{"id":15155,"date":"2013-04-10T15:52:47","date_gmt":"2013-04-10T13:52:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=15155"},"modified":"2013-04-10T15:52:47","modified_gmt":"2013-04-10T13:52:47","slug":"baci-scagliati-altrove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2013\/04\/10\/baci-scagliati-altrove\/","title":{"rendered":"Baci scagliati altrove"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-59301279\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>Io non fumo, ma, mai pi\u00f9 potr\u00f2 guardare un accendino con gli stessi occhi di prima, dopo aver letto questa raccolta di racconti di <strong>Sandro Veronesi<\/strong>. \u201cChe c\u2019entra un accendino?\u201d vi chiederete. In realt\u00e0 non c\u2019entra nulla. Ecco, lo sapevo, mi sto imbrogliando e vi sto confondendo. Il fatto \u00e8 che un racconto s\u2019intitola \u201cIl ventre della macchina\u201d e a questo punto penserete che si parli di una macchina, invece no, parla di un accendino, o meglio, viene usato un accendino per dimostrare quanto l\u2019uomo sia incline all\u2019infelicit\u00e0 pi\u00f9 che alla felicit\u00e0. Un\u2019infelicit\u00e0 che non viene da fuori ma dalle nostre stesse mani. Come, a quello scintillio di divino che c\u2019\u00e8 in ognuno di noi, si sia immischiata quest\u2019inclinazione, non \u00e8 dato capire; cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 spiegazione per la nostra attrazione verso ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato, ci\u00f2 che \u00e8 generalmente indicato come il \u201cmale\u201d, vedi \u201cLa furia dell\u2019agnello\u201d.<\/p>\n<p>Veronesi, un racconto dopo l\u2019altro, sembra mettere il dito nelle piaghe di ciascuno di noi, nelle nostre debolezze: la paura di perdere qualcuno che ci \u00e8 caro, come in \u201cProfezia\u201d, il racconto pi\u00f9 celebrato di questa raccolta, definito la cosa pi\u00f9 bella scritta negli ultimi dieci anni; il timore di non riuscire ad uscire dall\u2019ombra che qualcun\u2019altro involontariamente ha gettato in maniera definitiva sulle nostre esistenze, come in \u201cUn pesce rosso\u201d; la debolezza che sembrano assumere le nostre vite, quando, ad un tratto, cominciano ad essere normali o il pi\u00f9 vicino possibile a ci\u00f2 che desideravamo come in \u201cSotto il sole ai Campi Elisi\u201d; o quando il destino ci si mette di mezzo e allora ci assoggettiamo a lui come in \u201cElemosina per me stesso\u201d.<br \/>\nIo non amo particolarmente i racconti, perch\u00e9 mi affeziono alle storie e ai personaggi e mi piace tenerli con me nella forma pi\u00f9 lunga che \u00e8 quella del romanzo. Quando, per\u00f2, mi avvicino ad una raccolta di racconti, due sono le condizioni che devono verificarsi affinch\u00e9 mi decida a portarla a casa, innanzitutto devo gi\u00e0 aver letto altri libri dello stesso autore e da quei libri devo essere stata catturata e posseduta, a lungo.<\/p>\n<p>Con Veronesi, quindi, non potevo sbagliare e non ho titubato quando ho preso <em>Baci scagliati altrove<\/em> dallo scaffale in cui era riposto e con cura, per paura di sporcare il bianco della copertina, tenendolo come si tiene un vassoio, l\u2019ho portato a casa e appoggiato sul mio comodino, il primo luogo in cui finiscono i miei libri.<br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 \u201cSorella\u201d il racconto che ho preferito. Sorella \u00e8 la parola che pi\u00f9 amo in assoluto, tutti possiamo essere fratelli, ma solo di alcuni riusciamo ad essere sorelle. Innanzitutto l\u2019essere sorelle \u00e8 una prerogativa delle donne, e quando una donna lo \u00e8 o sceglie di esserlo, lo \u00e8 per prima cosa nell\u2019anima, perci\u00f2 non ha importanza l\u2019essere state partorite dalla stessa donna, basta sentirsi \u201csorella\u201d. La caratteristica principale della raccolta \u00e8 la capacit\u00e0 di Veronesi di riuscire a farci intuire il vero significato del racconto parlando di cose che sembra non c\u2019entrino nulla, come nel caso dell\u2019accendino.<br \/>\nLa sua intenzione sembra quella di distrarci dalla verit\u00e0 per poi, improvvisamente, nelle ultime tre righe rivelarci l\u2019errore in cui ci aveva indotto. Non so se l\u2019autore sia consapevole o meno di questo, del resto, potrebbe anche darsi, che sia io ad essere semplicemente dura di comprendonio.<br \/>\nI luoghi dell\u2019altrove mi sono familiari, perci\u00f2, niente di strano che mi trovi di fronte a questi baci scagliati, prima o poi.<br \/>\nP.S. non ho mai visto una donna indossare scarpe gialle col tacco! Vedi \u201cla scarpa\u201d.<\/p>\n<p>Sandro Veronesi, <em>Baci scagliati altrove<\/em>, Fandango Libri.<\/p>\n<div id=\"voism-217335124\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io non fumo, ma, mai pi\u00f9 potr\u00f2 guardare un accendino con gli stessi occhi di prima, dopo aver letto questa raccolta di racconti di Sandro Veronesi. \u201cChe c\u2019entra un accendino?\u201d vi chiederete. In realt\u00e0 non c\u2019entra nulla. Ecco, lo sapevo, mi sto imbrogliando e vi sto confondendo. 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