u00e8 lo scrittore che ficca il naso. Almeno, \u00abdisse\u00bb non \u00e8 invadente quanto \u00abborbott\u00f2\u00bb, \u00abansim\u00f2\u00bb, \u00abammon\u00ec\u00bb, \u00abment\u00ec\u00bb.<br \/>\n4) Non usare un avverbio per modificare il \u00abdisse\u00bb, ammon\u00ec gravemente. Usarlo in questo modo (o in qualsiasi altro modo) \u00e8 un peccato mortale.<\/p>\n<p>5) Tieni sotto controllo i punti esclamativi. \u00c8 permesso usarne non pi\u00f9 di due o tre ogni 100.000 parole. Se poi si \u00e8 inclini a giocare con i punti esclamativi come Tom Wolfe, allora abbonda pure.<\/p>\n<p>6) Non usare mai espressioni come \u00abimprovvisamente\u00bb o \u00abs\u2019\u00e8 scatenato l\u2019inferno\u00bb.<br \/>\n7) Usare dialetti e slang con moderazione.<\/p>\n<p>8) Evitare descrizioni dettagliate dei personaggi: in <em>Colline come elefanti bianchi<\/em> di Ernest Hemingway, come sono \u00abl\u2019americano e la ragazza che era con lui\u00bb? La ragazza \u00absi era tolta il cappello e lo aveva messo sul tavolo\u00bb. Nel racconto, questo \u00e8 l\u2019unico riferimento a una descrizione fisica.<\/p>\n<p>9) Non fornire troppi dettagli descrivendo posti e cose, a meno che tu non sia Margaret Atwood e quindi in grado di dipingere con le parole.<br \/>\n10) Cercare di omettere le parti che i lettori tendono a saltare.<\/p>\n<p>Ecco, adesso tutti a lavoro!<\/p>\n<div id=\"voism-3447093893\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel libro Noir. Istruzioni per l&#8217;uso, edito da Garzanti (2013), Luca Crovi ispirandosi ad un articolo del Guardian, pubblica le seguenti 10 regole per scrivere un buon noir: 1) Mai iniziare un libro parlando del tempo. 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