{"id":13552,"date":"2013-03-16T14:17:21","date_gmt":"2013-03-16T13:17:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/?p=13552"},"modified":"2013-03-16T14:36:39","modified_gmt":"2013-03-16T13:36:39","slug":"classe-e-leggerezza-le-armi-electroswing-di-simona-molinari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/2013\/03\/16\/classe-e-leggerezza-le-armi-electroswing-di-simona-molinari\/","title":{"rendered":"Classe e leggerezza: le armi electroswing di Simona Molinari"},"content":{"rendered":"<div id=\"voism-2975752230\" class=\"voism-prima-del-contenuto voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div><p>Si chiama electroswing ed \u00e8 uno stile musicale che sta gi\u00e0 spopolando in diversi paesi dell&#8217;Europa continentale e si sta affacciando da poco anche in Uk; come dice la parola stessa, si tratta di una miscela avvolgente composta da suoni retr\u00f2, presi prevalentemente dal vasto campionario swing e da pi\u00f9 freschi venti di matrice elettronica, che attualizzano la proposta. In Italia tale stile \u00e8 approdato con convinzione al recentissimo Festival di Sanremo, per mezzo della voce e della gradevolissima ( e ci stiamo mantenendo ) presenza di Simona Molinari, ottenendo lusinghiere critiche e scroscianti applausi in teatro, anche a dispetto di una classifica finale che ha visto piazzata solo penultima la cantante di origini partenopee. Con lei sul palco, ma anche su disco, l&#8217;affascinante crooner statunitense Peter Cincotti, che gi\u00e0 nel recente passato si era divertito in sortite collaborazioni con la nostra. Ed adesso finito il tourbillon sanremese, Simona d\u00e0 alle stampe il suo quarto lavoro, intitolato come uno dei due brani in gara &#8220;Dr.Jekill, Mr. Hyde&#8221;, dove prende e rilancia l&#8217;idea di stile gi\u00e0 accarezzata nel precedente &#8220;Tua&#8221;, trasformandola nella spina dorsale del lavoro tutto. Il singolo &#8220;La felicit\u00e0&#8221; ne \u00e8 l&#8217;esempio, ed \u00e8 brano che cattura per solarit\u00e0, voglia di non stare fermi col piedino e che per tre minuti scarsi sembra staccarti dalla realt\u00e0 non proprio piacevole per regalarti, una strana faccia beota, sorridente, contenta,\u00a0 messaggio che la stessa Simona voleva fosse chiaro. Eppure la canzone \u00e8 un vestito allegro per una classica storia malinconica di una lei che non si rassegna ad aver perso un lui, stanco dei suoi continui tentativi di cambiarlo. In stile anche &#8220;Il mulo&#8221;, &#8220;Gran Balon&#8221; , firmata tra gli altri anche da Nicol\u00f2 Agliardi e Frank Armocida, vecchio collaboratore nei live della Molinari ( nel precedente tour sostituiva vocalmente sia Cincotti in &#8220;In cerca di te&#8221; e &#8220;Lettera&#8221;, che Danny Diaz in &#8220;Forse&#8221; ) e in &#8220;Non so dirti di no&#8221; che vira ancora pi\u00f9 sull&#8217;elettronica ed incalza con convinzione. Meno elettrica e pi\u00f9 vintage sicuramente la title track, perlina del maestro Lelio Luttazzi, scomparso da meno di una manciata d&#8217;anni e regalata alla cantante da sua moglie insieme ad un altro brano, la conclusiva &#8220;Buonanotte Rossana&#8221;. Simona ne ha resa una versione elegante e che la critica avrebbe volentieri preferito al brano invece scelto dal pubblico televotante per proseguire l&#8217;avventura festivaliera; qualcuno addirittura dice che il basso piazzamento della Molinari, sia dipeso soprattutto dalla canzone con cui era giunta in finale, anche se le vendite dei singoli stanno caldamente smentendo e &#8220;La felicit\u00e0&#8221; dovrebbe approdare senza difficolt\u00e0 nella top 10 dei pi\u00f9 venduti.. Ma un corpo si sa, non \u00e8 solo spina dorsale ed allora a completare il disco arrivano le ballate passionali, come &#8220;Mentimi&#8221;, che \u00e8 fumosa stanza d&#8217;albergo in cui Simona brama: &#8220;Mentimi e mi scioglier\u00f2 per te, mentimi, che di verit\u00e0 si muore&#8221;, abbandonandosi ad una passione dove sembra impossibile meritare l&#8217;amore o come in &#8220;Come vento&#8221;, rassegnata consapevolezza che come tale, il suo lui non sa fedelt\u00e0 cosa sia e si muova di continuo, di letto in letto, lenzuola in lenzuola. Indovinata anche &#8220;Sampa Milano&#8221;, &#8220;brasilera&#8221; proposta di Gilberto Gil, che ivi presta anche la sua collaborazione e che Simona adatta in italiano e la anglosassone &#8220;Where the clouds go&#8221;, dalla melodia piacevole che \u00e8 un peccato non sia stata scritta in italiano, cosa invece accaduta per &#8220;Lettera&#8221; che \u00e8 uno dei brani preferiti dai fans e che Simona riprende dal precedente &#8220;Tua&#8221; per renderne una versione totalmente italiana, come proposta in lungo ed in largo nei live. In &#8220;Dr.Jekyll, Mr.Hyde&#8221; insomma convivono le due personalit\u00e0 della Molinari, una elegante, posata ed impostata sul bel canto, un po&#8217; in contrasto con le ambientazioni jazz da lei tanto amate, ma in genere sempre pi\u00f9 sporche e dall&#8217;altra la ragazza trentenne, che trova il modo di divertirsi e divertire con una musica leggera, ma non stupida, alla moda, ma ricercata, da ascoltare in sottofondo senza impegno, ma anche a piena voce, la sua&#8230; bellissima.<\/p>\n<p>Otto<\/p>\n<div id=\"voism-1661099130\" class=\"voism-fine voism-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2Y0db7E\" aria-label=\"\"><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiama electroswing ed \u00e8 uno stile musicale che sta gi\u00e0 spopolando in diversi paesi dell&#8217;Europa continentale e si sta affacciando da poco anche in Uk; come dice la parola stessa, si tratta di una miscela avvolgente composta da suoni retr\u00f2, presi prevalentemente dal vasto campionario swing e da pi\u00f9 freschi venti di matrice elettronica, &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2454],"tags":[],"class_list":["post-13552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13552\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.voismagazine.it\/dp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}