{"id":14920,"date":"2013-04-05T11:00:48","date_gmt":"2013-04-05T09:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=14920"},"modified":"2013-04-05T11:46:03","modified_gmt":"2013-04-05T09:46:03","slug":"roberto-alajmo-larte-di-annacarsi-un-viaggio-in-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2013\/04\/05\/roberto-alajmo-larte-di-annacarsi-un-viaggio-in-sicilia\/","title":{"rendered":"Roberto Alajmo: L\u2019Arte di Annacarsi \u2013 Un viaggio in Sicilia"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-901988720\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>Lasciatemi essere felice, stavolta gioco in casa, in quella casa che \u00e8 la mia Terra, la Sicilia, e lo \u00e8 anche per questo scrittore e giornalista, Roberto Alajmo. Contenermi sar\u00e0 davvero difficile, dovete capire che alla Sicilia si appartiene, e no, mi dispiace, non \u00e8 come essere lombardi o pugliesi, perch\u00e9 innanzitutto si tratta di un\u2019isola, e l\u2019essere isolani \u00e8 tutta un\u2019altra storia. Cambiano le prospettive e cambiando queste cambia il senso delle cose. La prospettiva di cui parlo \u00e8 quella di chi ha sempre la terra alle spalle e davanti solo mare. Per me, nata in un paese di mare \u00e8 e sar\u00e0 sempre cos\u00ec. Avere la terra alle spalle vuol dire essere pronti all\u2019accoglienza, ma anche essere vulnerabili, certo. Significa essere aperti a tutti i mondi possibili, significa essere tolleranti, scrutare l\u2019orizzonte e sapere che da l\u00ec pu\u00f2 venire la salvezza e non solo la tragedia. I cittadini pi\u00f9 tolleranti di fronte al massiccio sbarco di uomini e donne provenienti dal resto del Mediterraneo sono proprio gli abitanti di Lampedusa, cio\u00e8 coloro che pi\u00f9 ne subiscono le conseguenze. Adesso sapete perch\u00e9. Vi starete chiedendo se tutto ci\u00f2 vale anche per gli abitanti dell\u2019interno dell\u2019isola, in un certo senso s\u00ec, essi attirati dalle lusinghe marine, saranno attratti sempre dalle coste e a loro tenderanno lo sguardo e il cuore. Tornando al libro, Alajmo sceglie d\u2019inserire nel titolo un termine dolcissimo \u201cannacarsi\u201d che trae origine dal termine \u201cNaca\u201d, culla, quindi andrebbe tradotto \u201ccullarsi\u201d, ma ho detto andrebbe; come ci spiega benissimo l\u2019autore,in Sicilia annacarsi vuol dire fare \u201cil massimo del movimento con il minimo spostamento\u201d, quindi ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Questo \u00e8 un atteggiamento tipico dei siciliani, la loro tendenza alla contraddizione viene fuori anche nel dialetto.<br \/>\nIl Viaggio in Sicilia che ci propone Roberto Alajmo \u00e8 in realt\u00e0 un viaggio all\u2019interno della sicilianit\u00e0 che parte dai luoghi e dalla loro storia e finisce per spiegarci qualcosa dei siciliani e di tutto ci\u00f2 che gli ruota intorno, compresi i luoghi comuni. Perci\u00f2 non pu\u00f2 non parlarci di Mafia e lo fa sbattendoci in faccia la verit\u00e0, senza prenderla alla larga ci dice chiaro e tondo:<\/p>\n<p>\u00abLa mafia \u00e8 un odore. Una puzza. Qualcosa che avverti senza necessariamente sapere da dove proviene. \u00c8 come la puzza di qualcosa che uno dei tuoi ospiti ha calpestato. Tu non sai esattamente chi, ma sai che qualcuno l\u2019ha calpestata\u00bb.<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec, punto e basta. Non credete a quelli che durante le campagne elettorali, in tutta Italia non solo in Sicilia, incontrano lestofanti e poi dichiarano che non sapevano chi fossero, col cavolo! La puzza si sente, e se non l\u2019hai sentita tu, te l\u2019ha detto qualcuno.<br \/>\nDi questo, nel corso di un viaggio in Sicilia si doveva parlare, ma non credete, \u00e8 solo un accenno, deciso e tagliente, e poi si passa avanti. Si va da una sponda all\u2019altra mirando bellezze, raccontando miti e leggende, sorseggiando zamm\u00f9 e mangiando cassata per poi arrivare al fantasma pi\u00f9 famoso di tutta la Sicilia, che non \u00e8 un Re, n\u00e9 un condottiero n\u00e9 qualsiasi altro illustre passeggero di questa terra. E\u2019 un fantasma di cemento a sei corsie, lungo 3600 metri, che non si vede, ma, dicono, si paleser\u00e0 prima o poi. Si, lo dicono, non si sa pi\u00f9 da quanto.Quand\u2019ero bambina e sentivo parlare del ponte sullo stretto, incuriosita ne chiedevo le ragioni a mia madre, che tagliava corto dicendomi di non preoccuparmi, che tanto, nemmeno i miei nipoti lo avrebbero visto. Gi\u00e0 trent\u2019 anni fa era cos\u00ec, oggi, se me lo chiedesse mio figlio risponderei allo stesso modo.<\/p>\n<p>In fin dei conti ha ragione Alajmo quando conclude:<\/p>\n<p>\u00abNoi che ci appaghiamo non delle cose, ma del ragionamento intorno alle cose. Ecco la prospettiva: un ponte fatto interamente di parole. E forse, tutto sommato, \u00e8 meno peggio cos\u00ec\u00bb.<br \/>\nTra vizi e virt\u00f9 questo viaggio si conclude sulla sponda pi\u00f9 vicina al resto d\u2019Italia, che in realt\u00e0 gli si allontana di un paio di centimetri l\u2019anno. Vorr\u00e0 pure dire qualcosa.<\/p>\n<p><strong>Roberto Alajmo: L\u2019Arte di Annacarsi \u2013 Un viaggio in Sicilia, Laterza (2010).<\/strong><\/p>\n<div id=\"voism-2746395289\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lasciatemi essere felice, stavolta gioco in casa, in quella casa che \u00e8 la mia Terra, la Sicilia, e lo \u00e8 anche per questo scrittore e giornalista, Roberto Alajmo. 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